martedì 31 maggio 2011

VISUALIZZAZIONE DI GUARIGIONE

(tre volte al giorno per nove cicli di 21 giorni intervallati da 7 di riposo) 

Chiudi gli occhi
Fai tre respiri lenti e profondi.
Immagina ora di trovarti nelle mani di Dio
Sei seduta nelle mani di Dio
Apri le mani di fronte a te e con gioia guarda, Dio unisce le sue mani alle tue.
Immagina che adesso le tue mani siano le mani di Dio.
Con le tue mani adesso tocca ogni parte del tuo corpo che senti ha bisogno di essere risanata.
Tocca una per una tutte le zona malate del tuo corpo all’interno e all'esterno e asporta delicatamente tutto lo sporco e le sostanze contaminanti che ci sono, rimettendo in ordine ogni cosa, ogni cosa che era fuori posto.
Adesso Respira profondamente e senti, percepisci che il tuo corpo è in perfette condizioni.
Il tuo viso è sorridente e lieto e il tuo cervello funziona nel modo più idoneo.
Sei contenta di te stessa e vieni inondata da una cascata di luce che scende dall'alto.
Guardati, felice, serena, mentre tutta questa luce si riversa su di te. 
Sii fiera del tuo corpo che hai ricostruito con tanta cura.
Fai tre respirazioni lente e profonde
Muovi delicatamente il tuo corpo
Stiracchialo
E apri gli occhi.

http://www.ilcerchiodellesperienza.it/visualiz_curative.html

VISUALIZZAZIONE DI PULIZIA MATTITINA

(tutte le mattine al risveglio)

Metteti a sedere sul letto, e chiudi gli occhi. 
Respirate tre volte lentamente e profondamente.
Immagina di alzarti, di lasciare la tua casa e di uscire sulla strada.
Lascia adesso la strada e guardati mentre scendi in una valle che costeggia la strada. 
C'e' un bellissimo giardino.
Cammini in questo giardino ed arrivi al centro dove, vicino ad un fontana, un angelo ti sta aspettando.
In mano ha una spazzola dorata.
Ti fermi davanti all'angelo e lui inizia a pulirti con energia in tutte le parti del tuo corpo
Davanti....dietro
sulle braccia, sulle gambe
pulisce anche il tuo viso, i capelli.
Mentre ti pulisce senti una bella sensazione di freschezza e libertà che aumenta.
Adesso, l'angelo ti ha pulito completamente e ti senti leggera ed allegra.
Ti sei accorta che hai tolto tutta la fuliggine che ti copriva, tutte le cellule vecchie e morte della pelle, e tutta la tristezza e la confusione.
Saluti l'angelo che ti ha pulito e ti dirigi adesso verso il rumore di un ruscello che senti sulla tua sinistra.
Dietro una piccola siepe piena di fiori, un bellissimo ruscello di acqua limpida scorre tra pietre levigate e ciuffi di erba verde.
Ti inginocchi sulla riva e con le mani unite a formare una coppa, prendi un po' di quella acqua fresca e limpida.
La spruzzi sul tuo viso, sul tuo corpo, sulle tue braccia 
e sai che stai pulendo ogni residuo, ogni impurità che ancora avevi sul tuo corpo.
Ti senti pulita e piena di energia e lasci andare un sospiro di sollievo.
Immergi ancora le mani nel ruscello e cominci a bere questa acqua rigeneratrice.
La bevi lentamente, una sorsata dopo l'altra, lentamente
E sai che stai pulendo ogni parte del tuo corpo, stai eliminando ogni impurità.
Ti senti forte, rinfrescata, stimolata, vitale.
Ora ti alzi e ti dirigi sciolta e allegra sotto un bell'albero con rami pieni di foglie verdi che arrivano quasi a sfiorare la terra.
Ti siedi ed appoggii la schiena al suo tronco.
Chiudi gli occhi e cominci a respirare l'ossigeno fresco e puro che viene emanato dalle sue foglie. 
Insieme all'ossigeno dell'albero, inali l'ossigeno puro e rigeneratore che proviene dal sole e dal cielo sotto forma di una luce azzurro-oro e che giunge fino a te attraverso il fogliame.
Inspiri ossigeno, espiri anidride carbonica che viene assorbita dalle foglie dell'albero e viene trasformata in puro ossigeno.
Anche il tronco emana questo ossigeno ed il tuo corpo si purifica attraverso tutti i tuoi pori.
Tu e l'albero create un ciclo di guarigione perfetto.
Stai respirando insieme a lui come se foste una cosa sola. Lascia che le dita delle tue mani ed i tuoi piedi entrino nel terreno come radici e traine energia.
Mentre sei in comuniuone con la terra e con l'albero, ti accorgi di una meravigliosa sensazione sui tuoi capelli, una mano meravigliosa ti sta accarezzando. 
E' la mano di Dio, che con tutto il suo amore sta accarezzando una delle sue figlie predilette.
Resta tutto il tempo che ti occorre per assorbire tutto ciò di cui hai bisogno.
Adesso puoi alzarti e senti come ti senti, guarda il tuo corpo rigenerato, senti i tuoi muscoli tonici e pieni di energia.
Adesso puoi tornare
Tieni dentro di te tutto questo e lascia il giardino
Torna sulla strada
Entra in casa
Siediti sul tuo letto
Fai tre respiri lunghi e profondi
Apri gli occhi quando vorrai farlo.

http://www.ilcerchiodellesperienza.it/visualiz_curative.html

lunedì 30 maggio 2011

SCIOGLIERE I BLOCCHI E PURIFICARE IL CORPO

Quando lo desiderate, ma almeno una volta alla settimana, è utile fare questo esercizio di purificazione per mezz’ora. Chiudetevi in una stanza e fate tutto ciò che il corpo desidera fare. Spogliatevi, urlate, piangete, ridete, ballate, contorcetevi… Prendetevela con un cuscino, scaricatevi sulla foto di qualcuno… Ridete come pazzi, piangete… Qualsiasi cosa vi va di fare. Rimarrete sorpresi: il vostro corpo farà cose che non vi aspettate. Non spaventatevi. Sono solo le sue disarmonie che sono state represse ma che vogliono essere espresse. Purtroppo i vostri condizionamenti sociali non lo permettono. 
Ci sono molte disarmonie che abitano il corpo ma se siete pieni di blocchi è difficile entrare dentro si sé. 
Con questo esercizio molti blocchi cominciano a sciogliersi poiché il corpo si sente libero. Si scuote. Tutti i blocchi che avete desiderano trovare uno sfogo. 
Per esempio se ridete può essere che in passato una risata non era stata espressa completamente o se piangete, un dolore non era stato espresso. 
Questo esercizio serve a rimuovere i vecchi blocchi. 
Però bisogna anche aver cura che non se ne formino nuovi. 
Siete al lavoro ed uno vi insulta: ovviamente non potete reagire. La buona educazione e le regole sociali non lo permettono (e poi magari vi possono pure licenziare). Quest’energia che si libera, però, creerà un blocco se non viene sfogata. 
La bellezza del corpo è il risultato dello sciogliersi dei suoi squilibri. Vivere con totalità scioglie gli squilibri. 
Ebbene, appena un eccesso di collera vi assale, dovete trasformare quell’energia in modo creativo. 
Contraete i muscoli delle gambe il più possibile finché non ce la fate più. A quel punto rilassateli all’improvviso. 
In questo modo non solo userete l’energia e non si formeranno blocchi ma potete tonificare anche il corpo. Potete contrarre qualsiasi parte: gambe, mani, addome… Immaginate che tutta l’energia data dalla rabbia sia usata per contrarre i muscoli di una parte. 
La rabbia scomparirà e l’energia sarà usata in modo creativo. 
L’energia della rabbia non è cattiva in sé ma lo diventa se è ri-utilizzata sotto forma di rabbia! 
Imparate ad usarla e la vostra vita sarà rivoluzionata. 
Con questi due esercizi i vecchi blocchi saranno eliminati ed i nuovi saranno trasformati creativamente e non diverranno blocchi. 
Tutte le emozioni sono energie, non solo la rabbia. Se non vengono usate creativamente disturberanno una parte del corpo o della mente. 
Se c’è amore in me e non riesco a darlo allora si creerà un blocco! Così la paura: se non riesco a mostrarla darà un blocco! Tutti gli stati emotivi creano energia interiore e questa energia deve essere liberata. 


osho



NATARAJ

Questa è una meditazione di danza che dura 65 minuti ed è divisa in tre stadi, accompagnati da musica originale.
La strada scelta da questa tecnica per andare dentro è lo scomparire nella danza e poi il rilassarsi nel silenzio e nella quiete.
“Dimenticati il danzatore, il centro dell’ego; diventa la danza. Questa è la meditazione. Danza con tanta profondità che ti dimentichi completamente che ‘tu’ stai danzando e inizi a sentire che sei la danza. La divisione deve scomparire, allora diventa una meditazione.
Se c’è una divisione, allora è solo un esercizio fisico; va benissimo, è una cosa sana, ma non puoi chiamarlo spirituale. È solo una danza. La danza in se stessa è una bella cosa – per quello che può fare, va benissimo. Dopo, ti senti fresco, giovane. Ma non è ancora meditazione. Il danzatore deve andarsene, finché rimane solo la danza.... Non rimanere distaccato, non essere solo uno spettatore. Partecipa!
E sii giocoso. Ricorda che con me la parola ‘giocoso’ ha un’importanza fondamentale”. Osho

Primo stadio: 40 minuti

Tenendo gli occhi chiusi, danza come se fossi posseduto. Lascia che sia l’inconscio a prendere completamente il controllo. Non cercare di controllare i movimenti o di essere testimone di ciò che accade. Sii totale nella danza.

Secondo stadio: 20 minuti

Sdraiati immediatamente e resta a occhi chiusi, silenzioso e tranquillo.

Terzo stadio: 5 minuti

Danza e celebra la tua gioia.

domenica 29 maggio 2011

I CINQUE TIBETANI



"Cinque Tibetani" sono un gruppo di esercizi di genuina integrazione psico-fisica descritti nel libro omonimo, scritto da Peter Kelder ed edito in Italia dalle Edizioni Mediterranee.
primo rito



Posizione: in piedi, a braccia larghe, palme rivolte verso il basso.Azione: ruotare su se stessi in senso orario, vale a dire il braccio sinistro ruota verso destra.
Se c'è capogiro, eseguire le rotazioni molto lentamente. Si fa presto l'abitudine e si eseguiranno le rotazioni sempre più velocemente, con naturalezza. Fissare sempre la punta di una mano aiuta a non avere capogiri, sia durante il movimento sia nella fase di arresto.
secondo rito
Posizione base: distesa a terra, supina. Braccia lungo i fianchi. Azione: sollevare contemporaneamente le gambe fino alla verticale (piedi flessi a "martello") e la testa verso i petto. Spalle, schiena e bacino rimangono a contatto con il suolo. Inspirare durante la flessione ed espirare nella fase di distensione.
Se risulta difficile alzare e abbassare le gambe distese, si può piegare le ginocchia durante i movimenti, per impegnare meno i muscoli addominali.
terzo rito
Posizione base: in ginocchio, mani appoggiate all'apice delle cosce, piedi con le dita flesse e in contatto con il suolo, testa appoggiata al mento. Azione: inarcare all'indietro testa, spalle e schiena. Inspirare quando si inarca ed espirare nel ritorno alla posizione base.
Aprire la bocca nell'inarcamento aiuta respirare e a distendere i muscoli anteriori del collo.
quarto rito
Posizione base: seduta, gambe distese e leggermente divaricate, tronco eretto e palmi appoggiati a terra.Azione: piegare le ginocchia, sollevare il bacino e rovesciare indietro la testa (bocca aperta!), inspirando. Tornare in posizione base.
quinto rito
Posizione base: prona, il contatto con il suolo è dato dai piedi a dita flesse (vedi esercizio 2) e dai palmi rivolti in avanti. Testa rivolta all'indietro. Il bacino gli arti inferiori sfiorano il suolo senza toccarlo.
Azione:
spingere il suolo con le mani e sollevare il bacino, flettendo l'addome, inspirando. Espirare tornando alla posizione base.
Conviene eseguire il movimento (ma vale anche per tutti gli altri!) a piedi scalzi e su superficie non sdrucciolevole.



PRECISAZIONI IMPORTANTI

Respirazione
All'opposto di quanto si fa di solito nei movimenti di esercizio fisico intenso (tipico il lavoro con i pesi e le macchine, in palestra), nei Tibetani si inspira quando si fa l'azione di contrazione e si espira in distensione (es. nel n. 2 si inspira quando si portano le gambe in verticale e si espira quando le si riabbassa a terra).

Progressione e ripetizioni
La pratica dei Tibetani si inizia con 3 ripetizioni per ogni esercizio (cioè 3 rotazioni, 3 volte le gambe su e giù ecc.). Normalmente si può aggiungere 2 ripetizioni ad ogni esercizio ogni settimana, fino a un massimo di 21 ripetizioni. 
L'esecuzione completa degli esercizi in 3 ripetizioni prende meno di 5 minuti. La durata sale a circa 15 quando se ne fanno 21 in tutta tranquillità.
Nulla vieta di rimanere anche più settimane con lo stesso numero di ripetizioni, finché non ci si sente perfettamente a proprio agio nell'incrementare il numero. E' importante la regolarità, non la quantità.
Se si salta l'esecuzione per un giorno su tanti si può mantenere sempre lo stesso numero di ripetizioni. Se l'interruzione arriva a una settimana, diminuire di 2 o 4 le ripetizioni, come ci si sente.
In caso di interruzioni superiori al mese il buon senso impone di ricominciare da 3.

Come eseguirli
Le fotografie illustrano le posizioni di partenza e quelle "ideali" di arrivo. Se fisicamente non si riesce a raggiungere una o più posizioni, non è affatto tragico: l'importante è conservare l'attitudine mentale a raggiungere la posizione ed eseguire correttamente la respirazione. Anche se sono una splendida miscela di stretching e lavoro isometrico e isotonico, i Tibetani non vanno pensati come la nostra classica ginnastica: non è importante quello che si fa, ma l'attenzione e la presenza nell'esecuzione. Sono da considerare uno spazio che ci prendiamo per prestare attenzione a noi stessi. 
Pensare "Inspiro energia e nutrimento, espiro tutto quello che non mi serve" aiuta a calmare la mente e a educarla a percepire la profonda saggezza ed efficacia di questi movimenti.

Quando eseguirli
I Tibetani sono da praticare tutti i giorni. Non ha importanza quando, ogni orario della giornata va bene, meglio a stomaco non troppo impegnato. Al mattino danno una bella carica per la giornata, alla sera predispongono a un buon sonno. Se non si ha dimestichezza con l'esercizio fisico intenso o ci si sente "anziani" e "acciaccati", se si avverte fatica o disagio o non si ha abbastanza tempo, si può spezzare l'esecuzione in più momenti della giornata (es. due esercizi al mattino e tre alla sera...).


http://www.spaziopmr.it/tibetani.htm
http://www.ilnuovomondo.it/art5tibetani.htm

BANDLER :BRILLANTE AL QUADRATO

“Fondamentalmente, Brillante al Quadrato è una tecnica
molto semplice che ti aiuta a ricreare qualsiasi sensazione desideri,
attivandola immediatamente nel tuo corpo.”
“Ah”, disse Joe, sollevando scettico un sopracciglio.
“Ti assicuro che funziona. Il segreto sta nel visualizzare
un’immagine di te stesso nello stato mentale in cui vorresti trovarti.
Tu sei qui e la tua immagine è al centro di un quadrato immaginario,
tracciato sul pavimento di fronte a te. E al quadrato
assegni un colore. Dai, ti faccio vedere.”
Ross chiese a Joe di alzarsi, di chiudere gli occhi e di fare
una prova immaginando un quadrato colorato sul pavimento
davanti a sé.
“Fa’ conto che il quadrato sia riempito con un colore che
associ alla ‘sicurezza’. Ora, immaginati in piedi nel quadrato,
proprio come saresti se ti sentissi sicurissimo di te, forte, con il
pieno controllo sulle tue sensazioni. Osserva che aspetto avresti.
Nota l’espressione del tuo viso, la tua postura, il modo in cui
respiri, la luce nel tuo sguardo, la scioltezza dei tuoi movimenti
in quello stato.”
Joe fece quanto richiesto e si vide in piedi, con il petto in
fuori e la testa alta, lo sguardo fi ero e l’aria sicura. Si immaginò
un bel sorriso stampato sul volto. Cominciò a sentire che, inconsciamente,
la sua schiena si stava raddrizzando e le gambe si
ancoravano più saldamente al terreno.
“Bene. Mentre fai tutto questo, al mio tre, voglio che immagini
di entrare nel quadrato e nella fi gura di Joe che vedi davanti
a te… proprio come se tu indossasi dei vestiti nuovi. Voglio che
entri in quel te stesso potente e sicuro di sé: guarda attraverso i
suoi occhi, senti attraverso le sue orecchie e prova le sensazioni
attraverso il suo corpo. Pronto? Uno… due… tre! Adesso entra
nel quadrato, e nota come sia facile provare quella sensazione e
quel colore in ogni parte del corpo. Sentiti riempire di forza e di
sicurezza in te stesso. Così, esatto.”
Con sua grande sorpresa, Joe si sentì effettivamente diverso,
caricato da una nuova energia. Riusciva a percepire la forza
del quadrato diffondersi in ogni cellula del suo corpo.
Dopo alcuni secondi, Ross continuò: “Ora voglio che tu esca
dal quadrato e apra gli occhi”.
Ross guidò Joe nella procedura per cinque volte. Quando,
alla fi ne, Joe uscì dal quadrato, aprì gli occhi ed esclamò candidamente:
“Però!”, Ross sorrise. “Sono felice che tu abbia apprezzato.
E adesso, prova questo. Chiudi gli occhi, immagina il
quadrato colorato ed entraci. Nota come ti sentirai.”
Joe chiuse gli occhi, immaginò il quadrato nel modo più
vivido possibile ed entrò con un passo. Provò nuovamente un’intensa
sensazione di sicurezza attraversargli il corpo. Si sentì
quasi sollevare da terra. Quindi, uscendo dal quadrato, aprì gli
occhi. “Caspita! Mi sono sentito così…”
“Brillante?” Ross fi nì la frase per lui, ridendo. “Ecco perché
la tecnica si chiama così.”
Con sorpresa, Joe notò l’assenza della solita voce critica.
Stava cominciando a fare esperienza di cose che per la voce negativa
erano impossibili da spiegare. Joe ringraziò Ross, poi ciascuno
tornò al proprio posto.


scelgo la liberta - bandler

sabato 28 maggio 2011

BANDLER: CAMBIARE CIO' CHE SI SENTE GRAZIE ALLA DISSOCIAZIONE

1. Ripensate a un’esperienza che vi causa ancora tristezza
o disagio. Mentre la ricordate, fatelo come se
la steste rivivendo. Vedete le cose attraverso i vostri
occhi e provate tutte le sensazioni attraverso il vostro
corpo, comprese le emozioni associate all’esperienza.
Notate anche i suoni e qualsiasi cosa voi o
altri abbiate detto in quelle circostanze, compreso
anche il vostro dialogo interiore. Prendete nota di
quanto il ricordo vi causi ancora dolore.
2. Ora immaginate di fare un passo indietro e fuori
dalla scena, in maniera tale da poter vedere voi stessi
come su di uno schermo. Allontanate la scena,
sempre più lontana, e notate come, mentre si sposta
verso l’orizzonte, i colori cominciano a sfumare
e i dettagli scompaiono. Allontanate l’immagine
quanto basta per notare un netta differenza in ciò
che provate riguardo agli eventi.
Nota: A meno che non abbiate un particolare desiderio di
poter continuare a stare male come prima, lasciate l’immagine
dell’esperienza dov’è, in lontananza, o addirittura
speditela in orbita nello spazio, fino a farla annientare nella
fornace luminosa del sole.

Il potere dell’inconscio e della pnl richard bandler

venerdì 27 maggio 2011

BANDLER :ESERCIZI PER BATTERE LA PAURA

1 far girare la paura al contrario
* pensa a una sensazione indesiderabile che hai provato.
* nota in che direzione si muoveva o ruotava nel tuo corpo
* lascia che quella sensazione si faccia piu concreta e mentre si muove,immagina di portarla fuori dal                 
   corpo, di capovolgerla o rimetterla dove stava,in modo di farla girare nel tuo corpo al contrario
* continua a far girare la sensazione velocemente nella direzione contraria e nota come quella sensazione                                      cambi completamente e smetta di essere  negativa


2 distruggi - panico
* quando ti prende il panico,sforzati di andare in panico ancora di piu'. cerca di andare in panico con tutte le tue forze. il segreto è proprio questo:quando cercherai di farlo volontariamente,ti sarà estremamente difficile riuscirci.


3 Ristrutturare la paura
*Scopri  qual'è l'intenzione che motiva la tua paura. Solitamente si tratta di uno sforzo per proteggerti,ma da cosa?Quando l'avrai capito,scopri come potresti fare a soddisfare quell'intenzione senza ricorrere alla paura


4 Cura rapida delle fobie
* immagina di trovarti nella cabina di proiezione di un cinema e di guardare il "te" seduto in sala che guarda il "te" proiettato sullo schermo,immagina di osservarti mentre guardi il film di una volta in cui hai avuto paura.
*immagina di far partire il film da un momento precedente all'esperienza e di proiettarlo tutto di seguito,fino al lieto fine,in cui sei sopravvissuto all'esperienza.
*immagina di entrare nello schermo alla fine del film e di proiettare tutto il film al contrario,
senti i suoni al contrario e prova le sensazioni al contrario
*mentre ti ci trovi dentro, fallo andare all'indietro molto rapidamente, Fallo alcune volte
*troverai difficile provare lo stesso spavento

giovedì 26 maggio 2011

LE MANI GIUNTE


Unite le vostre mani per qualche momento, provate a concentrarvi sull'unità. C'è una parte di
voi stessi che è la parte umana, e l'altra parte di voi che è la Parte Divina. Il ponte è creato tra
queste due parti. Siete nell'armonia , nell'unità , siete nella connessione . Provate a sentirla .
… Se lo fate bene, avrete anche la sensazione di non potere separare le vostre mani. Provate a
separarle, vedrete che c'è come una resistenza, qualche cosa che ritiene le vostre mani
incollate l'una all'altra.
Rimanete così qualche momento pensando alla vostra unità, pensando alle energie che
accumulerete nelle vostre mani.
… Adesso aprite le vostre mani, proiettate questa energia sul mondo, su tutti coloro che ne
hanno bisogno, e rimanete così qualche attimo per sentire ciò che accadde nel cavo delle
vostre mani.
Questo non può accadere istantaneamente, ma l'energia che proiettate può farvi sentire un
calore nel palmo delle vostre mani o dei formicolii.
L' esercizio è adesso finito . »

PREGHIERA - CANTO DI AMORE DEI NATIVO AMERICANI

O Grande Spirito,
la cui voce sento nei venti
ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo,
ascoltami.
Vengo a Te,
uno dei tuoi tanti figli.
Sono piccolo e debole.
Ho bisogno della Tua forza
E della Tua saggezza.
Lasciami camminare fra le cose belle
E fa' che i miei occhi ammirino
Il tramonto rosso e oro.
Fa' che le mie mani rispettino
ciò che Tu hai creato,
e le mie orecchie siano acute
nell’udire la Tua voce.
Fammi saggio,
così che io conosca le cose
che Tu hai insegnato al mio popolo,
le lezioni che hai nascosto
in ogni foglia, in ogni roccia.
Cerco forza,
non per essere superiore ai miei fratelli,
ma per essere abile
a combattere il mio più grande nemico:
me stesso.
Fa' che io sia sempre pronto
A venire a Te,
con mani pulite e occhi diritti,
così che quando la vita svanisce,
come luce al tramonto,
il mio spirito possa venire a Te
senza vergogna.

mercoledì 25 maggio 2011

COME PRATICARE LOGOSINTESI

Applicare Logosintesi può dare l'impressione, al lettore che per la prima volta si avvicina a questo metodo, di essere semplice come ordinare un caffè al bar. 

In fondo, si tratta semplicemente di pronunciare tre frasi.
Sebbene la fase attiva di Logosinesi consista davvero nel pronunciare tre frasi, una per reintegrare le parti scisse, la seconda per allontanare le introiezioni e la terza per recuperare la propria energia legata alle reazioni all'introiezione, al suo effettivo utilizzo si giunge dopo una fondamentale fase preparatoria.
Logosintesi può essere espressa all'interno di un percorso di cambiamento guidato, dove un operatore qualificato ne dosa sapientemente l'utilizzo. Ciò è raccomandabile per tutte quelle problematiche gravi e/o complesse che necessitano di un punto di visa esterno.
Tuttavia con Logosintesi è possibile svolgere il cosiddetto auto-coaching, dove la guida è l'essenza stessa della persona.
Possiamo descrivere cinque aspetti essenziali nell'auto-utilizzo di Logosintesi:
  1. Atteggiamento fondamentale: con curiosità e pazienza lasciamo al nostro Sé la guida del processo.
  2. Focalizzazione: scegliamo l'argomento di cui occuparci, badando di essere specifici nel definirlo. In questa fase possiamo anche servirci della scala SUD (0-10) per misurare l'intensità del problema. L'importante è trattare un singolo aspetto alla volta, uno dopo l'altro.
  3. Enunciazione delle frasi: di norma viene prima pronunciata la frase di recupero, poi quella di allontanamento e infine quella per le reazioni.
  4. Effetto: osserviamo ciò che accade in noi dopo aver enunciato le frasi. Ciò che emerge rappresenta il successivo aspetto da trattare.
  5. Trasformazione: attraverso di essa si creano nuove prospettive, sia nella direzione di un nuovo argomento da trattare che dell'effettivo cambiamento nella vita.
L'atteggiamento fondamentale si esprime all'opposto dell'impazienza e dell'abitudine alla sofferenza. Dobbiamo invece consentire al nostro Sé di farci da guida, e ciò avviene un passo alla volta. Dobbiamo prenderci il tempo di identificare e focalizzare l'argomento, iniziando con piccoli passi e con tematiche non troppo intense. Una volta creata e rafforzata l'esperienza, potremo dedicarci a problemi più vasti ed intensi. Più pratichiamo, più diventa facile riconoscere ed eliminare vecchie parti scisse e oggetti introiettati.
Focalizziamo un argomento, e da lì andiamo ancor più nello specifico. Isolare e definire sensazioni, pensieri, emozioni e segnali corporei collegati alla tematica permette di orientare il laser della Logosintesi, che andremo poi ad utilizzare nel passo 3.
Le frasi vengono enunciate una o più volte, fino a che non avviene un cambiamento o un rilassamento. Dopo aver pronunciato le parole, sopraggiunge un momento di osservazione dove la frase viene letteralmente lasciata agire. Si passa quindi al nuovo stato nel quale viene sperimentato rilassamento e sollievo.
Prima di iniziare, avere il supporto dell'essenza è decisivo. Meglio quindi prendersi qualche minuto per rilassarsi e poi pronunciare questa frase:

"Attivo l'essenza per favorire il mio sviluppo in questo processo"
Lasciamo agire le parole, osservando sensazioni e percezioni. Spesso, già con questa frase viene spontaneo emettere un sospiro di sollievo.
Con il tempo, man mano che recuperiamo la connessione con il nostro Sé, questo passo introduttivo diviene superfluo. A questo punto dobbiamo focalizzare la tematica. Per farlo al meglio è possibile usufruire del "
Foglio di lavoro". Seguendo passo dopo passo le indicazioni contenute in questo pdf, l'applicazione di Logosintesi risulterà estremamente facilitata. Il "Foglio di lavoro" lo puoi scaricare cliccando qui.

La frase 1 ci permette di recuperare la nostra energia dai frammenti solidificati e di riportarli al giusto posto dentro di noi. Eccola:

"Recupero tutta la mia energia legata a .................. (esperienza, persona, luogo, idea) e la riporto al posto giusto in me stesso/a."
La sola enunciazione delle parole produce l'effetto, non c'è bisogno di metterci pathos, convinzione o altri apporti cognitivi. La frase basta a se stessa. Dopo averla pronunciata, assumiamo un atteggiamento rilassato, da osservatore. La pausa può durare da qualche secondo a parecchi minuti. Se emergono emozioni, dialoghi interiori o distrazioni è bene ripetere la frase.
Se con la prima frase recuperiamo "pezzi di noi", con la seconda allontaniamo gli imprint legati alla problematica. Eccola:
"Allontano tutta l'energia estranea collegata a ...................... (esperienza, persona, luogo, idea) da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio spazio personale e la rimando nel luogo al quale realmente appartiene."
Anche qui, ci mettiamo nella posizione dell'osservatore e notiamo ciò che accade, senza alcuno sforzo e senza guidare il processo. Se l'introiezione è ancora totalmente o parzialmente presente, possiamo ripetere la frase.
La frase 3 ci permette di recuperare la nostra energia da ogni reazione connessa all'introiezione X. Eccola:
"Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie reazioni a.................. (esperienza, persona, luogo, idea) e la riporto al posto giusto in me stesso/a."

Quando abbiamo terminato, possiamo concederci il tempo di analizzare ciò che è avvenuto. Cos'è cambiato? Quanto intenso è il problema, sulla scala da 0 a 10? Cosa osservo ancora?
Se abbiamo raggiunto un totale rilassamento, possiamo goderci l'effetto di aver recuperato parti di noi stessi, al contempo allontanando energie estranee

che avevamo introiettato. 


tratto da  http://www.logosintesi.it/metodo_logosintesi.htm
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    MEDITAZIONE E MASTURBAZIONE

    La scienza medica ha stabilito con assoluta evidenza il fatto che la masturbazione non conduce alla pazzia. Ma le religioni continuano a ripetere che troppa masturbazione distrugge l’intelligenza e conduce a una morte prematura.
    Ebbene, nessuno può masturbarsi troppo: è impossibile. È possibile masturbarsi solo quel tanto – nel tuo corpo c’è solo una certa quantità di sperma e puoi rilasciare solo quel tanto – di più non puoi. Qualsiasi cosa tu faccia, non puoi produrre immediatamente altro sperma. Ci vuole tempo. Esiste quindi una prevenzione naturale al farlo troppo, e se i monaci di tutte le religioni mi ascoltassero, direi loro: “Masturbatevi e meditate”.
    Potrei anche intitolare un libro: La meditazione attraverso la masturbazione. Se è possibile giungere alla supercoscienza attraverso il sesso, perché non si dovrebbe giungere alla meditazione attraverso la masturbazione? È sicuramente possibile. Occorre semplicemente guardare con occhi nuovi.
    Quando una persona si sta masturbando e inizia a sentire che sta per raggiungere uno stato orgasmico, i suoi pensieri scompaiono. Sperimenta lo stesso stato orgasmico che accade facendo l’amore con una donna. Non c’è differenza. A livello biologico non c’è differenza. Che lo sperma venga rilasciato in un meccanismo, in un corpo o da qualche altra parte, non ha alcuna importanza. Si tratta di portare la tensione sessuale al suo compimento, il che è più facilmente attuabile con la masturbazione, poiché con una donna anche l’altro è presente. Nella masturbazione tu sei il padrone.
    Puoi andare piano, o in fretta, puoi arrivare all’orgasmo molto lentamente. Lo stato orgasmico è meditazione, diventane consapevole. Da solo sarà più facile, perché non c’è nessun altro che ti disturba, sei tu, solo.
    Perciò fai sapere al mondo intero che la masturbazione non porta alla pazzia; il celibato può condurre alla pazzia, non la masturbazione.
    E se gli omosessuali non provano interesse per le donne, allora forse la masturbazione è più vicina alla natura dell’omosessualità. E la masturbazione può essere unita alla meditazione.
    Sto dicendo queste cose per il tuo bene, perché ti troverai di fronte a questi problemi e non dovrai commettere gli stessi errori di sempre. Se vedi un bambino che si masturba, non commettere la stessa sciocchezza che viene fatta ovunque. Digli semplicemente: “Va benissimo. Medita anche, e ne riceverai più piacere. E non c’è niente di sbagliato, perciò non c’è bisogno che ti nasconda”. Ma l’uomo è un tale vigliacco. Non è in grado di affrontare la realtà…
    Puoi unire molto facilmente meditazione e masturbazione, e ne riceverai molta gioia. Se la meditazione viene associata a una grande gioia, la tua intera esistenza sarà diversa. Tutte le religioni hanno fatto l’esatto opposto. Hanno distrutto la tua gioia e ti hanno insegnato la meditazione, perciò la meditazione non ottiene risultati. Puoi riuscire solo se è un’esperienza gioiosa, perché allora non collegarla con una gioia biologica tanto facilmente disponibile? Ma la gente mi vuole uccidere, vuole assassinarmi perché dico queste cose, anche se mi limito aribadire fatti assolutamente scientifici.
    tratto da: Osho, The Last TestamentVol. 2, # 23