giovedì 31 luglio 2014

BUON GIORNO AL MONDO

"Quando al mattino vi risvegliate, pensate a sorridere al mondo intero e salutate tutta la Creazione: «Buon giorno, buon giorno, buon giorno...» Vedrete che per tutta la giornata, anche se sarete soli, non sentirete la solitudine, poiché da ogni parte vi ritornerà come un’eco: «Buon giorno, buon giorno, buon giorno...» Gli esseri umani non sanno riprendere, ogni mattina, il contatto con il mondo. Escono di casa tutti rattrappiti interiormente, vedono e sentono gli altri passare, ma non li guardano, non li ascoltano. A maggior ragione, non pensano che il mondo intero sia popolato di creature, le quali meritano che almeno si mandi loro un pensiero amichevole e che si auguri loro qualcosa di buono, come la luce, la pace, la gioia... È tanto difficile aprirsi, sorridere, fare il primo passo? Si attende che siano gli altri a farlo per primi e nell’attesa, ci si lamenta di essere soli. Allora, cominciate da oggi a cambiare atteggiamento e non vi sentirete mai più soli".


Omraam Mikhaël Aïvanhov

pensiero del 22/01/2006 estratto dal libro "Pensieri Quotidiani 2006" - Edizioni Prosveta

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mercoledì 30 luglio 2014

VERITA' E MENZOGNA


L’uomo si identifica con il ruolo che è costretto a vivere:

padre, figlio, padrone, operaio, impiegato, dirigente, professionista, intellettuale, guru, furbo, tonto, forte, debole, manager, ministro, disoccupato, ecc…

Per ognuno di questi ruoli esistono comportamenti sociali, abbigliamenti, modi di pensare e di esprimersi cui ciascuno si adegua inconsapevolmente.

E quindi non siamo mai individui autentici, ma veri e propri imitatori: imitiamo modelli e stereotipi prodotti dalla società in cui viviamo.

Persino nei comportamenti più intimi recitiamo, in realtà, dei ruoli precostituiti, che non si limitano soltanto a comportamenti e ad atteggiamenti convenzionali, ma che penetrano anche all’interno delle nostre convinzioni, dei nostri giudizi, della nostra coscienza. Insomma continuiamo a recitare.

L’inquinamento della nostra mente è troppo esteso. Bisogna imparare a dire la verità, ma per dire la verità, bisogna essere diventati capaci di conoscere che cos’è la verità e che cos’è la menzogna… soprattutto in sé stessi.

G.I. Gurdjieff.


A proposito del mentire
(testo di Ouspensky, presentato da Claudio Buffa
)

Da .”La Quarta Via” di P.Ouspensky                      

D. Se non siamo consci, come possiamo essere capaci di giudicare ciò
che per noi è utile e ciò che è dannoso?
R. Ho detto che l'osservazione di sé non può essere impersonale in quanto noi siamo personalmente interessati. nel corretto funzionamento della nostra macchina. Il giusto funzionamento dell'organismo è van­taggioso per noi, quello sbagliato è dannoso. Bisogna avere un sem­plice atteggiamento commerciale verso la propria vita e le funzioni inte­riori e bisogna sapere ciò che è profitto e ciò che è perdita, così è pos­sibile osservare se stessi affatto imparzialmente, come eventi storici che sono accaduti mille anni fa. Quando un uomo adotta quest'atteggia­mento verso se stesso egli è pronto a iniziare lo studio pratico di sé, in quanto studio,pratico di sé significa studio delle cose più meccaniche.
Alcune funzioni in noi possono divenire consce, altre non possono mai divenire consce. Le funzioni istintive, ad esempio, non hanno bisogno di divenire consce;ma n'e esistono parecchie altre ‑ tutta la nostra vita ne è piena ‑ che è importantissimo rendere consce o che, se non possono divenire consce, è necessario arrestare o eliminare, poiché sono vera­mente dannose. Queste non sono meramente meccaniche nel senso che sono automatiche; esse sono dovute al funzionamento sbagliato della macchina che si è protratto per lungo tempo. Perciò esse hanno già causato danni evidenti; le cose o si sono rotte o contorte o lacerate.
D. Cercando di studiare me stesso non posso trovare nulla di reale, nulla di tangibile.
R. Studiate ciò che è in voi, sia esso reale o irreale. Non potete stu­diare soltanto ciò che è reale, dovete studiare ciò che è là. Non è un ostacolo allo studio di sé il. non trovare nulla di reale: dovete studiare ciò che trovate. In realtà avete completamente ragione che nulla è reale, ma uno deve studiare se stesso e studiare gli ostacoli.
Il principale ostacolo al raggiungimento della consapevolezza di sé è che pensiamo di averla. Non avremo mai consapevolezza di noi stessi finché crederemo di averla. Ci sono parecchie altre cose che pensiamo di avere e che per questa ragione non possiamo avere. C'è l'individualità o unità: noi crediamo di essere uno, indivisibili. Crediamo di aver volontà, o che se anche non l'abbiamo sempre, possiamo averla, e altre cose. Esistono molti aspetti di ciò perché, se non abbiamo una cosa, non possiamo averne un'altra. Crediamo di avere queste cose e ciò accade perché non conosciamo il significato delle parole che, usiamo.
Esiste un ostacolo ben definito, una ragione ben precisa per cui non possiamo avere consapevolezza così come siamo. Questo ostacolo prin­cipale sulla via dello sviluppo è il mentire. Ho già accennato al men­tire, ma dobbiamo parlarne più diffusamente in quanto non sappiamo cosa significhi mentire perché non abbiamo studiato seriamente questo problema. Eppure la psicologia del mentire è veramente la parte più importante dello studio dell'essere umano. Se un uomo potesse essere descritto come un tipo zoologico, sarebbe definito l'animale bugiardo'.
Lascerò da parte il mentire esterno e mi atterrò soltanto all'uorno che mente a se stesso su se stesso. Questa è la ragione per cui ci tro­viamo nello stato in cui siamo attualmente e perché non possiamo conoscere la verità in quanto questa può essere raggiunta soltanto in uno stato di consapevolezza obiettiva. Perciò non possiamo definire ciò che è verità; ma se assumiamo che mentire è l'opposto di verità, possiamo definire il mentire.
Il mentire più serio è quando sappiamo perfettamente bene di non sapere, e di non poter sapere, la verità sulle cose e tuttavia non agiamo conseguentemente Pensiamo e agiamo sempre come se conoscessimo la verità. Questo è mentire. Quando io so di non sapere qualcosa e al tempo stesso dico di saperlo, o agisco come se lo sapessi, ciò è mentire. Per esempio, non sappiamo nulla di noi stessi, e veramente sappiamo di non saper nulla, tuttavia non riconosciamo mai o ammettiamo questo fatto; non lo confessiamo mai nemmeno a noi stessi, agiamo, pensiamo e parliamo, come se sapessimo chi siamo. Questa è l’origine, il principio del mentire.
Quando comprendiamo questo e seguiamo questa linea, e quando tentiamo di collegare quest'idea con tutto ciò che pensiamo, vediamo, facciamo, cominceremo a rimuovere gli ostacoli che si frappongono al cammino verso la consapevolezza. Ma la psicologia del mentire è assai più difficile di quanto pensiamo, perché esistono parecchi tipi differenti di mentire e alcune forme assai sottili, difficili da scoprire in noi. Negli altri le vediamo con relativa facilità, non in noi stessi.

D. Se non sappiamo cos'è verità, come sappiamo quando mentiamo? R. Voi sapete.di non poter conoscere la verità, e se diceste di saperlo, o di poterlo sapere, questa sarebbe una bugia, perché nessuno può sapere la verità nello stato in cui siamo. Non pensate filosoficamente, prendete ciò in relazione ai fatti. La gente parla di tutto come se sapesse. Se domandate a un uomo se c'è gente sulla luna, egli avrà un'opinione su ciò. E così su qualsiasi altra cosa. Abbiamo opinioni su tutto, e tutte queste opinioni sono bugie, specialmente riguardo a noi stessi. Non sappiamo sugli stati di consapevolezza, o sulle differenti funzioni, o sulla velocità delle funzioni, o sulle loro reciproche relazioni. Non sappiamo nulla, eppure pensiamo di sapere circa noi stessi. Tutto ciò che abbiamo sono opinioni, e queste sono tutte bugie.
D. Se tutte le opinioni sono bugie. dovremmo evitare le opinioni?

R. Dovete conoscere il loro valore. La prima bugia che diciamo a noi stessi è quando diciamo 'io'. È una bugia perché, dicendo 'io', presumiamo determinate cose: presumiamo una certa unità e un certo potere. E se io dico 'io' oggi e dico 'io' domani, questo è supposto essere lo stesso 'io' mentre in realtà non c'è rapporto tra loro. Ci troviamo nello stato presente a causa di certi ostacoli o certi fatti in noi stessi e il fatto più importante che non comprendiamo è che non abbiamo il diritto
di dire 'io' perché sarà una bugia. Quando cominciate ad osservare voi stessi vedrete che è proprio così: esistono 'io' in voi che non si cono­scono l'un l'altro e non vengono mai a contatto. Per esempio, comin­ciate a studiare le vostre simpatie e antipatie e vedrete che vi può pia­cere una cosa in un dato momento ed un'altra in un altro momento, e che le due sono talmente opposte tra loro da farvi capire immediata­mente che questi 'io' non si incontrano mai. Se osservate le vostre decisioni, vedrete che un 'io' è quello che decide ed un altro 'io' è quello che esegue la decisione, e questUtimo o non vuole eseguirla o non ne ha mai sentito parlare. Se scoprite una sola cosa sulla quale non mentite a voi stessi, sarete eccezionalissimi. Noi, circondati da queste bugie, nati ed educati in queste bugie, non possiamo essere diversi da come siamo; siamo proprio il risultato, il prodotto, di queste mienzogne.

martedì 29 luglio 2014

CHE COSA è ETERNO?






















"Domandati che cosa è eterno e troverai una sola risposta.
Ciò che è eterno è il silenzio.
Quindi se desideri vivere nella eternità vivi nel silenzio.
Fai in modo che i tuoi pensieri si calmino,
le tue emozioni si rilassino e il tuo corpo stia bene.
Quando cominci a sentire il silenzio, respira profondamente questa dimensione
e attraverso il vivere e respirare questa esperienza,
capisci che sei nella unica dimensione possibile della tua vita,
la dimensione del presente.
Presente a te stesso, silenzioso, respirando eternità.
E così è.

Kryon
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lunedì 28 luglio 2014

QUELLI CHE PARLANO AGLI ALBERI

« Quando entrate in una foresta, ricordatevi che in quel luogo è presente una moltitudine di creature che vanno e vengono, occupate in diverse attività, e che quelle creature vi vedono. Cercate di entrare in relazione con esse, anche rivolgendo loro la parola per mostrare che ne apprezzate il lavoro.


Avvicinatevi a una quercia, a un abete… Appoggiate la mano sul suo tronco e dite a quell'albero: «Come sei bello! Come sei forte! Dammi un po’ della tua solidità e della tua resistenza... E ti incarico anche di un messaggio per tutti gli altri alberi della foresta. Dì loro che sono magnifici e che li amo. Saluta ciascuno di essi da parte mia, trasmetti loro il mio bacio», e poi baciate l’albero. Le entità che lo abitano si affretteranno allora a trasmettere il vostro amore a tutta la foresta, e mentre voi proseguirete il cammino, le altre entità che hanno ricevuto il vostro messaggio usciranno dagli alberi per salutarvi, danzando al vostro passaggio. Quando tornerete a casa vostra, sarete felici, come se aveste incontrato degli amici. »


Omraam Mikhaël Aïvanhov

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fota da
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PERDONA gli altri ....





















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domenica 27 luglio 2014

"SIETE ESSERI INFINITI SENZA INIZIO E SENZA FINE" .


VI DICIAMO CHE QUANDO GUARDATE UN ALTRA PERSONA NEI SUOI OCCHI, CON AMORE , E VEDETE LA SUA BELLEZZA , LA SUA ANIMA SPLENDERE DI LUCE , E SORRIDETE GIOIOSAMENTE, VOI , SI VOI !! VEDETE DIO!

Gli Dei Umani hanno un problema con la realtà che vivono - pensano che sia reale.
Non lo è.
Quella che considerate la vostra realtà è la grande illusione.
Lo stesso campo della dualità è un'illusione.
Vivete le vostre vite contando il tempo.

Vi diciamo che il tempo stesso è soltanto un'illusione.
Vi diciamo anche che esso può essere sperimentato soltanto in un campo di dualità.

Così, grazie a questa illusione della dualità, vi è stato possibile discendere e fingere di avere un Inizio ed una Fine, quando in realtà SIETE ESSERI INFINITI SENZA INIZIO E SENZA FINE .

*A livello collettivo, gli umani di oggi sono ad un punto in cui l'illusione della dualità sta diventando più un intralcio che un aiuto. Adesso state facendo una connessione molto più forte al vostro sé superiore e questo sta cambiando drasticamente TUTTO.

DAL GRUPPO Espavo-


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RITUALE QUOTIDIANO PER UNA BUONA GIORNATA


Questo piccolo rito quotidiano vi caricherà di energia, di positività e di fortuna. Si raccomanda di farlo tutte le mattine.
Certo che all'inizio potreste dimenticarvene, perché va fatto appena svegli, ma piano piano diventerà abitudine.
Dunque: appena svegli ci stiracchiamo e proviamo a sintonizzarci sull'onda della gioia e del buon umore (anche se fuori piovesse e dovessimo andare a l lavoro).
Prima di alzarci dal letto diciamo: OGGI SUCCEDERANNO TRE MIRACOLI. LO PERMETTO! Dopo aver detto questa frase, schiocchiamo le dita.
ABOLISCO I DISPIACERI! E schiocchiamo le dita.
Provate questo piccolo e veloce rituale e vedrete quante cose meravigliose vi accadranno.
GIOIA E FELICITà A TUTTI.
Aelita Melina
LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA

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sabato 26 luglio 2014

frammenti …..” di P. D. Ouspensky


L'astinenza è stata sperimentata da tempo immemorabile.
Talvolta, molto raramente, ha dato dei frutti, ma ciò che nella maggior parte
dei casi viene chiamata astinenza non è altro che la sostituzione delle
sensazioni normali con altre anormali, perché queste ultime si nascondono più facilmente.
Tuttavia non è di questo che voglio parlare.
Vorrei farvi comprendere che il male peggiore e il principale fattore della
nostra schiavitù non risiedono nel sesso di per se stesso, ma nell'abuso del sesso.
Ma non si comprende quasi mai che cosa significhi l'abuso del sesso.
La gente abitualmente pensa agli eccessi o alle perversioni sessuali.
Queste non sono che forme relativamente inoffensive dell'abuso del sesso.
È invece indispensabile conoscere molto bene la macchina umana per comprendere che cosa è l'abuso del sesso, nel vero senso dell'espressione.

Con essa si intende il cattivo lavoro dei centri nei loro rapporti con il centro sessuale, ovvero l'azione del sesso allorché si eserciti attraverso gli altri centri, e l'azione degli altri centri allorché si esercita attraverso il centro sessuale; oppure, per essere ancora più precisi, il funzionamento del centro sessuale per mezzo dell'energia presa a prestito dagli altri centri e il funzionamento degli altri centri.
per mezzo dell'energia presa a prestito dal centro sessuale"

G. J. Gurdjieff “ frammenti …..” di P. D. Ouspensky 

Ross Ottantasei
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giovedì 24 luglio 2014

L'immagine di se stessi e' solo un ologramma del Se'


Abbiamo imparato a diventare legati.
Di questo non è responsabile un'unica persona.
E' il gioco della coscienza;
la nostra stessa Maya ( illusione)  
che dobbiamo capire e trascendere.
E' solo il mio modo di esprimere ciò in questo momento.
Ci sono altre prospettive, ma le potreste trovare spiacevoli.
La vostra stessa Maya, la nostra stessa Maya, sta giocando con noi
Ma tu hai il potere, se non dividi te stesso; se hai capito che l'immagine di te stesso, l'idea che abbiamo di chi siamo, è solo un ologramma del Sé.
Tu sei il testimone di questo, anche quando parliamo.
Non ti è mai capitato di stare parlando di qualche cosa che sembra così, così terribile e ti ritrovi di colpo a scoppiare a ridere?
Perché non puoi credere alla tua stessa Maya?


A volte qualcuno è venuto a casa mia e ha detto, con un terribile senso di sofferenza, sai,
cose come:"Mooji... E' una questione di vita o di morte, sai".
E io ascolto e penso: "Chi altro se non Maya potrebbe fare questo?".
E a volte devo dire:" Scusami, devo andare al gabinetto". Devo andare lì, e...
Perché è così scortese ridere in faccia all'ego che crede nella sua proiezione.
Composto, composto...
"Come stavamo dicendo..."
Perché è così ridicolo; questo è un corpo mortale, ma l'essere immortale ha scelto di muoversi in esso, di sperimentare il senso... attraverso la dualità...
il senso della diversa manifestazione, che è la sua stessa proiezione, in un certo senso, ma non di cadere addormentato alla sua natura trascendentale.
Ma si è innamorato della sua Maya, e così e' nata la sofferenza.
Sembra proprio così. Come porre fine a questa sofferenza?
Non devi farla finire là fuori, spostando qua e là i pezzi, non puoi.
Devi farla finire qui, devi far terminare Maya qui.
Solo colui che ha realizzato il Sé può gestire Maya.
Colui che è identificato come una persona, non potrà trascendere Maya.
E' così potente, che si dice che persino gli dei sono ingannati.
Solo un saggio conosce Maya per quello che e'.
Il disegno di Dio.
E tu, lo stesso, attraverso la tua stessa introspezione, la tua propria indagine, che procede con rispetto per questo grande universo, e arriva a conoscere, non con cinismo, ma con saggezza, riconosci di nuovo la tua natura pura, che non è da qualche altra parte.
E' qui, ma tu dici: "Come? Come...non ne sono consapevole".
Perché le nostre menti sono troppo immerse nella manifestazione.
Stiamo ancora contrattando, facendo acquisti nella manifestazione, credendoci profondamente, perché quando conosci te stesso, continuerai a essere qui.
Ti continuerai a muovere al mercato, ma senza illusioni; allora ne potrai gioire.
Abbiamo imparato ad essere legati. L'immagine di noi stessi, l'idea che abbiamo di noi stessi, e' solo un ologramma del Se'. Colui che e' identificato come persona non trascendera' Maya.

~ Mooji

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martedì 22 luglio 2014

PIETRE IN EQUILIBRIO

Cos'è:

Mettere le pietre in equilibrio, nasce come forma di meditazione ZEN, oggi è conosciuta come una forma "d'arte della terra" Land Art. Le pietre, rocce o ciottoli sono sovrapposte senza alcun ausilio, la gravità e l'equilibrio trovato sono le uniche condizioni accettate.

Chi:

"Balancer" sono chiamati coloro che con umiltà e pazienza erigono le figure di pietra in equilibrio, anche chiamate impropriamente sculture. La personale sensibilità artistica e bravura nella ricerca dell'equilibrio fa si che le opere siano molto personali, riconoscibili e facilmente univoche.

Come:

Si è cercato di dare una canonizzazione descrittiva, pietre sovrapposte, pietra qrande in equilibrio sopra ad una piccola, torre, figura ... varie descrizioni che sembrano ricadere in due unici gruppi: pietre in equilibrio o sovrapposte.

Dove:

Generalmente in "full immersion" nella natura, i fiumi, i laghi, le spiagge rocciose. Questi sono i luoghi eletti. Molti Balancer durante la brutta stagione fanno "Stone Balaning Indoor" ciò serve per mantenersi in esercizio.

Perchè:

La ricerca dell'equilibrio di due o più pietre esige pazienza ed umiltà, estraneazione dallo scorrere del tempo, immersione nella natura del luogo dove si opera, ascolto dei suoni e del silenzio. L'equilibrio raggiunto sembra essere la certificazione di un raggiunto stato di grazia. Il tempo per mettere in equilibrio, il tempo che rimangono in equilibrio, il tempo è escluso, non ha spazio, non è contemplato.. e forse è proprio l'uscita dal tempo che prende così tanto il Balancer, ma anche chi si affascina guardando, i bambini sono i più pronti a comprendere il messaggio profondo, smettono presto di guardare e iniziano a fare i loro equilibri.

http://pietreinequilibrio.it

L’equilibrio Interiore Attraverso Le Pietre
Esistono varie tecniche per trovare la pace e la concentrazione e tutte in definitiva puntano a far cessare il flusso dei pensieri e a farci prendere le distanze dalla razionalità.
Ma perché non dovremmo pensare? Perché i pensieri sono sempre i prodotti plasmati, modificati, manipolati, gli scarti del nostro sé, ciò che educazione, cultura, religione o status sociale ci hanno portato a dover essere. Per questo da che esiste l’uomo la saggezza non sta nel mondo del pensiero razionale, ma in un mondo sottostante guidato dai centri più antichi del nostro encefalo, un mondo a cui si accede e con cui si entra in relazione non con le parole, ma con le sensazioni, con i messaggi provenienti dai nostri cinque sensi.
Quello che si prova dopo aver realizzato uno stone balancing non si può spiegare a parole, lo si può solo sperimentare di persona dopo averne capito l’essenza.
Lo stone balancing, è una nuova avanguardia artistica e meditativa che consiste nel creare sculture in equilibrio precario, utilizzando due o più pietre ed è proprio durante la ricerca dell’equilibro che il nostro corpo ne trae beneficio.
Lo stone balancing, si propone come un metodo assolutamente originale, che non ha bisogno di filosofie, maestri e guru per insegnarci a centrarci su noi stessi, utilizzando al meglio la percezione dei nostri sensi.
Gli elementi della natura contengono in sé ogni potere taumaturgico e trasformativo, la ricerca dell’equilibrio utilizzando le pietre disponendole l’una su l’altra, il rapporto con l’acqua e la natura sono i semplici elementi di una tecnica efficace e rivoluzionaria per stimolare la concentrazione, la volontà e l’auto affermazione.
Il corpo sta al centro delle relazioni: un corpo da ascoltare, formare e stimolare a dare il meglio di sé, non per apparire ma per la bellezza della perfezione che ognuno di noi può raggiungere.
P.s. Alcuni versi di questo scritto sono tratti dal libro (Stoning) di Narciso Bramini, pioniere e primo in Italia a far conoscere questa affascinante arte, al quale va la mia stima e rispetto.
Ulteriori ringraziamenti vanno a Daliel Late e Bill Dan, i quali nel 2006 hanno aggiunto una pagina dei miei lavori al loro sito: www.rock-on-rock-on.com, dandomi la possibilità di esporre i miei lavori con i veterani dello Stone Balancing.

http://www.stonebalancing.it

Foto tratta da
Raja Art Site
vedi anche
http://visioglob.blogspot.it/2014/07/pietre-in-equilibrio-sul-trebbia.html

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sequenze numeriche: come rigenerare la materia


Per rigenerare la materia del corpo umano con la tecnica di concentrazione sulle sequenze numeriche si possono adottare i seguenti metodi:

1. Leggere la sequenza numerica scritta dopo la denominazione della parte anatomica da rigenerare.

2. Pronunciare mentalmente la serie di cifre corrispondenti alla porzione di materia da rigenerare.

3. Osservare l’immagine o la denominazione della parte anatomica da rigenerare e pronunciare mentalmente le cifre della sequenza numerica corrispondente.

4. Immaginare di essere attorniati da sequenze numeriche gigantesche, corrispondenti alla materia da ripristinare, e sforzarsi di percepire in modo chiaro le cifre in mezzo a cui ci troviamo. In questo modo, la luce proveniente dalle cifre può raggiungerci e illuminarci. Questi passaggi possono essere eseguiti con qualsiasi sequenza numerica.

5. Immaginare di osservare una determinata sequenza numerica dall’alto.

6. Immaginare una sequenza numerica direttamente sulla parte anatomica che si vuole rigenerare. A questo scopo, è bene utilizzare le illustrazioni anatomiche della materia fornite nel libro, associate alla sequenza numerica che si sta adoperando.

7. Immaginare la sequenza numerica prescelta nello spazio che intercorre tra l’illustrazione della parte anatomica e la sua immagine speculare, fornita sotto ciascuna figura del libro.

8. Confrontando le cifre delle varie sequenze numeriche, è possibile individuare nella correlazione tra le diverse parti del corpo una guida verso la norma.

Quando si applica la sequenza numerica associata alla materia da rigenerare, si può anche adoperare contemporaneamente o successivamente la sequenza numerica di un’altra parte anatomica. In un primo momento, quando si utilizza la sequenza relativa a un’altra parte anatomica, ci si può concentrare sulle cifre che combaciano con quelle contenute nella sequenza della materia da rigenerare. In un secondo momento, si può adoperare l’intera sequenza numerica relativa all’altra parte anatomica, convogliando mentalmente il fascio di luce che ne deriva verso la materia stessa da rigenerare o la sequenza numerica corrispondente.

Per ottenere un rapido effetto rigenerante, basta individuare un punto abbastanza vicino alla materia da ripristinare o una zona dell’organismo dove la materia possa rigenerarsi facilmente. Quest’area o punto limitrofo dell’organismo si troveranno pertanto in un’altra parte anatomica, la cui sequenza numerica contribuirà a ripristinare la materia prescelta. I punti o aree adiacenti tramite cui avviene il ripristino della materia possono essere molteplici. Il primo punto o area di rigenerazione della materia prescelta si trova nella materia stessa.

Una volta individuati questi punti o aree di ripristino, è possibile rigenerare la materia concentrandosi sulle sequenze numeriche di tali punti o aree. Così facendo, si instaura una condizione spirituale conforme alla norma che conduce alla rigenerazione della materia prescelta. Rievocando e raggiungendo questa condizione spirituale, è possibile rigenerare la materia attraverso lo spirito, che in tal caso diventa vivificante.

Successivamente, si può estendere questo effetto spirituale anche alla materia dell’intero organismo, pur tenendo conto degli eventi esterni, e raggiungere così uno stato spirituale conforme allo sviluppo eterno. In alcuni casi, a seconda dell’angolo di percezione della materia da rigenerare, sequenze numeriche diverse possono corrispondere tra loro.

9. Per accelerare la rigenerazione della materia del corpo umano, si possono paragonare gli spazi contenuti in ciascuna sequenza numerica a quelli che si trovano tra le parole di una frase. In questo modo, ogni gruppetto di cifre – separato da uno spazio – che compone la sequenza numerica può essere considerato una parola che racchiude il normale funzionamento della materia, la quale corrisponde alla sequenza numerica intera.

Cercando di cogliere questa parola, è possibile intuire il livello del Creatore, che plasma la materia dell’intero organismo e quella corrispondente a una sequenza numerica. La luce che dà vita alla materia corrispondente a una sequenza numerica si diffonde secondo le leggi dell’ottica su tutta la materia del corpo umano e nell’ambiente circostante. È per questo motivo che alcune sensazioni ed emozioni vengono percepite come esterne al nostro corpo.

Questo consente di individuare con maggiore precisione il punto in cui è necessario agire per padroneggiare gli eventi, tenendo in considerazione l’interazione tra i tessuti dell’organismo e quella tra la materia dell’organismo e l’ambiente circostante. Questo metodo di individuazione così preciso permette di controllare gli eventi in modo più efficace, allo scopo di raggiungere una condizione di normalità della materia dell’organismo, indipendentemente dalle circostanze contingenti.

Con questa tecnica si percepiscono contemporaneamente sia il tessuto dell’organismo sia gli eventi che circondano l’individuo, come se si guardasse al tutto con uno sguardo materiale. Di conseguenza, a seconda delle situazioni, si può scegliere di agire in conformità allo sviluppo eterno. In alcuni casi si possono svolgere azioni materiali, mentre in altri momenti si può compiere un atto spirituale per normalizzare gli eventi in conformità alla vita eterna.

Una simile percezione sviluppa lo spirito, l’anima e il corpo materiale, fino al punto in cui la creazione della materia umana assume un fondamento spirituale. Le cifre permettono di raggiungere una precisa condizione dello spirito che corrisponde alla norma della materia umana. Per accrescere il controllo degli eventi, si può ricorrere a ciò che è noto a tutti, ovvero a quelle conoscenze ampiamente consolidate nella coscienza collettiva che provengono dal mondo della fisica e riguardano il dualismo onda-corpuscolo della materia, in base al quale qualunque oggetto può presentare caratteristiche ondulatorie e corpuscolari. Attraverso la concentrazione sulle sequenze numeriche si creano onde di luce che corrispondono alla norma della materia del corpo umano e, di conseguenza, si dà vita a una materia umana che funziona correttamente.

Tutti i metodi di rigenerazione della materia del corpo umano attraverso le tecniche di concentrazione sui numeri forniti in questo libro si possono adottare a scopo preventivo, per ottenere un ringiovanimento, nel caso ci sia un’effettiva necessità di rigenerare la materia, ma anche indipendentemente dalle motivazioni iniziali che ci hanno spinto a ricorrere a questa tecnica. Nell’adozione dei metodi descritti nei punti da 1 a 9 di questa introduzione, è bene fare le seguenti considerazioni:

1. Se lo scopo è preventivo, è opportuno mettere in atto un metodo di normalizzazione che abbia effetto allo stesso tempo anche nel futuro.

2. Se lo scopo è quello del ringiovanimento, bisogna inizialmente concentrarsi sulle sequenze numeriche contenute nel libro, tenendo a mente l’obiettivo dello sviluppo eterno, e in seguito sulla parte specifica della materia che si vuole far ringiovanire.

3. Per rigenerare la materia dell’organismo si possono adottare diverse tecniche di concentrazione, seguendo uno dopo l’altro i vari metodi forniti nel libro. A questo proposito, è possibile utilizzare sia le sequenze numeriche corrispondenti alle parti anatomiche da rigenerare che quelle relative alle aree del corpo in cui queste si trovano.

4. Qualora fosse necessario rigenerare la materia dopo la morte biologica, bisogna concentrarsi inizialmente sui numeri in sequenza da sinistra a destra e, in un secondo momento, sugli stessi numeri in ordine inverso, da destra verso sinistra.

5. L’impulso spirituale che dà vita alla materia dell’essere umano consente di potenziare i metodi di rigenerazione. Nel ripristinare la materia dell’organismo, bisogna sforzarsi di sviluppare il proprio livello spirituale fino a raggiungere una condizione in cui la materia del corpo umano si rigenera e opera come atto spirituale, in conformità ai princìpi biologici guidati dagli eventi. Nell’attuazione dei metodi per il raggiungimento dello sviluppo eterno, questa condizione spirituale dovrebbe garantire una rigenerazione integrale della materia umana, indipendentemente dalle condizioni iniziali e da qualsiasi altra circostanza.
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Previeni l'usura degli anni e guarisci organi, tessuti e muscoli
Grigorij Grabovoj

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lunedì 21 luglio 2014

CREAZIONE DI UNA CELLULA RISANATRICE DEGLI ORGANI DEL CORPO FISICO:


Ogni malattia rappresenta un scarto dalla norma ( del Creatore ), un rigetto dalla norma del lavoro
delle cellule , dei tessuti , dell'organismo.
La guarigione ha il significato dell'intenzione e della volontà di un ritorno alla norma ,di restaurare
lo stato originario in conformità alla norma del Creatore ( questa intenzione deve essere ecologica e
rispondere a un disegno generale di conformità ).
Concentrandosi su una determinata sequenza numerica, sintonizzandosi su questa serie di cifre , si
realizza la regolazione dell'organismo in conformità alla norma.
Ad esmpio mettiamo una persona abbia male alla testa allora si usano le combinazioni per quel
problema. Se ha un dolore in diverse parti , bisogna successivamente concentrarsi sulle diverse
sequenze corrispondenti.
Si può usare la sequenza da sin a ds , ma si può anche da ds al centro e da sin al centro, ci si può
soffermare su ogni cifra per un egual tempo o anche con tempi differenti e con differenze di effetto ,
in definitiva ci si può lasciare guidare dall'istinto. Si possono utilizzare i colori e le loro gradazioni.
Concentrandosi sui numeri ci si mette in ascolto anche del nostro corpo interiormente
visualizzandolo in una condizione di perfetta salute per facilitare il raggiungimento dello scopo.
Con questa metodica è possibile anche trattare una altra persona.
Dietro ogni numero, come dietro ogni parola vi è una struttura vibratoria, spirituale , energetica, E
ciò che ne assicura l'efficacia. La struttura Spirituale energetico vibratoria si trova dietro ogni
suono: per questo la musica può esercitare una tale influenza considerevole sulle persone che
ascoltano.

UTILIZZAZIONE IN SITUAZIONI DELLA VITA
Per qualsiasi situazione della vita che si presenti una serie numerica ottimizzata vi aiuterà a
risolverla. Lavoro partner obiettivi..
Più serie di cifre strutturano la coscienza per una migliore gestione degli eventi. Delle serie di cifre
possono aiutarvi a a portare a compimento molti impegni e in linea generale ad orientarvi meglio
nel mondo del manifesto. Ci si può concentrare successivamente prima su una poi su un'altra serie,
o separatamente in momenti differenti. Questa serie di cifre per la guarigione spirituale sono legate
alla gestione provenendo dalla sfera spirituale. Ecco perchè il lavoro con le combinazioni delle cifre
contribuisce allo sviluppo dello spirito. Qualche esempio

CREAZIONE DI UNA CELLULA – SALVEZZA-SANATRICE RIGENERANTE DEGLI
ORGANI DEL CORPO FISICO:
Questo è un punto primario fondamentale del processo di guarigione !
Le seguenti parole : Salvatrice , Salvezza Immunità ristabiliscono il livello cellulare di salute di un
organo.
Create mentalmente una cellula vivente, Che sia di un colore violetto lilla o argenteo
Conferitele la funzione di “cellula salvatrice “ cellula salvezza

Immettete in questa cellula la parola salvatrice di colore violetto lilla.

Inserite la combinazione cifrata armonizzante 14111963
Inserite il simbolo dell'eternità sotto forma di 8 verticale
Inserite il simbolo dell'infinitodi un 8 orizzontale
( lemnisco )
In caso di malattie particolari potete inserire il numero corrispondente o eventualmente trovarlo
radioestesicamente.
Si può quindi utilizzare questa cellula anche con funzioni rigeneratrici degli organi.
Creare una cellula vivente , bisogna sentirla e vederla come una vera cellula vivente.
Introdurre la cellula salvezza nell'organo malato e guidatela nel senso delle lancette dell'orologio.
La cellula vivente salvezza inizia a replicarsi e a ricostruire l'organo originario. Costruite l'organo
malato finchè non si illumina di un colore lilla violetto. Non preoccuparsi di dove sia la malattia , il
rigetto della malattia si sta operando. In questa luminescenza dell'organo sano , osservate i contorni
dell'organo di colore naturale .( Prima del pilotaggio potete guardare un libro di anantomia per
conoscere esattamente la forma dell'organo ma non preoccupatevi del colore )
Sigillate il risultato con la affermazione
“Si e manifestato qui ed ora per la piena volontà divina dell'unico Dio “

RIGENERAZIONE DELLA VISTA
Introducete la cellula salvezza direttamente nel globo oculare e moltiplicatela seguendo la rotazione
oraria delle lancette, indipendentemente dalla patologia esistente, Le cellule malate si
autofiltreranno o rientreranno nella norma.

RIGENERAZIONE D'ORGANI DEL CORPO FISICO
create mentalmente una cellula vivente “ cellula Salvezza” . Moltiplicatela creando una armata di
cellule salvezza( Potete riempire la galassia con queste cellule )
Formate l'immagine dell'organo sano . Immettete queste cellule nell'organismo coinvolto , guardate
la sua immagine e riempitela con un mosaico di cellule salvezza.
Se l'organo è stato asportato dite :
“ Associo il contorno ideale e sano del fegato ( ad es. ) a quello dell'organo asportato.
Se l'organo è ancora presente e semplicemente malato dite :” Associo il contorno di un organo
perfettamente a quello dell'organo malato .Guardate questo organo divenire sano e luminoso:
Ancorate il risultato. Se siete abituati basta una sola volte altrimenti potete farlo 2 volte al giorno
finché la rigenerazione non sia completa .

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Guarire con i Numeri - Petra Neumayer

Guarire con i Numeri
Efficaci e straordinari metodi di guarigione: da Fibonacci a Grabovoi
Petra Neumayer

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vedi anche

GUARIGIONE ATTRAVERSO LE SEQUENZE NUMERICHE
LA LEGGE D'ATTRAZIONE E LE SEQUENZE NUMERICHE DI GRABOVOI
SEQUENZE NUMERICHE indicazioni per l'uso

domenica 20 luglio 2014

TRASFERISCI IL TUO AMORE

immagina che intorno a te ci siano tante persone che conosci e che non conosci, immagina una ad una le persone che conosci che si avvicinano a te e trasferiscono amore verso di te con il palmo della mano toccandoti e anche senza toccarti come preferisci, ora immagina le persone che non conosci che trasferiscono amore verso di te. Bene a questo punto ora sei carico d'amore trasferisci il tuo amore alle persone che vuoi bene e alle persone verso cui provi odio oppure astio una ad uno trasferisci a loro il tuo amore con il palmo della mano.



Puoi fare la meditazione in ogni momento della giornata , i momenti migliori sono la sera prima di addormentarti e al mattino appena sveglio

Odiare non serve a niente Odiare danneggia soltanto te danneggia le  cellule del tuo corpo
è stato provato scientificamente con i cristalli dell'acqua l'odio genera disordine bruttezza e malattia
trasforma il tuo odio in amore e allora tutto diventa un fiorire di bellezza perfezione e salute

la tecnica nasce da un intuizione in una mattina all'alba, dopo un periodo di contrasto con colleghi di lavoro e umore rancoroso nei loro confronti, sperimentata la tecnica la pace è tornata di nuovo nel mio cuore immediatamente

Antar Raja

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Non odiare niente, odio incluso.
Perché non fa alcuna differenza quale sia l’oggetto dell’odio, può essere l’odio stesso.
Quando la stessa energia potrebbe diventare amore, significa che saresti stupido a usare quell’energia per odiare, perché l’odio creerà ferite in te. Non ferirà nessun altro all’infuori di te… e l’amore avrebbe creato fiori al posto di ferite.
Quindi si tratta semplicemente di una questione di intelligenza.
L’odio è distruttivo, è autodistruttivo.
L’amore è grande rispetto per se stessi.
Puoi odiare qualsiasi cosa, chiunque, l’odio stesso, ma in ogni caso ti ritroverai con un’energia molto bassa: l’odio succhia energia, ti lascia vuoto, spento.
L’amore ti riempie di energia, di energia traboccante: non solo “guarendoti” ma creando un’aura attorno a te nella quale anche altri possono guarire.
Non è questione di religione, per cui l’odio è cattivo o immorale.
È questione di intelligenza: l’odio è stupido e l’amore è intelligente.


Osho – Amore e odio



OSHO: LA RANA E IL MILLEPIEDI



http://altrarealta.blogspot.it/

venerdì 18 luglio 2014

MEDITAZIONE ALBERO DELLA VITA

Nella prima fase di questa meditazione ascolterete Il Palazzo di Cristallo Interiore, un brano unico, che abbiamo già utilizzato in una precedente Meditazione Mondiale. In questa versione, tuttavia, lavorerete con la meditazione sonora in modo completamente diverso.
Troverete il link per il file audio al termine di questo messaggio.
Ci sono tre passaggi distinti nella meditazione sonora.
Stadio 1
Il primo passaggio è di circa cinque minuti e, durante questo periodo, immaginate il vostro corpo come un reticolato di filamenti di luce brillanti. Mentre vi concentrate su queste nadi, i canali di luce, entrate nello stato coerente di riconoscenza, che intensificherà la vostra esperienza rendendola più potente.
Durante questa fase, immaginate che le vostre nadi siano aperte alla natura interdimensionale del cosmo e attirino in sé le energie altamente benefiche e migliorative.
Stadio 2
Anche il secondo stadio di questa meditazione dura circa cinque minuti e noterete che la musica cambia in modo radicale, in questa fase. Durante questo stadio della meditazione la vostra concentrazione si porta sulla ghiandola pineale, al centro della testa. Per tutta questa fase, immaginate che ci sia un fiore di loto che si schiude sulla sommità del vostro capo. Permettete la discesa delle energie cosmiche attraverso il chakra della corona e dentro la ghiandola pineale.
Stadio 3
Anche lo stadio finale è di circa cinque minuti e, musicalmente, è una ripetizione dei primi cinque minuti. Durante lo stadio finale, ri-immaginate il vostro corpo come una rete di nadi (sottili canali di luce) che attirano energie benefiche e migliorative dall’interdimensionalità del vostro cosmo.
In questa fase c’è un aspetto finale molto importante. Sentitevi connessi con la Terra, in modo che le energie che entrano attraverso le vostre nadi si estendano giù fino alla Terra, attraverso i vostri piedi o mediante un canale energetico detto Tubo Pranico, che scende giù, lungo la linea centrale del vostro corpo, dalla corona fino al perineo (situato a metà tra ano e genitali) ed entra nella Terra. Questo ha lo scopo di radicare le immense energie celesti a cui, molto probabilmente, avrete avuto accesso.
Se tralasciate questa parte della meditazione, potreste fluttuare per un po’nell’estasi, ma sarete inutili per voi stessi e per gli altri – e non è questo lo scopo della meditazione.
Il fine di questa meditazione è di elevare delicatamente il ritmo vibratorio delle vostre nadi, i filamenti di luce che costituiscono il vostro Albero della Vita e di agevolare la vostra transizione a stati di coscienza a vibrazione più alta.
La Seconda Fase della Meditazione
La Seconda Fase si svolge in silenzio.
Restate semplicemente con voi stessi e notate le sottili fluttuazioni di energia nel vostro corpo/mente e spirito. Se siete in un ambiente in cui è possibile, vi suggeriamo di sdraiarvi e riposare in modo completo. Ma, qualunque sia la situazione, concedetevi quindici minuti per rimanere con voi stessi in silenzio, dopo la fase attiva della meditazione.
Riepilogo
Vi offriamo questa meditazione in un momento critico della vostra transizione verso stati di coscienza a vibrazione più elevata. La tempistica di questa Meditazione Mondiale, per usare una metafora, è molto simile a un crepa nell’Uovo Cosmico.
Questa meditazione è una chiave energetica che può aprire per voi i tesori nascosti dei regni di luce e permettervi di oltrepassare lo stretto cancello che vi trovate davanti in questo momento.
Gli Hathor
26 Marzo 2014
Cliccate qui per ascoltare e/o scaricare Il Palazzo di Cristallo Interiore

Post completo
http://tomkenyon.com/lalbero-della-vita

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giovedì 17 luglio 2014

ETERLING. DISEGNARE IL FUTURO


Prendete un foglio di carta e disegnatevi il vostro stato attuale, o di una persona che ha un problema. Basta disegnare una figura astratta, anche una macchia informe.
QUESTO SONO IO – MALATO; QUESTO SONO IO STUPIDO, OTTUSO, A DOMANE DEVO DARE L’ESAME; QUESTA SONO IO BRUTTISSIMA E DOMANI DEVO VEDERE QUEL RAGAZZO.
Non cercate una somiglianza fotografica, Picasso non ci teneva proprio - lui disegnava gli stati d’animo.
Prendete un foglio di carta dal pacco della carta nuovo, senza impronte degli altri.
L’ora migliore per questo lavoro è quella della tarda sera/notte, quando i vostri famigliari dormono. Gli uomini lavorano prima di mezzanotte, le donne – dopo la mezzanotte. Accendete le candele.
Disegnate il VISTRO DISASTRO senza staccare la penna/la matita dal foglio. Se non siete contenti, non corregete il disegno, buttatelo e cominciate daccapo. 
Fatelo fin quando decidete che QUESTO DISEGNO E’ IL VOSTRO PROBLEMA.
Ora bruciate il foglio con il disegno, e buttate le ceneri dalla finestra. Avete finito. Il futuro sarà diverso da come lo immaginavate.
LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA
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BASHAR ITA - RO INTEGRALE PARTE 1 - Circuiti sacri - Conferenza spiritua...



vedi anche
http://divinetools-raja.blogspot.it/2013/11/circuiti-sacri-bashar.html

i circuiti in sequenza per la meditazione di 15 minuti
http://player.mashpedia.com/player.php?q=UveF4Uzm1x8&lang=

mercoledì 16 luglio 2014

LENNON Ci hanno fatto credere...


“Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.
Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà. Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.
Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare. Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano...


Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto! Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.
Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione. Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.

Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sè. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.”

John Lennonhttp
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martedì 15 luglio 2014

NON C'E' LIBERTA' SENZA CONSAPEVOLEZZA



















La meditazione è un semplice processo
Di osservazione della propria mente.
Senza combattere con la mente
E senza cercare di controllarla.
Resti lì, presente, come un testimone che non sceglie.
Prendi nota di tutto ciò che passa
Senza alcun pregiudizio a favore o contro.
Non attribuire nomi
Non dire: questo non dovrebbe venire nella mia mente
Questo è un pensiero brutto e
Questo è un pensiero bello e virtuoso.
Non devi giudicare
Devi rimanere senza giudizi
Perché nel momento in cui giudichi, perdi la meditazione.
Diventi identificato.
Diventi un amico o diventi un nemico.
Crei delle relazioni.
Meditazione vuol dire
Non avere alcuna relazione con il tuo processo di pensiero
Rimanere del tutto scollegato, calmo, distaccato
Osservando tutto ciò che passa.
E allora accade il miracolo:
A poco a poco diventi consapevole del fatto
Che passano sempre meno pensieri.
Più sei consapevole e meno pensieri passano
Meno sei consapevole e più pensieri passano.
Il traffico dipende dalla tua consapevolezza.
Quando la consapevolezza è perfetta
Anche se solo per un istante, tutti i pensieri si fermano.
Subito, d'improvviso, si fermano.
E la strada è vuota, non c'è traffico.
Quel momento è meditazione.

Piano piano questi momenti diventano sempre più numerosi
Questi spazi vuoti si ripresentano
E rimangono più a lungo.
E diventi capace di muoverti con facilità
In quegli spazi vuoti, senza alcuno sforzo.
Allora tutte le volte che vuoi puoi entrare
In quegli spazi vuoti senza alcuno sforzo.
Ti ringiovaniscono, ti danno nuova freschezza
E ti fanno diventare consapevole di chi sei.
Quando sei libero dalla mente, sei libero
Da tutte le idee riguardo a te stesso.
Adesso puoi vedere chi sei senza alcun pregiudizio.
E conoscere te stesso
Vuol dire conoscere tutto ciò che vale la pena di conoscere.
E non avere conoscenza di se stessi vuol dire non avere nulla.
Un individuo può sapere tutto
Ma se non conosce se stesso
È assolutamente ignorante
È solo un'Enciclopedia Britannica ambulante.

Libertà senza consapevolezza è un'idea vuota.
Non contiene nulla.
Non si può essere veramente liberi senza essere consapevoli
Perché l'inconscio continua a dominarti
L'inconscio è quello che tira i fili.
Puoi pensare, puoi credere di essere libero
Ma non lo sei, sei solo una vittima
Di forze naturali, di forze cieche.

Ci sono quindi due tipi di persone. La maggioranza
Segue le tradizioni, la società, lo stato.
Le persone ortodosse, convenzionali
I conformisti – seguono la folla
Non sono liberi.
E poi ci sono alcuni spiriti ribelli
Emarginati, artisti
Pittori, musicisti, poeti;
Questi pensano di vivere nella libertà
Ma lo pensano solamente. Solo ribellandoti
Contro le tradizioni non diventi libero.
Sei ancora dominato dagli istinti naturali.
Sei posseduto dalla lussuria, dall'avidità, dall'ambizione.
Tu non sei il padrone di queste cose.
Sei uno schiavo. Per questo dico
Che la libertà è possibile solo con la consapevolezza.
Se non trasformi l'inconsapevolezza in consapevolezza, non c'è libertà.

E in questo solo pochissimi
Hanno avuto successo: un Gesù, un Lao Tzu
Uno Zarathustra, un Buddha
Pochissimi.
Si possono contare sulle dita di una mano.
Questi hanno vissuto veramente nella libertà
Perché hanno vissuto consapevolmente.

Questo dev'essere il compito di ogni ricercatore:
Creare sempre più consapevolezza.
Allora la libertà accade da sola.
La libertà è la fragranza del fiore della consapevolezza.
Osho

http://oshorajneesh.jimdo.com/la-meditazione/
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lunedì 14 luglio 2014

THE SHIFT IL CORAGGIO DI COMPIERE IL CAMBIAMENTO




l film si apre con un primo monologo, che introduce la scena iniziale:


“Del tutto impreparati, entriamo nel pomeriggio della vita. Peggio ancora, lo affrontiamo partendo dal falso presupposto che le nostre verità e i nostri ideali ci saranno d’aiuto, come hanno fatto finora. Ma non ci è possibile vivere il pomeriggio della vita seguendo il programma del suo mattino. Perché ciò che è grande al mattino, sarà piccolo la sera. E le verità del mattino diventeranno le falsità della sera”.

Il monologo di apertura è seguito da un intreccio di scene che dimostrano come le scelte intraprese all’inizio della vita (il mattino per Dyer), possano rivelarsi sbagliate o semplicemente non più adatte alla propria felicità più avanti nel tempo (sul far del pomeriggio). Ciò che serve quindi è il coraggiodi compiere il cambiamento e reindirizzare la propria esistenza.

“Una delle cose che più mi ha appassionato in questi anni è stato scoprire quanta gente cerchi di dare un senso alla propria vita. Spesso, al termine delle mie conferenze, mi pongono domande come “Qual è il mio scopo?”, “Come faccio a trovarlo? Mi sembra che mi stia sfuggendo qualcosa…Non so come raggiungerlo…”, e così via. Io ho sempre pensato che il vero scopo della vita sia essere felici, vivere bene la propria vita. Raggiungere una meta, un punto d’arrivo. Troppe persone lottano per tutta una vita, cercando sempre di andare altrove, senza arrivare mai da nessuna parte. Uno dei modi per capire qual è il proprio scopo nella vita è ritornare alla natura, scoprire la propria natura. (…) Ognuno di noi, quando viene al mondo, proviene da una gocciolina infinitesimale di protoplasma umano. Da un puntino. Tutto ciò che era contenuto in quel minuscolo puntino dal quale proveniamo è tutto ciò di cui abbiamo davvero bisogno. Una delle mie metafore preferite è che nei primi nove mesi della nostra vita, dal momento della concezione a quello della nascita, tutto è stato fatto da altri per noi: non dovevamo fare niente. Non dovevamo preoccuparci del colore dei nostri occhi o della forma del nostro corpo: qualcos’altro si prendeva cura di noi e noi dovevamo solo lasciarci vivere. Io la chiamo l’“Attrazione Futura”, che ci attrae verso qualsiasi cosa saremo. E non credo di esagerare quando dico che quello che ci servirà per il nostro viaggio materiale è già tutto contenuto lì dentro. E allora perché non dovrebbe bastare per tutto il resto del viaggio? Anche il senso che cerchiamo è lì dentro, insieme alla nostra personalità. Quindi tutto ciò che saremo, non solamente il “noi” fisico, ma tutto! Per nascere ci basta lasciarci andare, arrenderci”.

Arrendersi non significa lasciarsi sconfiggere dalla vita, ma accettare i doni che essa ci fa e accoglierli nella piena realizzazione della nostra vera personalità. Troppo spesso infatti permettiamo all’ego di soggiogarci con le sue pretese, dimenticando che i suoi capricci nascono dalla paura di essere diversi, di non essere accettati, e allora ci nascondiamo dietro a ciò che abbiamo.

“L’Ego è la parte di noi che inizia a dirci: “Tu sei quello che hai”.
Inizia con i nostri giocattoli, poi col nostro conto in banca e con tutte le cose che possediamo. Prima che ce ne accorgiamo, monetizziamo la nostra vita e la valutiamo in base ai beni che possediamo. E cominciamo a pensare: “Più possiedo, più valgo come persona”. E così passiamo una vita ad immergere questi bambini in una cultura che dà importanza al “di più”. Diventa come un mantra dell’ego: “Devi avere di più!”. Ma più abbiamo, più ci accorgiamo di come le altre persone cerchino di togliercelo. E ci preoccupiamo di come proteggerlo e di come ottenere ancora di più. Ma il problema è: se siamo ciò che abbiamo, chi diventiamo quando ciò che abbiamo sparisce?”.

Il film procede fino al punto di rottura in cui tutti i personaggi si scontrano in un modo o nell’altro con la propria infelicità e scelgono di cambiare. Scelgono di compiere quella svolta necessaria che li porterà alla piena realizzazione di sé.

“Giungiamo nel pomeriggio della vita con gli stessi costrutti che abbiamo 
imparato nel suo mattino: competizione, vincere, essere migliori di tutti gli altri. E cerchiamo di applicarli al pomeriggio della vita. E così succede che finiamo per vivere una menzogna. Quello che era vero al mattino, alla sera è diventato una bugia. Il problema è che non sappiamo come passare alla fase significativa della vita. (…) Ecco perché dobbiamo giungere a un luogo in cui possiamo arrenderci, consci del fatto che non siamo soli, che seguiamo una guida, che abbiamo una natura e che dobbiamo fidarci di lei e assecondarla, perché non è qualcosa contro cui dobbiamo continuamente combattere o che dobbiamo dirigere. Lasciamola vivere, pensiamoci! Lasciamoci vivere da essa, invece di pretendere di essere noi a dirigerla. Ma quando arriviamo al pomeriggio della vita, iniziamo a pensare di dover compiere un Darma o un destino, seguire una voce interiore, una chiamata che solo noi possiamo sentire in noi stessi. Nessun altro può dirci qual è, ma se la sentiamo, se la conosciamo, vincere ed arrivare primi passano in secondo piano rispetto a sentirsi appagati e a dare un senso alla vita”.

Quando giungiamo in quel luogo dove non c’è più il nostro ego, allora siamo in grado di offrirci completamente agli altri, di donarci. E solo allora l’universo risponderà con lo stesso amore incondizionato, offrendoci l’infinito.

“Se vogliamo trovare porte aperte nella vita, dobbiamo staccarci dall’ego e lasciarci vivere in quel luogo divino chiamato Spirito. Ci sono quelle che Lao Tzu chiama Virtù, che sono quattro. La prima è la riverenza verso la vita, cioè il rispetto. La seconda è la sincerità, che è molto più dell’onestà. La terza è la gentilezza, che si manifesta come disponibilità. E la quarta è il soccorso, che si manifesta offrendoci agli altri. Queste sono le quattro virtù che Lao Tzu ci chiede di fare nostre”.

Le quattro virtù indicate da Lao Tzu ci allontanano dall’ego e aprono le porte della vita. E sono proprio queste quattro chiavi a far compiere la svolta ai protagonisti del film. Perché come dice il dr. Dyer in chiusura:

“C’è un luogo nel profondo di tutti noi che chiede di essere soddisfatto e che vuole sapere che la nostra vita ha impresso un segno indelebile in questo mondo, lasciandolo migliore di come l’abbiamo trovato. Vogliamo sapere che la nostra esistenza ha influito profondamente sulla vita di qualcun altro. È così per tutti noi. Non è una questione di età e non si tratta di trovare noi stessi. Chiunque noi siamo, a qualunque età, siamo tutti a un passo dalla svolta nella nostra vita.”

Fonte
http://www.mylifetv.it/theshift/#shift
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La Via del Ritorno... a Casa