mercoledì 18 ottobre 2017

LE PRATICHE CHE TI CAMBIERANNO

1. Se ami una persona, non t'intrometterai nella sua vita privata, perché non potrai violare i confini del suo mondo interiore.

2. Smetti di pensare come ricevere l'amore, inizia a darlo. Donando, riceverai, e non esiste nessun'altra via.


3.Comincia a vivere, non ti preparare alla vita che inizierà nel futuro.

4. Tutta la sofferenza esiste perché ti sei scordato di vivere e stai facendo ciò che non ha a che fare con la vita.

5.Se vuoi vivere, accetta le cose come sono e accetta te stesso così come sei.

6. Puoi fare tanti errori, ma non fare mai due volte lo stesso errore.

7. Devi sapere che la libertà è il bene supremo, e se l'amore ti priva di libertà, non è l'amore.

8. Ti piace creare dei problemi… comprendilo semplicemente, e i problemi spariranno.

Advanced mind institute

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lunedì 16 ottobre 2017

Le parole di Osho: La Rabbia

Quando sei arrabbiato con qualcuno e butti la tua rabbia su di lui, stai creando una reazione a catena. Ora anche lui si arrabbierà. Questo può andare avanti per vite: continuerete a essere nemici. Come fare per fermare la reazione? L’unica possibilità di fermarla è tramite la meditazione, non c’è altro modo, perché in meditazione non sei arrabbiato con qualcuno: sei solo arrabbiato.
La differenza è fondamentale. Non sei arrabbiato con qualcuno, sei solo arrabbiato, e la rabbia viene lasciata andare nel cosmo. Non odi qualcuno. Se l’odio arriva, sii pieno di odio, e l’odio verrà buttato fuori. Le meditazioni non sono rivolte a qualcosa in particolare; vanno a finire nel cosmo, e il cosmo purifica tutto.
È come quando un fiume sporco finisce nell’oceano: l’oceano lo purificherà. Quando la rabbia, l’odio, la sessualità, vanno a finire nel cosmo, nell’oceano, verranno purificati. Se un fiume sporco finisce in un altro fiume, anche l’altro fiume si sporcherà. Quando sei arrabbiato con qualcuno, gli stai buttando addosso il tuo sporco. E poi lui ti butterà addosso il suo e diventerà un processo di sporcarsi a vicenda.
In meditazione butti te stesso nel cosmo per essere purificato. Tutta l’energia che butti fuori, viene purificata nel cosmo. Il cosmo è vasto, grande quanto l’oceano, quindi non puoi sporcarlo. In meditazione non siamo in relazione con gli altri, siamo in relazione diretta con il cosmo.


Osho, The Supreme Doctrine

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Non disturbi mai

“"Non disturbi mai", ti dice. E sai che non è una frase fatta: lo senti dalla voce, dalla sua semplice, serena e normale contentezza nel sentirti, dall’assenza di sforzo nel trovare le cose giuste da dirti – che a volte sono semplicemente il tempo che fa, o il film che daranno stasera. Ci puoi contare sempre, non importa quale sia la distanza che vi sta in mezzo, sa di te senza che tu dica nulla, e nel tuo “grazie” trova tutto ciò che tu hai provato a metterci dentro sperando che ne venisse fuori almeno un po’. Ognuno nella vita dovrebbe avere almeno una persona così, e se ne dovrebbe prendere cura, perché le fortune vanno meritate, e custodite.”
— Squonk “Non disturbi mai”

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La capacità di ridere insieme… Questo sì che è amore



Secondo una bella e antica leggenda Sioux, affinché una coppia duri e sia felice, i due partner devono volare assieme uno accanto all’altro, ma mai incatenati, mai schiavi l’uno dell’altro. Perché l’amore autentico non vincola, bensì unisce due individui in un medesimo progetto senza che nessuno dei due debba rinunciare alla sua essenza e identità.

È curioso come l’antica saggezza dei nativi americani sia valida ancora oggi e continui a ispirarci con le sue storie, le sue leggende a tratti magiche, ma sempre capaci di favorire in noi un importante risveglio attraverso il racconto di eventi, di narrazioni tutt’ora valide e significative. In mezzo a tutta quest’antropologia di saperi, è quasi sempre il popolo Sioux a regalarci le perle più preziose, grazie al suo esteso patrimonio culturale.

“Presi uno alla volta siamo tutti mortali. Insieme siamo eterni”.

(Lucio Apuleio)

Proprio ai Sioux si attribuisce, ad esempio, la leggenda dell’acchiappasogni, così come questo regalo sotto forma di favola attraverso cui l’antico popolo ci dà una lezione semplice e chiara su come si costruisce una relazione di coppia stabile e felice. A questo proposito, vorremmo parlarvi dell’appassionante libro “American Indian Stories” di Zitkala-Sa.

Questa affascinante scrittrice fu la prima Sioux indigena ad essere educata in Occidente, in difesa delle tradizioni del suo popolo, violinista e, soprattutto, attivista. Fu proprio lei a lasciarci, all’inizio del ventesimo secolo, una parte della sua eredità culturale attraverso alcuni testi semplici e allo stesso tempo meravigliosi, tra i quali troviamo anche questa peculiare leggenda che ora approfondiremo insieme a voi.


L’amore, l’individuo e la coppia secondo i Sioux

Narra un’antica leggenda che, un mattino, una giovane coppia di indigeni Sioux si recò a visitare lo sciamano del villaggio. La coppia viveva vicino a Pahá Sápa, la zona oggi chiamata “Colline nere”, monti considerati sacri dal popolo Sioux. Il ragazzo era un coraggioso guerriero il cui cuore era abitato da onore e nobiltà d’animo. Anche in Nuvola Alta, la ragazza dagli occhi a mandorla e dalla folta chioma, emergevano la decisione e, soprattutto, l’amore profondo per il suo futuro sposo.

Il motivo per cui erano andati a fare visita allo sciamano era per loro molto importante: avevano paura che il loro fidanzamento, che quell’amore così devoto e solido che ora si dichiaravano, si sarebbe in qualche modo spezzato. Avevano persino timore di morire e di non riuscire ad incontrarsi nell’aldilà. Volevano che l’anziano stregone desse loro un rimedio, un sortilegio o un trucco che rendesse il loro amore eterno.
La sfida

Il vecchio sciamano fissò entrambi per qualche istante con il suo sguardo acuto e il suo volto scalfito dagli anni. Fumò la pipa, aggrottò la fronte, si schiarì la voce e poi prese la mano della ragazza: «Se desideri conservare al tuo fianco il tuo amato, dovrai intraprendere un viaggio. Non sarà facile, ti avverto. Dovrai salire su quella collina che vedi laggiù e prendere con le sole mani un falco, il più forte, il più maestoso. Dopodiché, dovrai portarlo qui vivo il terzo giorno dopo la Luna piena.»

Successivamente, lo sciamano si rivolse al giovane guerriero: «In quanto a te, devi sapere che il tuo compito sarà altrettanto difficile e impegnativo. Devi scalare la montagna più alta del nostro villaggio e prendere un’aquila. La più bella, la più vigorosa, la più selvaggia. Dovrai poi portarmela qui lo stesso giorno in cui si presenterà col falco la tua amata».


Il risultato

La giovane ragazza Sioux e il suo amato compierono la sfida posta dallo sciamano. Lei portava il falco in una sacca di pelle. Il giovane aveva con sé l’aquila, quella più bella e più forte. Quando giunsero dal vecchio stregone, chiesero entrambi quale sarebbe stato il passo successivo. «Forse sacrificare i rapaci e fare il bagno nel loro sangue?» – chiesero.

«Ora dovete fare quello che vi dico: prendete i rapaci e legateli per le zampe con una corda di cuoio, in modo che uno sia vincolato all’altro e viceversa. Poi lasciateli, affinché volino liberi.»

Quando svolsero questo compito, davanti al risultato rimasero attoniti, senza parole. Nel momento in cui i due uccelli cercarono di spiccare il volo, non fecero che cadere di continuo. Frustrati e pieni d’ira, presero a colpirsi vicendevolmente con i loro becchi duri e forti.

Il vecchio sciamano si avvicinò agli uccelli e li slegò. «Ecco il sortilegio di oggi: imparate da quello che avete appena visto. Se vi incatenate l’uno all’altro, anche se si tratta d’amore, non farete altro che ferirvi, lacerarvi e rendervi infelici. Se volete che il vostro amore duri, volate assieme, volate alto, ma mai legati. Perché il vero amore unisce, ma non vincola.»
La coppia emotivamente ecologica: uniti, ma non vincolati

Un altro concetto molto interessante in linea con l’idea centrale della leggenda Sioux esposta, è quello proposto da Jaume Soler e Mercè Conangla . I due autori ci propongono di costruire ciò che loro hanno battezzato “ecologia emotiva”.


“La capacità di ridere insieme… Questo sì che è amore”.

(François Sagan)

Nel complesso percorso verso la costruzione di un rapporto di coppia stabile, felice, maturo ed appagante, è necessario equilibrare forze e spazi e creare un’alchimia in cui poter essere se stessi senza smettere di essere in due. Non bisogna mai trascurare nemmeno il terreno dell’identità, lo spazio dell’amor proprio, il giardino dell’autostima e il salotto in cui abitano i sogni personali e tutto ciò che ci definisce.



Per concludere, vogliamo ricordarvi che questa leggenda, così come il principio dell’ecologia emotiva, può essere applicata a qualsiasi rapporto, ad un’amicizia o ad un legame padre-figlio. Perché, in fin dei conti, in ogni relazione siamo obbligati a salvaguardare gli spazi individuali per poter preservare la magia di questa speciale alleanza. Ricordatevelo sempre.

Fonte : https://lamenteemeravigliosa.it/uniti-leggenda-sioux-relazioni-di-coppia/

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domenica 15 ottobre 2017

L'AMORE INCONDIZONATO

Ti amo.
Ti amo sempre.
Ti amo così, perché ci sei.
Ti amo anche quando tu sbagli.
Ti amo quando non sei d'accordo con me.
Ti amo anche quando mi è difficile stare con te,
Ti amo anche quando mi fai arrabbiare e litighiamo.
Ti amo anche quando mi dici di no o mi dici di non amarmi.
Ti amo anche quando non mi conviene amarti, quando vogliamo cose diverse.
Ti amo anche quando tu te ne vai.
Ti amo anche quando mi dici di stare meglio con altre persone.
Ti amo anche quando tradisci le mie attese.
Ti amo anche quando dici di amare gli altri, quando taci, quando non riesci a fare nulla.
Ti amo anche quando acceleri o ritardi.
Ti amo anche quando tu non sai quello che vuoi.
Ti amo anche quando tu non ami te stesso.
Ti amo anche quando ti trasformi o resti uguale.
Ti amo anche quando non ti capisco, quando dico di non amarti o di odiarti.
Ti amo allo stesso modo, quando stai bene o stai male.
Ti amo anche quando sto male io.
Ti amo anche quando dico di non volere stare con te.
Ti amo, ne ho bisogno, e questo è quanto mi basta.


Non mi devi nulla per il mio amore.
Io non ti devo nulla per il mio amore.

(Aglaya Dateshidze)




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ESSERE NEL CORPO

Per favore, provatelo subito. Potete trovare utile per questa pratica chiudere gli occhi. Più tardi, quando “essere nel corpo” sarà diventato naturale e facile, non sarà più necessario. Rivolgete la vostra attenzione all’interno del corpo. Sentitelo di dentro. E vivo? Vi è vita nelle mani, nelle braccia, nelle gambe nei piedi, nell’addome, nel torace? Potete sentire il sottile campo energetico che pervade l’intero corpo e dona vita vibrante a ogni organo e a ogni cellula? Potete sentirlo contemporaneamente in tutte le parti del corpo come unico campo di energia?

Continuate a concentrarvi per qualche istante sulla percezione del corpo interiore. Non cominciate a pensarci. Sentitelo. Più attenzione vi dedicate, più chiara e forte diventerà tale percezione. Vi sembrerà che ogni cellula diventi più viva, e se avete un forte senso visivo potrete percepire un’immagine del vostro corpo che diventa luminoso. Sebbene questa immagine possa esservi utile temporaneamente, rivolgete maggiore attenzione alla sensazione che non a qualunque immagine possa nascere. Un’immagine, per quanto bella o potente, è già definita nella sua forma, per cui vi è meno spazio per penetrare più in profondità.

La percezione del vostro corpo interiore è senza forma, illimitata e insondabile. Potete sempre andare maggiormente in profondità. Se non riuscite a percepire granché in questa fase, prestate attenzione a ciò che effettivamente sentite. Forse vi è soltanto un lieve formicolio alle mani o ai piedi. Per il momento può bastare. Concentratevi su questa sensazione. Il vostro corpo sta diventando vivo. In seguito farete ancora pratica. Adesso, per favore, aprite gli occhi, ma mantenete una certa attenzione verso il campo energetico interiore del corpo anche mentre vi guardate attorno nella stanza. Il corpo interiore si trova sulla soglia fra la vostra identità di forma e la vostra identità di essenza, la vostra vera natura. Non perdete mai il contatto con quest’ultima.

(Da: “Il potere di adesso” di Eckhart Tolle)

https://www.meditare.net/wp/meditazione/entrare-in-connessione-con-il-corpo-interiore-eckhart-tolle/
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giovedì 12 ottobre 2017

UN MAGICO ESERCIZIO DA FARE DAVANTI ALLO SPECCHIO

“...Vi state guardando allo specchio?
Ma siiii, che discorso. Mentre vi state facendo un trucco di una bellezza inaudita oppure vi state raschiando le setole con una lametta.
Cosa pensate che sta facendo lo specchio quando non siete in casa? Pensate che fosse un pezzo di vetro riflettente, e basta? Lo pensate davvero? Non ci credo, ma ammetto che ciò è possibile.
Vi avverto. Non fate ciò che vi dirò adesso in presenza degli altri. Per la vostra sicurezza.
Aspettate di essere soli in casa o chiudetevi nel bagno.
Guardate la vostra faccia. Guardatela e basta. Senza emettere giudizi. Senza uno scopo.
E ora ditele a voce alta, con sentimento: “Ti amo e ti amerò sempre!” Stoooop!
Avete distolto lo sguardo?
Lo fanno tutti. Si capisce.
Ditelo ancora. E ancora.
Ditelo ai vostri occhi: “Vi amo e vi amerò sempre”.


Fatelo non meno di tre volte al giorno. Meglio prima di uscire di casa. Anche prima di dormire. E qualche altra volta.
E’ più difficile confessare l’amore a se stessi che ad un'altra persona. Ma ne vale la pena! Vi accorgerete che il vostro riflesso vi risponderà con un amore reciproco.
Quando non siete in casa, lo specchio conserva ciò che gli avete detto prima di uscire. Vive la sua vita. Legatevi a lui con i fili dell’amore umano. Vi ritornerà moltiplicato.
Ed è meglio non farlo vedere agli altri, perché in quei momenti siete troppo denudati, siete troppo vulnerabili”.

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sabato 7 ottobre 2017

L'oca è fuori

Spesso vado in panico e ho paura di impazzire.

La cosa fondamentale da capire è che tu non sei la mente - né la parte luminosa né quella oscura. Se ti identifichi con la parte bella, diventa impossibile disidentificarti dalla parte più brutta; sono due facce della stessa medaglia. La puoi prendere in blocco, o la puoi buttare via in blocco, ma non puoi separarla.
Tutta l'ansia dell'umanità dipende dal voler scegliere ciò che appare bello, luminoso; vogliono scegliere quella piccola luce e lasciare da parte il buio che la circonda. Non sanno però che anche quella piccola luce non può esistere senza l'oscurità. Quest'ultima è il sottofondo necessario perché la luce diventi visibile.
Scegliere vuol dire ansia.
Scegliere vuol dire mettersi nei guai.
Non scegliere vuol dire: la mente esiste, con un lato luminoso e uno oscuro, e allora? Cos'ha a che fare con te? Perché dovresti preoccupartene?
Nel momento in cui smetti di scegliere, le preoccupazioni scompaiono completamente. Nasce una grande accettazione: la mente deve essere così, è la sua natura - e non è un problema tuo perché tu non sei la mente. Se fossi la mente, il problema non esisterebbe neppure. Perché allora chi potrebbe scegliere e pensare alla trascendenza? E chi potrebbe cercare di accettare e di comprendere l'accettazione?
Sei separato, assolutamente separato.
Sei solo un testimone e nient'altro.
E invece tu sei un testimone che si identifica con tutto ciò che gli sembra piacevole, e dimentica che la parte spiacevole seguirà l'altra come un'ombra. La parte piacevole non ti disturba - te la godi. Il problema nasce quando si afferma la polarità opposta - allora ne vieni dilaniato.
Ma sei stato proprio tu a dare inizio al problema. Sei caduto dallo stato di testimone nell'identificazione. La storia biblica della caduta dell'uomo è una favola. La caduta vera è questa - quella dall'essere un testimone all'identificarti con qualcosa, perdendo così la tua condizione di osservatore.
Prova una volta ogni tanto a lasciare che la mente sia quello che è. Ricorda che tu non sei la mente. Rimarrai sorpreso di come, quando sei meno identificato, la mente diventa sempre meno potente, perché il suo potere nasce proprio dall'identificazione; ti succhia il sangue. Quando inizi a creare una distanza, a essere distaccato, la mente inizia a restringersi.
Il giorno in cui sei completamente disidentificato con la mente, anche solo per un istante, avviene la rivelazione: la mente muore, non esiste più. Quella stessa mente che era così piena, che non aveva mai pause - giorno dopo giorno, da sveglio, nel sonno, era sempre lì - ora di colpo non c'è più. Ti guardi intorno e c'è il vuoto, il nulla.
Insieme alla mente scompare anche il sé. Ciò che resta è solo una certa qualità di consapevolezza, priva di un 'Io'. Al massimo puoi chiamarla 'essenza' ma non c'è più nemmeno l'ombra dell'Io. Quando arrivi a conoscere l'essenza, è diventata universale.
Con la scomparsa della mente, scompare anche il sé. E scompaiono inoltre tante delle cose che erano così importanti per te, che ti procuravano tanti problemi. Più cercavi di risolverli e più diventavano complicati; tutto era un problema, angoscioso, e non riuscivi a vedere una via d'uscita.
Ricorda la storia dell''Oca è fuori', riguarda proprio la mente e la tua essenza.
Il maestro dice al discepolo di meditare su questo koan: Una piccola oca viene posta a vivere in una bottiglia, e viene nutrita lì. L'oca diventa sempre più grande, cresce, fino a riempire tutta la bottiglia. Diventa troppo grande; non può più uscire dal collo della bottiglia, che è ora troppo piccolo. Il koan è che devi far uscire l'oca senza rompere la bottiglia, e senza uccidere l'oca.
La mente rimane a bocca aperta.
Cosa puoi fare? L'oca è troppo grande; non puoi farla uscire senza rompere la bottiglia, ma questo non è permesso. Oppure potresti farla uscire uccidendola; ma non puoi decidere se farla uscire viva o morta, anche questo non è permesso.
Giorno dopo giorno il discepolo medita e non trova alcuna soluzione, pensa una cosa o un'altra - ma la realtà è che la soluzione non esiste. Stanco, completamente esausto, ha una rivelazione improvvisa... di colpo comprende che il maestro non è interessato alla bottiglia o all'oca; devono rappresentare qualcos'altro. La bottiglia è la mente, tu sei l'oca... e, se diventi un testimone, è possibile. Anche se non vivi davvero dentro la mente, puoi identificarti così tanto con essa che inizi a sentire di essere al suo interno!
Il discepolo corre dal maestro per dirgli che l'oca è fuori. E il maestro afferma: 'L'hai capito. Adesso tienila lì, all'esterno. Non è mai stata dentro'.
Se continui a lottare con l'oca e con la bottiglia, per te non c'è modo di risolvere il problema. La realizzazione è che: 'Questo koan deve rappresentare qualcos'altro; altrimenti il maestro non me l'avrebbe dato. Cosa potrebbe essere?’ Tutta la storia tra maestro e discepolo riguarda proprio la mente e la consapevolezza.
La consapevolezza è l'oca, che non si trova nella bottiglia della mente. Tu però credi che sia lì e chiedi a tutti come uscirne. Io chiamo idioti tutti quelli che non hanno compreso questa cosa.
L'oca è fuori, non è mai stata dentro, quindi il problema di farla uscire non esiste affatto.
La mente è solo un susseguirsi di pensieri che passano di fronte a te sullo schermo del cervello. Tu sei un osservatore. Poi ti identifichi con le cose belle: ma sono solo bustarelle. Quando sei rimasto intrappolato dalle cose belle, ti ritrovi anche nella trappola di quelle brutte, perché la mente non esiste senza la dualità.
La consapevolezza non esiste nella dualità mentre la mente non esiste senza la dualità.
La consapevolezza è non-dualistica, la mente è dualistica. Osserva. Non ti insegno delle soluzioni. La mia unica soluzione è: fai un passo indietro e osserva. Crea una distanza tra te e la mente.
Se una cosa è bella, buona, deliziosa, se vorresti godertela di più, o se invece è brutta - rimani comunque più distante possibile. Guardala come guarderesti un film... L'identificazione è alla radice della tua infelicità. E ogni identificazione è un'identificazione con la mente.
Fatti da parte, e lascia che la mente passi.
Molto presto vedrai che non c'è alcun problema - l'oca è fuori. Non occorre rompere la bottiglia, e non occorre neanche uccidere l'oca.

Osho, And the Flowers Showered
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venerdì 6 ottobre 2017

OSHO; OMOSESSUALITA'

L’omosessualità è un prodotto di un mondo maschile. E probabilmente
l’omosessualità andrà crescendo sempre più – perfino stati, governi e
religioni inizieranno a raccomandarla. Nei prossimi cinquant’anni lo
ve­drete accadere. Allo stesso modo in cui i governi ora raccomandano
il controllo delle nascite e l’aborto, in futuro lo faranno con
l’omosessualità – perché la popolazione raggiungerà livelli tali che
l’omosessualità rappresenterà un metodo per impedire la nascita di
nuovi esseri umani. Prima o poi, ogni governo autorizzerà i matrimoni
tra omosessuali – matrimoni tra due uomini o tra due donne. Accadrà.
Già ora ci sono mol­te più persone che diventano omosessuali.

Solo una società rilassata, in cui le cose funzionano bene, c’è cibo
in abbondanza e non ci sono guerre, di­venta eterosessuale. In caso
contra­rio, quando c’è la guerra, uno stato conflittuale permanente,
la società diventa patriarcale.

Ora anche nel mondo delle donne sta accadendo la stessa cosa, perché
il movimento di liberazione delle don­ne è il primo movimento in cui
le donne si trovano tra loro e creano gruppi di sole donne. Ora si sta
dif­fondendo il lesbianismo. Se le don­ne si mettono insieme e contro
gli uo­mini, dove metteranno il loro a­mo­re? L’uomo è il nemico:
devono perciò amare le donne. Attualmente sia l’omosessualità che il
lesbianismo sono in aumento: è una semplice constatazione.

Ma non sto dicendo nulla contro l’omosessualità – so che qui ci sono
molti omosessuali. Se non sei interessato a dimensioni più alte,
l’omosessualità va bene, tanto quanto l’eterosessualità. Non c’è alcun
problema. A livello di sfogo sessuale, l’omosessualità vale quanto
l’eterosessualità. Ma se è la tua crescita che ti interessa, allora
avrai dei problemi.

Una storia d’amore omosessuale può essere molto più comoda, è vero,
perché non c’è conflitto. È un’unione di simili: si capiscono,
conoscono le tendenze e le menti reciproche. Non c’è conflitto, ma non
c’è neppure crescita. Con la polarità, si scatena il conflitto, la
sfida – di penetrare e co­noscere l’altro, capire il mondo dell’altro.
E per la crescita spirituale è necessario che l’uomo arrivi a
conoscere la donna e che la donna arrivi a conoscere l’uomo.

Perché dico che è parte della crescita spirituale? Proprio l’altro
giorno stavo dicendo che all’ultimo mo­­­mento, al sesto chakra –
l’ajna cha­kra – deve avvenire un incontro pro­fondissimo tra uomo e
donna. An­che interiormente sei diviso in due: uomo e donna. Se non
riesci a unirti con una donna esteriore, ti sarà mol­to difficile fare
spazio alla donna in­teriore. Se non riesci ad amare l’altro fuori di
te, ti sarà impossibile creare uno spazio d’amore per l’altro che sta
dentro di te.

Un uomo non è solo uomo, è uo­mo-donna. È nato da un uomo e da una
donna – è mezzo e mezzo, e così anche la donna. E l’unione interiore
suprema, l’alchimia interiore è possibile solo se hai imparato la via
nel mondo esteriore.

Quando un uomo si innamora di una donna, impara qualcosa. Quando un
uomo si innamora di un uomo non impara nulla. Quando una donna si
innamora di un uomo, impara qualcosa – qualcosa di ignoto, qualcosa di
opposto, qualcosa dell’altro.

L’amore tra un uomo e una don­na indica che l’emisfero destro è in
amore con l’emisfero sinistro. Perciò se sei interessato alla crescita
spirituale, devi procedere dall’omosessualità all’eterosessualità. Se
non ti interessa la crescita spirituale, allora non c’è nulla di
sbagliato. Puoi rimanere ciò che sei – eterosessuale o omosessuale – è
la stessa cosa. Penso di averlo chiarito a sufficienza. Se non ti
interessa la crescita spirituale, non c’è alcun problema. Io non sono
contro l’omosessualità, non sono contro nul­la. È la tua vita – devi
decidere tu; chi sono io? Io sto semplicemente affermando che alla
fine, all’interno del tuo essere, deve avvenire un incontro: preparati
per questo incontro. Ed è l’amore con l’altro all’esterno che ti
prepara.

Più giungi a comprendere la donna e l’uomo esterni, maggiore sarà la
comprensione della polarità interiore. E un giorno, al sesto centro
del tuo essere – in quello che lo yoga chiama ajna chakra, e che io ho
defini­to ‘supercoscienza’ – sentirai che la tua comprensione
dell’uomo e della donna ti è di stra­ordinario aiuto. Lì, intuizione e
logica si uniscono, immaginazione e volon­tà si uniscono, ini­ziativa
e ricettività si uniscono. Ti sa­rà facile.

Hai imparato la strada nel mondo esterno – ora la puoi usare per la
tua alchimia interiore.

Se ti interessa la crescita spirituale, procedi verso
l’eterosessualità. Se non ne sei interessato, non c’è problema. Se
vuoi crescere, se vuoi davvero scoprire il tuo essere più intimo, il
tuo spazio interiore, al­lora l’eterosessuali­tà ti potrà aiutare.
Come ti ho già detto: il primo stadio è la masturbazione, il secondo
stadio è l’omosessualità, il terzo stadio e l’eterosessualità, il
quarto stadio è asessuale – è lo stadio del brahmacharya.

E solo quando avrai raggiunto il quarto stadio sarai in grado di
ac­cedere al nucleo più intimo del tuo essere – non altrimenti. Un
masturbatore rimane infantile, un omosessuale rimane adolescenziale,
un eterosessuale rimane animale. Questi stadi devono essere
oltrepassati. Non ri­manere bloccato. E la mia non è una condanna,
ricordalo sempre: io non condanno nulla.

Il sesso non è una cosa ordinaria. È una delle parti più essenziali
del tuo essere. Non bisognerebbe trattarlo inconsapevolmente.
Costituisce le fondamenta del tuo essere: tu sei nato dal sesso, vivi
attraverso il sesso – la tua nascita è attraverso il sesso, la tua
gioventù è attraverso il sesso, l’amore è attraverso il sesso, e
attraverso il sesso incontrerai la morte. La tua intera esistenza è
una storia sessuale. Devi essere davvero molto attento, e consapevole
di tutto ciò che riguarda la tua energia sessuale.

Osho - The Divine Melody

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mercoledì 4 ottobre 2017

Quaranta giorni

-- Mentre Noè è al riparo sulla sua Arca, la pioggia del diluvio dura per quaranta giorni e quaranta notti.
(Genesi 7,4 - 7,12 - 7,17 - 8,6)


-- Mosè sul monte Sinai rimane con il Signore quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare pane né bere acqua.
(Esodo 34,28)


-- Il gigante filisteo Golia sfida per quaranta giorni l’esercito di Israele, prima che Davide decida di affrontarlo.
(1Samuele 17,16)


-- Dopo essere stato nutrito da un angelo del Signore, Elia cammina per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb.
(1Re, 19,8)


-- Giona annuncia al popolo di Ninive che dopo quaranta giorni il Signore avrebbe distrutto la loro città, ed essi digiunarono, si pentirono e furono salvati.
(Giona, 3,1)


-- Dopo il Battesimo Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto, prima di iniziare la predicazione.
(Mt 4,2 – Mc 1,13 – Lc 4,2)


-- Gesù dopo la resurrezione si mostra per quaranta giorni agli apostoli prima di ascendere.
(Atti degli Apostoli 1,3)


Quaranta giorni rappresenta un periodo di tempo significativo dal punto di vista spirituale. Se, per esempio, sentite il bisogno di compiere una purificazione fisica – seguendo una dieta particolare – utilizzate questo periodo di tempo. Se volete pregare per qualcuno alla cui salute fisica o psichica tenete molto, fatelo per quaranta giorni. Se volete svolgere degli esercizi spirituali, questo è il lasso di tempo ideale.
Il periodo della Quaresima (quaranta giorni precedenti la Pasqua) ha, o dovrebbe avere, proprio uno scopo di purificazione/preghiera/meditazione.

Al di là dell’ambito prettamente cristiano – e trasversalmente a ogni religione – consiglio vivamente al praticante spirituale l’esercizio dei 5 minuti (una volta era di quindici, ma ultimamente questa durata si sta rivelando troppo impegnativa!). L’esercizio consiste nello sforzarsi di restare presenti a se stessi per 5 minuti al giorno, tutti i giorni alla stessa ora.

Se le attività legate al risveglio sono troppo frequenti e disordinate, diventano meno efficaci, quando non addirittura inutili. Come in battaglia... le energie non vanno dissipate, bensì, al contrario, focalizzate verso un solo obiettivo. Lo scopo è «ricordarsi di sé», ossia avere la totale padronanza della propria coscienza per almeno 5 minuti all’interno della propria giornata. La “cappa di addormentamento” che avvolge il pianeta sta divenendo sempre più fitta e pesante. Liberarsene è sempre più difficile (vedi il passaggio obbligato dai 15 ai 5 minuti), e lo è anche per chi ha già fatto del risveglio il fine della propria vita. Quindi bisogna avere un metodo semplice e dedicarsi ad esso con tutta l’anima.

Solo 5 minuti. Un solo tentativo. Scegliete un momento della giornata in cui non siete isolati dal mondo, ma nemmeno un momento troppo impegnativo, che renderebbe troppo difficile l’esercizio. Se riuscite a ricordarvi di voi stessi solo per 30 secondi, oppure vi dimenticate del tutto dell’esercizio, non potete ripeterlo più tardi. Dovete aspettare il giorno seguente, alla stessa ora. Se questo vi fa arrabbiare, meglio, perché metterete più energia il giorno seguente. Per facilitarvi, le prime volte potete puntare la sveglia sull’ora di inizio dell’esercizio.


Si richiede la totalità dell’attenzione a voi stessi nel corso dei cinque minuti. E basta. Dal momento che l’esercizio durerà per quaranta giorni, in questo arco di tempo sospendete meditazioni di ogni genere o altri esercizi. Non mischiate le attività. Di più... non è sempre meglio.

Dovete attestarvi in maniera solida all’interno di quella che con il tempo diverrà la vostra nuova dimensione. Siate leggeri, delicati, ma inesorabili. Cinque minuti per quaranta giorni. Dopodiché dovete sospendere, non potete ricominciare con un altro ciclo subito dopo, altrimenti perdete di potenza ed efficacia. Potete farlo solo una volta all’anno. Se vi date più occasioni... perdete di potenza ed efficacia.


Una volta all’anno è poco? Non abbiate fretta, perché proprio la fretta fa parte della “cappa di addormentamento” e vi fa perdere forza. E in ogni caso nel frattempo potete riprendere il consueto lavoro su voi stessi. Sempre che ne abbiate ancora bisogno...


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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L’ultimo discorso del Buddha

1 – Sotto gli alberi di sala a Kusinagara, appressandosi la fine, Buddha rivolse queste ultime parole ai suoi discepoli:

“Fate di voi stessi una luce. Contate su voi stessi, e non siate dipendenti da nessun altro.

Lasciatevi guidare dai miei insegnamenti come da una luce. Fate affidamento su di loro e non legatevi a nessun’altra dottrina. Considerate bene il vostro corpo: abbiate sempre presente la sua impurità. Ben sapendo che tanto il dolore quanto il piacere sono parimenti causa di sofferenza, come potete essere indulgenti verso i suoi desideri? Considerate bene il vostro ‘io’: riflettete sulla sua transitorietà; come potete esser delusi da ciò che sempre muta, coltivare orgoglio ed egoismo, sapendo che tutto ciò conduce inevitabilmente alla sofferenza? Considerate bene tutti gli esseri che consideriamo sostanziali; è forse possibile trovare in mezzo a loro un qualche ‘sé’ permanente? Cosa sono se non aggregati che presto o tardi si sbricioleranno in tante parti e si perderanno nel nulla? Non lasciatevi confondere dall’universalità della sofferenza, ma seguite il mio insegnamento, anche dopo la mia morte, e sarete liberi dalla sofferenza. Fate questo e sarete davvero miei discepoli.”


2 – “Miei discepoli, gli insegnamenti che vi ho donato non dovranno mai cadere nell’oblio né esser abbandonati. Sono da conservare come un tesoro, da meditare e da mettere in pratica. Se batterete questa via sarete sempre felici.”

“Il cuore della dottrina consiste nel controllo della vostra mente. Se riuscirete a dominare i pensieri e a gettar via l’egoismo, manterrete una condotta di vita giusta, la mente pura e il parlare degno di fede. Se terrete sempre a mente la transitorietà della vita, sarete in grado di far fronte all’egoismo e alla paura, ed eviterete tutti i mali e le sofferenze che da essi derivano.”

“Se scoprite la vostra mente in preda al dubbio delle passioni e sprofondata nella brama dell’egoismo, dovete sopprimere la tentazione e riprendere il controllo di voi stessi; ciascuno di voi sia il signore e il dominatore della propria mente.”

“La mente può renderci un Buddha, oppure trasformarci in bestie. Si ci si lascia sedurre dall’errore, dalla brama di esistere e di possedere, si diventa simili a demoni; al culmine dell’Illuminazione, si diventa Buddha. Suvvia, tenete sotto controllo la mente e non lasciate che abbandoni il retto sentiero.”


3 – “Abbiate rispetto l’uno dell’altro, seguite i miei insegnamenti e mettete da parte eventuali dispute; non respingetevi e non separatevi come fanno acqua e olio, ma siate un tutt’uno come latte e acqua.

“Applicatevi insieme allo studio, imparate l’uno dall’altro, praticate i miei insegnamenti riuniti in comunità. Non sprecate tempo ed energie nella vana accidia e nella polemica. A tempo debito godetevi i fiori dell’Illuminazione e, quando sarà maturo, il frutto del retto sentiero.

“Gli insegnamenti che vi lascio in eredità, li ho ottenuti sperimentandoli io stesso in prima persona. Seguite questi insegnamenti e conformatevi al loro spirito in ogni occasione.”

“Se li lascerete negletti, significa che non mi avete mai realmente incontrato. Significa che siete lontani da me, nonostante ora vi troviate presso di me; ma se accettate e mettete in pratica quanto vi ho insegnato, allora mi sarete sempre vicini, non importa quanto siate lontani nello spazio e nel tempo.”


4 – “Miei discepoli, la fine si va approssimando, la nostra separazione è vicina, ma non lamentatevi. La vita è un continuo cambiamento; nessuno può sfuggire alla dissoluzione del corpo. È questo ciò che dimostrerò con la mia morte, col corpo che cadrà a pezzi come un carro in rovina.”

“Non lamentatevi vanamente, ma pensate che nulla è permanente e apprendete da ciò la vanità del vivere umano. Non attaccatevi all’inopportuno desiderio che quanto è per sua essenza mutabile possa diventare immutabile.”

“Il demone di questi desideri mondani è sempre alla ricerca di opportunità per offuscare la mente. Se una vipera vive nascosta nella vostra stanza e voi desiderate dormire in pace, dovete prima scacciarla fuori dall’uscio.”

“Occorre che rompiate le catene delle passioni mondane e le gettiate via come fareste con una vipera. Proteggete la vostra mente con attenzione.”


5 – “Miei discepoli, è giunto il mio ultimo momento, ma non dimenticate che la morte è soltanto la fine del corpo fisico. Il corpo è nato dai genitori ed è stato nutrito col cibo; pertanto malattia e morte sono inevitabili.”

“Ma il vero Buddha non è un corpo umano: – è Illuminazione. Un corpo umano deve morire, ma la Saggezza dell’Illuminazione esisterà per sempre nella verità del Dharma, e nella pratica del Dharma. Chi vede soltanto il mio corpo in disfacimento, non vede veramente me. Soltanto chi accetta il mio insegnamento si incontra realmente con me.”

“Quando sarò morto, il Dharma sarà il vostro maestro. Seguite il Dharma e in ogni istante sarete presso di me.”

“Durante gli ultimi quarantacinque anni della mia vita, non ho omesso nulla dai miei insegnamenti. Non c’è nessuna dottrina segreta, nessun significato nascosto; ogni cosa vi è stata dichiarata e trasmessa apertamente e con chiarezza. Miei cari discepoli, ecco la fine. Fra un momento, trapasserò nel Nirvana. Questa è la mia ultima istruzione.
https://www.meditare.it/wp/risorse/ultimo-discorso-del-buddha/
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lunedì 2 ottobre 2017

5 lezioni che puoi imparare da un albero

Ralph Waldo Emerson ha detto, “Adotta il ritmo della natura: il suo segreto è la pazienza.” Ci sarebbe di grande beneficio se ponessimo attenzione alle semplici lezioni che ogni singolo albero ha da offrire. Possiamo imparare molto dal modo in cui reagisce, si conforma e si muove. Quasi ogni parte di esso può essere correlato alla nostra natura umana e noi possiamo diventare molto di più di quelli che siamo quando permettiamo agli elementi del nostro mondo di guidarci attraverso il viaggio della nostra vita.

Qui di seguito ci sono cinque lezioni che si possono imparare da un albero:
1. Il cambiamento è inevitabile
Ogni stagione porta con sé delle componenti mistiche. La primavera e l’estate ci riportano all’aperto, alla sensazione di speranza, di calore e ci rende carichi. La stagione invernale, invece, ci trasforma in bambini desiderosi della loro cioccolata calda, le caramelle, e falò. L’inverno ci costringe a muoverci verso l’interno, a riprendere il contatto con le nostre emozioni. Ogni stagione ha il suo fascino. Non resistere al cambiamento.

Viviamo attraverso cicli, che vanno verso l’alto e verso il basso e ad una serie infinita di montagne russe. La trasformazione è parte della nostra esistenza. Le montagne hanno resistito con grazia per milioni di anni. I fiumi scorrono indipendentemente da pioggia o dal sole. Gli alberi sono resistenti. Essi ondeggiano con il vento, si piegano con le tempeste, e continuano a prosperare nel loro ambiente.

“L’unico modo in cui possiamo vivere è la crescita. L’unico modo in cui possiamo crescere è il cambiamento. L’unico modo in cui possiamo cambiare è quando impariamo. L’unico modo in cui possiamo imparare è quando ci esponiamo. E l’unico modo di esporci è quando ci buttiamo fuori allo scoperto. Fallo. Buttati. “~ C. JoyBell C.

2. Anche un albero forte puo’ cadere
Se un albero di centinaia di anni può asciugarsi e indebolire le sue radici, cosa ti fa pensare di essere invincibile? La curiosità è l’unica cosa invincibile in natura. La nostra percezione di forza e resistenza a volte è eccessivamente ridicola. Tu non sei un palo di cemento.

Purtroppo siamo ancora profondamente radicati nelle nostre convinzioni, condizionamenti e credenze che possono interferire con il nostro cammino. Tuttavia, non c’è alcun bisogno di rimanere fermi. Possiamo scegliere di dire “no” quando le cose si fanno difficili.
È possibile chiedere aiuto quando ne hai bisogno. Non sei qui per dimostrare niente a nessuno, ma solo per far si che la tua anima si esprima. La vulnerabilità non è una debolezza.


“Questa vita è tua. Prendi il potere di scegliere ciò che vuoi fare e fallo bene. Prendi il potere di amare ciò che vuoi nella vita e nell’amore onestamente. Prendi il potere di camminare nella foresta e di essere parte della natura. Prendi il potere di controllare la tua vita. Nessun altro può farlo per te. Prendi il potere di rendere la tua vita felice “. ~ Susan Polis Schutz

3. Non chiedere il permesso per cadere
Un albero non chiede ad un altro albero lo spazio o il tempo per cadere. Quando è il momento si lascia andare. Questo fa parte della vita. Il genere umano invece, è stato condizionato ad attendere con cura che gli altri ci diano il ‘permesso’ per poter piangere, per arrabbiarci, o per mostrare qualsiasi tipo di rilascio emozionale. Sei tu il responsabile delle tue emozioni. Non puoi pretendere che chiunque altro possa capire le tue prove e tribolazioni.

Non vergognarti di piangere; è nostro diritto piangere; fiori, alberi e frutta non possono crescere senza acqua. Ma ci deve anche essere la luce del sole. Un cuore ferito guarirà nel tempo e quando lo farà il ricordo e l’amore rimarranno sigillati nel nostro cuore.

4. Tutto appartiene alle stagioni
Tutti noi ci muoviamo attraverso alle stagioni, proprio come la natura ma siamo duri con noi stessi. Versiamo su noi stessi un bagaglio emotivo che non ci permette di ricaricarci e rinnovarci. Ascolta il vento. Chiudi gli occhi e consenti al suono della natura di assecondare il tuo respiro.

“Vivi in ogni stagione che passa; respira l’aria, bevi l’acqua, assaggia il frutto, e rassegnati all’influenza della terra “. ~ Henry David Thoreau

5. Tutto ha un suo perfetto tempismo
Ogni foglia di albero sa quando è giunta l’ora di staccarsi. Ogni seme che cade nel terreno ha una connessione con la terra che lo fa crescere. Non ci sono coincidenze nella vita. Si può chiamare divino intervento, sincronicità, serendipità, o destino. C’è qualcosa di più grande là fuori che ci muove. L’universo è sempre al lavoro per la nostra crescita ed evoluzione. L’ambiente conosce i segreti e permette di accettarli. Tu sei il creatore della tua vita.

“Sali la montagna e ascolta la sua buona novella. La pace della natura fluirà in te come il sole che passa tra gli alberi. I venti soffieranno la loro freschezza in te e le tempeste la loro energia, mentre le preoccupazioni cadranno lontano come le foglie d’autunno. “~ John Muir

La maggior parte di noi non si accorge della magia che racchiude la vita. Noi non abbiamo il tempo di godere di ciò che vediamo ad ogni passo che facciamo. La vita possiede le sue piccole meraviglie. Sii come un albero: continua ad ondeggiare e muoviti con le stagioni e lascia che la natura ti fornisca i semplici e preziosi doni che racchiude la vita.
http://it.anahera.news/5-lezioni-che-puoi-imparare-da-un-albero/?user=paolinagenova91

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domenica 1 ottobre 2017

IO SONO IL RUMORE DELLA PIOGGIA



















Il Maestro Jing-Qing se ne stava seduto
nella veranda del monastero
di fianco a uno dei suoi discepoli.


Le goccie di pioggia battevano dolcemente sul tetto
e in un vaso dimenticato nel patio.

"Cos'è quel suono là fuori?", domandò Jing-Qing.

"È la pioggia", rispose il discepolo.

"Cercando qualcosa fuori da te stesso,
tu confondi i significati", disse il Maestro.

«Allora come dovrei sentirmi in merito a ciò che percepisco?

Non è il rumore della pioggia ciò che ascolto?,

domandò il discepolo.

...........

"Io sono il rumore della pioggia, disse il Maestro.



Racconti Zen


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Non costruite una religione

Così vi chiedo, quando parlerete in mia memoria, di non costruire una religione…
Il vostro mondo ne ha già avute tante, e sono tutte all’ombra dei loro dogmi, come città dietro le mura e dimenticano che i venti soffiano.
Vivete e fate vivere, sentite e fate sentire, pensate e insegnate a pensare. Non imponete ciò che sapete, ma fate amare la ricerca della verità.


L’uomo da sempre recita il pensiero di un altro uomo… che reciti infine se stesso nel più profondo del suo essere.
E’ lì che vedrà la luce, perché è lì che risiede il Padre, la Forza, perché è lì che lui stesso risiede da sempre. Il pensiero è l’essenza della luce…che egli impari dunque a pensare.
Parlate a tutti di ciò e cercate di vivere le parole che pronunciate.
Non ponete limiti, siate illimitati nel cuore e nella mente come nel verbo, perché il vostro linguaggio non diventi una frontiera.

(Da: L’altro volto di Gesù – Memorie di un Esseno – Anne Givaudan, Daniel Meurois)

Fonte
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LA PULIZIA NEUROACUSTICA DELLA CASA

Qualsiasi ambiente, e anche la nostra casa, come noi, è una somma di vibrazioni.
A volte (anzi, spesso) diventano disarmonici, anche perché in casa c permettiamo di essere così come siamo, con le nostre insoddisfazioni, paure, delusioni. Ci sfoghiamo con i famigliari. Litighiamo. Ci ammaliamo. Ci lasciamo andare...


Non sempre basta tenere la casa pulita e ventilata, e magari, buttare cose vecchie e rotte che non servono. Riempire la casa delle vibrazioni positive può la musica classica, ma lo può fare ancora meglio la neuroacustica che usa delle frequenze giuste, inserite in uno sfondo musicale.

Nelle case dove da tempo vivono persone malate croniche regna spesso un clima di sconforto e di dolore. E’ bene sanare l’aria di queste abitazioni con le frequenze benefiche del suono OM - la voce dell’Universo.
https://it.advanced-mind-institute.org/store/meditazioni-generiche/il-suono-om/?affiliate=TRKCASWQK8H
Basta accendere uno stereo (con l’audio molto BASSO).

oltre il suono Om esiste un altra meditazione neuroacustica per òla purificazione degli ambienti L’ARMONIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI CON IL SUONO ALFA 

domenica 24 settembre 2017

LA MENTE E' UNA MALATTIA

"...Secondo gli psicoterapeuti, esiste una mente sana e una mente malata. L’esperienza del Budda è completamente diversa, secondo lui, la mente come tale è un fenomeno insano. Non esiste una mente sana. La mente e la malattia sono sinonimi, perciò non riuscirete mai a renderla sana.

Si, potrete adattarla meglio, potrete farla moderatamente malata, moderatamente nevrotica; ma non riuscirete mai a guarirla.


La mente è una malattia...".

(Per "curarla" sincronizzate gli emisferi del cervello!)



vedi
http://cromopuntura-cromos.blogspot.it/2015/06/sincro-cervello.html


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Salvatore Brizzi La Via della Ricchezza



















Il nuovo libro di Salvatore Brizzi non è un libro innocuo, è un libro pericoloso...

Può farti molto bene, ma per arrivare a farti del bene deve prima farti molto male. Sarà duro e fin dalle prime righe ti costringerà a sacrificare delle parti della tua personalità, della tua stessa identità, a cui ormai sei affezionato, ma che costituiscono la zavorra che ti impedisce di volare più in alto...

Il concetto rivoluzionario di questo testo è che la Ricchezza viene intesa come un dovere, un servizio all'umanità, e non un diritto o un piacere, come si è creduto fino ad oggi. Sentirsi ricco, soddisfatto e sereno costituisce il dovere di ogni buon cittadino, il quale deve fare da esempio per i propri figli e per la collettività.

Tra le pagine di questo libro scoprirai che non solo è possibile conciliare la spiritualità con l'abbondanza di denaro, ma che il successo lavorativo e l'agiatezza economica sono solo conseguenze dell'allineamento con la propria anima

"Compra questo libro solo se hai intenzione di diventare una persona diversa, sennò posalo. Se sei interessato unicamente a fare soldi, allora a me non interessano i tuoi soldi."


In questo libro Salvatore Brizzi intende la Ricchezza non unicamente come una particolare condizione economica, bensì come uno stato di benessere e soddisfazione che coinvolge l’intera vita di una persona.

La ricchezza va considerata un dovere civico – come andare a votare – e quindi vissuta come tale.

Il denaro non deve più rappresentare un desiderio che scaturisce dalla cupidigia o dalla paura, bensì un dovere che va compiuto da ogni buon cittadino per il bene di tutti. Il denaro va dunque spostato dalla sfera del desiderio alla sfera del dovere.

Sappi che se decidi di leggere questo libro, devi impegnarti sin da ora a mettere anche al servizio del prossimo il nuovo benessere che acquisirai.

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La Via della Ricchezza Salvatore Brizzi

La Via della Ricchezza
Il denaro al servizio dell’umanità
Salvatore Brizzi

Compralo su il Giardino dei Libri

sabato 23 settembre 2017

UNA STORIA SUFI ...

Un re disse alla sua corte che desiderava la totalità della saggezza condensata in una frase.

La frase avrebbe dovuto essere la più corta possibile, tanto da poter essere incisa sul suo anello di diamanti, in modo da poterla leggere in una situazione senza via d'uscita.Era un compito difficile, ma uno dei suoi ministri disse: "La preparerò! Datemi l'anello, ma non dovete leggerla fino a che ogni altra possibilità non sarà sfumata e non vi troverete faccia a faccia con la morte, in stato di estrema emergenza, perché solo allora la comprenderete."

Il re era curioso, ma dovette dare la sua parola che non l'avrebbe letta.Di lì a poco il suo regno fu invaso e il re fu sconfitto. Fuggì sulle montagne per nascondersi. Raggiunse un punto in cui la montagna finiva e un abisso si apriva davanti a lui: non c'era modo di proseguire e non poteva certo tornare indietro...sentiva i nemici che si avvicinavano a cavallo.Aspettò qualche minuto e, quando udì i cavalli farsi così vicini...stava per essere catturato-era una questione di secondi-, allora si tolse l'anello di diamanti, lesse e scoppiò a ridere, in quel luogo silenzioso.

La valle intera si riempì della sua risata, perché ciò che lesse era molto semplice. Sull'anello era inciso: "Anche questo passerà".

E cosa successe? i cavalli presero un'altra strada e il re sentì che si allontanavano.Raccolse nuovamente il suo esercito e riconquistò il regno. CI fu una grande festa in tutta la capitale, perché erano di nuovo indipendenti. Il re fu ornato di ghirlande, la sua carrozza era piena di fiori e la gente, per la gioia, continuava a lanciargli fiori...e cantava e ballava.

In quel momento il re di nuovo si tolse l'anello e rilesse la frase: "Anche questo passerà". E quell'istante divenne la sua illuminazione. Arriva la tristezza, arriva la gioia e tutto se ne va. Ciò che rimane sempre è il testimone.Il testimone è al di là di ogni polarità. E' l'elemento trascendente dell'esistenza.

Osho una storia sufi




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Tecniche e meditazioni di IvanoV Antar Raja

venerdì 22 settembre 2017

Proprio qui, al centro del 'tu'

"Fareste meglio a localizzare quella parte di voi che è sempre
causa e quindi riconoscere che siete voi quella parte.
E questo è molto semplice... molto, molto semplice.

Proprio qui, al centro del 'tu' c'è una fonte inestinguibile
e assolutamente indistruttibile di movimento.

Ed è la fonte di movimento che di per sé non ha alcun movimento.
Questa è la vostra eredità in quanto parte di beingness divina.
E' così, e non pensate che sia una piccola parte di voi, perché non è così.

Siete voi.

In quella parte di voi che è voi, possedete l'immortalità.

Quella parte è immortale.

Se non la possedeste, non sareste qui."

L. Ron Hubbard

("La Rotta Verso l'Infinito")

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lunedì 18 settembre 2017

LA VITA VI FA VEDERE CIO' CHE AVETE DENTRO

Se dentro avete la paura, la vita vi spaventerà.

Se dentro avete l'aggressione, la vita vi "attaccherà".
Se dentro avete la voglia di combattere, avrete dei nemici.
Se dentro avete i sensi di colpa, la vita vi "punirà".
Se dentro avete i rancori, la vita vi darà la possibilità di moltiplicarli.

E tutto ciò ha l'unico scopo: farvi vedere ciò che siete, ciò che portate nell'anima. La vita vi vede come siete dentro, e non come vorreste sembrare.

(Alexandr Sviyash)



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giovedì 14 settembre 2017

LIBERARSI DAI BLOCCHI NEGATIVI

I nostri risentimenti e la negatività ostacolano fortemente il nostro successo, e in generale, tutta la vita. Un nodo alla gola, se non è stato sciolto, può trasformarsi in malattia.
Dopo questa procedura libererete una grande quantità di energia che potrete inviare per la realizzazione dei vostri desideri. Tirerete un sospiro di sollievo, alcuni desideri si realizzeranno da sé, e forse inizierà ad avverarsi ciò che si sognava da tempo.
La cosa più importante è perdonare coloro chi vi hanno offeso, e anche se stesso.


1.Con la massima onestà, riconoscete quelle qualità del vostro carattere che vi ostacolano (invidia, gelosia, irascibilità, odio, complesso d’inferiorità, ecc.). Si può scriverle. A volte, è molto difficile riconoscere di essere invidiosi o gelosi.

2. Chiudete gli occhi e ripassate mentalmente la vostra vita dalla nascita al giorno d’oggi. Non abbiate fretta, ricordate tutti i particolari. Se siete gelosi, cercate di ricordare perché lo siete diventati (siete stati traditi, ingannati, abbandonati?).
Ricordate il primo amore infelice (nome), i tradimenti degli amici (nomi), i risentimenti contro i genitori. Proprio in quei momenti era nato il complesso d’inferiorità, il disamore per se stessi.
A scuola vi prendevano in giro (nomi)? La vostra amica (nome) aveva detto che in quell’abito siete grassi?
Provate a vivere ancora quei momenti. Piangete, soffrite, vivendo quel dolore. Ricordate il nomi di colui che vi ha offeso; e dite mentalmente a quella persona: “Ti perdono, vai in pace.Ora sono libero/a”. Potrebbe trattarsi delle persone di famiglia, dei vostri intimi.
Lasciateli andare. Potete piangere e gridare, ma poi lascieteli andare.

Liberate il posto a una nuova vita. Se avete fatto tutto bene, sentirete subito una grande stanchezza e un grande sollievo. Alla fine fate una doccia e riposate. Il giorno dopo inizierà una vita nuova, piena di avvenimenti felici. La cosa più importante è che riuscirete a liberarvi di quelle qualità per sempre, ed è probabile che le stesse persone verranno da voi dopo, a chiedere perdono.


Advanced Mind Institute Italia

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mercoledì 13 settembre 2017

IMMAGINANDO ...



Immaginando di essere il corpo,
non mi sorprende che tu abbia tutti questi disturbi.
Immaginando di essere la mente,
non mi sorprende che tu abbia tutte queste paure.
Sapendo di essere coscienza,
non mi meraviglia che ci sia tutto questo spazio e questa pace.
Realizzando che tu sei la consapevolezza non nata,
non mi meraviglia che tu sia supremamente felice.


~ Mooji


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CHI SONO?

“L’uomo ha paura della solitudine. Ha paura della solitudine, perché in essa scoprirebbe il riflesso del suo stato reale, si imbatterebbe nel riflesso del suo vero volto. E sarebbe spaventoso, davvero terrorizzante. Pertanto, da quando si alza al mattino fino alla sera quando si corica, usa ogni accorgimento per fuggire da se stesso, per evitare di affrontare se stesso. Ha paura di potersi vedere.”

Osho

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domenica 10 settembre 2017

L'Osho Meditation Resort è un ashram?

L’Osho Meditation International Resort non viene chiamato ashram, intenzionalmente.

Il connubio tra “meditazione” e “resort” riflette un approccio molto diverso: la sintesi di “Buddha” e “Zorba” è espressa dal personaggio creato da Osho, Zorba il Buddha: un essere umano i cui piedi sono ben radicati nella terra, e le cui dita delle mani possono toccare le stelle.



Inoltre, il motivo per cui il titolo include il concetto di “resort” è quello di sottolineare l’insistenza di Osho sull’abbondanza, sia interiore che esteriore che è l’esatto opposto della glorificazione tradizionale della povertà e della rinuncia associata con la parola “ashram”.


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venerdì 8 settembre 2017

IL RISVEGLIO DELL'INTELLIGENZA - KRISHNAMURTI - (integrale)

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Considera la tua essenza come raggi di luce ...

"Considera la tua essenza come raggi di luce che salgono da un centro all'altro lungo la spina dorsale, e in questo modo dentro di te sorge la `vitalità'."

Le vertebre e la spina dorsale sono il fondamento sia del corpo che della mente. La mente, la testa, è il punto terminale della spina dorsale. Se essa è giovane, tu sei giovane; se è vecchia, tu sei vecchio. Se riesci a mantenerla fresca e giovane, difficilmente invecchierai. L'intero yoga opera in modi diversi per mantenere giovane, fresca e colma di vitalità la tua spina dorsale. A un estremo si trova il centro sessuale, attraverso il quale sei in contatto con la natura, la terra, la materia. All'altro estremo, in cima alla testa, si trova un altro centro, il sahasrar, attraverso il quale sei in contatto col divino: queste sono le due polarità dell'esistenza. E se non inizierai a fluire verso l'alto, la tua infelicità non avrà mai fine. 

Quando la tua energia sale verso l'alto puoi cogliere sempre maggiori bagliori del reale, e una volta raggiunto il sahasrar, verrai pervaso da una beatitudine assoluta. Sia il Tantra che lo Yoga operano dunque per elevare la tua energia lungo la colonna vertebrale, aiutandola a muoversi contro la forza di gravità che la spinge verso il basso. Questa tecnica serve a spezzare tale abitudine. Forse avrai notato che la tua energia sessuale si muove grazie all'immaginazione: il tuo centro sessuale inizia a funzionare grazie all'immaginazione. Di fatto, senza non potrebbe funzionare. Ecco perché funziona meglio se sei innamorato di qualcuno, poiché con l'amore prende vita l'immaginazione. È importante: se l'immaginazione aiuta l'energia a muoversi, allora con la semplice immaginazione potrai muoverla anche verso l'alto. 

Pensa a te stesso, al tuo essere, come raggi luminosi che salgono verso l'alto lungo la colonna vertebrale: alcuni sistemi parlano di sette centri, altri di nove, altri di tre, altri di quattro. Quelle divisioni non sono molto rilevanti, puoi crearne una tua. Cinque centri possono bastare: il primo è quello sessuale, il secondo si trova dietro l'ombelico, il terzo dietro al cuore, il quarto tra le due sopracciglia, il quinto, lo sahasrar, in cima alla testa. 

Chiudi gli occhi e immagina di essere luce. Non si tratta solo di immaginazione. All'inizio lo sarà, ma è così anche nella realtà, perché ogni cosa è composta di luce. Poi sposta la tua attenzione al centro sessuale e senti che quei raggi di luce si elevano verso l'alto, partendo da lì, fino all'ombelico. La divisione è necessaria perché ti sarebbe difficile collegare direttamente il centro sessuale al sahasrar la tua mente può concepire più facilmente delle piccole suddivisioni. Immagina dunque che quei raggi di luce si elevino dal centro sessuale e raggiungano l'ombelico. 

Ben presto l'ombelico diventerà caldo, lo potrai sentire: grazie alla tua immaginazione l'energia sessuale ha iniziato a elevarsi. Quando sentirai che il secondo centro è diventato una fonte di luce, che i raggi sano arrivati lì e sono stati raccolti, inizia a muoverti verso il cuore. Quando vi arriveranno, il battito del cuore cambierà, il respiro diventerà più profondo, un calore avvolgerà il tuo cuore. Continua a salire. 

Ricorda di non lasciare l'energia ferma da qualche parte, in uno dei centri intermedi. Qualcuno potrebbe venire a trovarti, o telefonarti, e tu devi smettere l'esercizio... fai in modo di poterlo fare in momenti in cui nessuno ti può disturbare, altrimenti il centro in cui lasci l'energia rimarrà aperto come una ferita, e potresti avere disturbi mentali. Stai attento; altrimenti non fare questo esercizio. Richiede assoluta privacy, nessun disturbo, e deve essere completato. 

L'energia deve arrivare alla testa ed essere liberata da lì. liberi? La liberazione, in questo caso, è qualcosa di opposto. Shiva afferma che si tratta della stessa cosa e se non ti liberi da entrambe le cose, non sarai mai libero. Sia la schiavitù che la liberazione sono vincoli, legami, schiavitù. Si tratta di un fenomeno relativo, e il Tantra afferma che devi liberarti da entrambe le cose. Dunque, come prima cosa, non cercare di opporti a nulla, poiché in quel caso ti sposteresti all'estremo connesso alla cosa cui ti opponi, anche se potrebbe non sembrare così. Sembra opposta, ma non lo è. Se cerchi di spostarti dal sesso al celibato, il tuo celibato non sarà altro che sessualità. 

Non creare opposti: ogni opposto è interrelato, si tratta solo di gradi diversi dello stesso fenomeno. Se ne diventi consapevole, vedrai che entrambe le polarità sono identiche. Se lo sentirai, e se questo sentire scenderà in profondità dentro di te, sarai liberato da entrambe le cose. A quel punto non chiederai nulla: ogni pretesa, ogni richiedere si arresta. E in quell'arresto sei libero. Qualsiasi cosa vedi in questo universo non è che un riflesso. Se lo ritieni una schiavitù, significa che quello è il tuo riflesso. Se lo vedi come liberazione, di nuovo si tratta di un tuo riflesso. Chi continua a guardare i riflessi penserà che esistono molti soli, mentre colui che non guarda nei riflessi, bensì nella realtà, vedrà che esiste un solo e unico sole.

Osho

https://sites.google.com/site/oshotantra/ilsentierodellessere/70-visualizza-raggi-di-luce

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L'ETERNITA' DEL QUI E ORA

Oggi resta connessa – o connesso – al presente…
“Il presente non è parte del tempo. Ci hai mai pensato? Quanto è lungo il presente? Il passato ha una durata, il futuro ha una durata. Qual è la durata del presente? Quanto dura? Tra il passato e il futuro, riesci a misurare il presente? Non è misurabile, in pratica non esiste. Non è per nulla “tempo”: è la penetrazione dell’eternità nel tempo. Lo Zen vive nel presente.”
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__uno-specchio-limpido-libro.php?pn=2812








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martedì 5 settembre 2017

I TRE IDIOTI

L'uomo finge continuamente di essere quello che non è; è un modo per nascondere se stesso. Chi è brutto cerca di sembrare bello, chi è preda di angosce cerca di sembrare felice, chi non sa niente cerca di dimostrare di sapere tutto. E le cose vanno avanti in questo modo. Se non diventi consapevole dei tre idioti che sono in te, non diventerai mai un saggio. È superando i tre idioti che si diventa realmente saggi.
Tutte le esperienze spirituali non sono altro che condizionamenti che la società ti ha dato. Non ti affidare troppo a queste cose, perché la morte ti costringerà a comprendere che hai vissuto una vita falsa... che l'occasione è andata perduta. Renditi conto che non hai nulla. Una volta compreso che non hai nulla, la paura scompare, perché è sempre una componente della convinzione di possedere qualcosa che può essere perduto: da qui viene la paura. Quando realizzi il fatto che non sai nulla, che sei cieco, che non sai vedere... Questo è il primo passo verso la saggezza: capire che non sei saggio, capire che nessun trucco per nascondere questo fatto potrà esserti d'aiuto. Uno che capisce di essere ignorante è già sul sentiero. Uno che capisce di essere povero è già sul sentiero che porta al regno di Dio, il vero tesoro. Uno che capisce di essere cieco... i suoi occhi si stanno già aprendo. Uno che capisce di essere sordo prima o poi acquisterà la capacità di sentire... e allora conoscerà la musica, la musica dell'esistenza.
Non cercare di creare l'opposto. Piuttosto, conosci l'intima qualità del tuo essere. Non la nascondere, spalancala al cielo. Se la nascondi, l'incoraggi, perché nell'oscurità essa cresce, e diventa sempre più grande, fino ad assumere proporzioni infinite. Spalancala alla luce, al cielo, all'aria ed essa muore... perché non può vivere nella luce. L'ignoranza è come le radici di un albero: se le esponi, muoiono, perché non possono sopravvivere alla luce. Esse vivono nell'oscurità, non possono sopravvivere all'aria pura. Ma se ti nascondi, le aiuti a crescere. Ricordati questo: qualsiasi cosa tu senta dentro, non cercare di nasconderla, perché essa può essere nascosta solo dal suo opposto. E allora sarai sempre diviso, non sarai mai intero, non sarai mai in armonia. E soltanto la più profonda armonia interiore può conoscere l'armonia dell'universo.


Osho La Vera Saggezza
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domenica 3 settembre 2017

sabato 2 settembre 2017

Il nuovo satanismo

Negli ultimi mesi abbiamo notato un incremento di commenti, di solito piuttosto rabbiosi e volgari, che sostengono tesi secondo cui Gesù sarebbe un personaggio inventato e Dio sarebbe in realtà il pilota di un’astronave aliena. Ai commenti volgari e offensivi, noi che viviamo nella cloaca magnofratellista di FaceBook, oramai ci siamo abituati, ma questo rigurgito anticristiano merita un approfondimento.


Ovviamente tutti costoro (e vi assicuro che sono in vertiginoso aumento) non hanno prodotto queste idee con la loro testa – in quanto il terricolo non ha di per sé una struttura atta a farlo – ma si limitano a leggere i libri scritti dai moderni satanisti – ossia, coloro che usano la razionalità come un’arma per distruggere il senso del sacro e scoraggiare la fede di chi crede in Cristo. Dal fascino degli intellettuali satanisti milioni di persone si stanno lasciando ammaliare, poiché la via che conduce verso il basso è sempre la più agevole e la più attraente.
D’altronde, se Dio e Gesù sono delle invenzioni, allora non devi rendere conto a nessuno e il tuo pomposo ego può riprendere la sua posizione al centro del mondo. E non è forse questo il principio primo del satanismo?


Punto primo. Questa chiave di interpretazione della Bibbia la legge come un resoconto di avvenimenti che riguardano la storia antica dell’umanità (la cosiddetta “storia prima della storia”), con tanto di scontri fra civiltà aliene per la creazione (esperimenti genetici) e il dominio di un’umanità costituita principalmente di schiavi. Questa interpretazione non è certo nuova: lo studiosoMichael A. Cremo lo dice dagli anni ’90, il movimento dei Raeliani lo dice dai primi anni ’70, Helena Blavatsky ed Alice Bailey parlano di una Gerarchia proveniente da Venere già dall’inizio del ‘900. E gli esempi in realtà sarebbero molti di più.
Io stesso – possedendo le mie fonti – sono sempre stato d’accordo con questa interpretazione, perché le cose sono effettivamente andate così e queste informazioni fanno semplicemente parte di quel “pacchetto di conoscenze” che mi è stato trasmesso “da bocca a orecchio”, per cui... a me è stata risparmiata la fatica di studiare i testi in lingua originale per decine di anni.



Punto secondo. Una chiave di interpretazione non esclude le altre. Detto in altri termini: il fatto che nella Bibbia venga presentato un resoconto di fatti storici realmente accaduti, non esclude che esso sia un testo sacro di grande valore da cui trarre ispirazione per la propria crescita spirituale.
Avrete notato che, invece, una caratteristica comune dei relatori che si cimentano nello studio dei testi sacri è affermare: «Voi siete liberi di pensarla come volete, però tenete conto che io non interpreto, io traduco letteralmente il testo». Il che porta a una sola conclusione: «Dopo quello che ti ho detto, sei libero di continuare a pensarla diversamente, ma allora sappi che sei un ignorante o un fanatico religioso».


Invece non è così.
Ogni testo sacro – se è sacro – si sviluppa su differenti livelli di interpretazione, i quali si rivolgono a differenti livelli di coscienza. La conseguenza di ciò è che chi non ha ancora sviluppato quel determinato livello di coscienza, non può accedere al corrispondente livello d’interpretazione. Per lui tale livello resta, per lui, semplicemente invisibile.


Punto terzo. Leggete queste frasi bibliche:
«Sì, tu sei la mia lampada, o Eterno, e l’Eterno illumina le mie tenebre. Con te io assalgo tutta una schiera, col mio Dio salgo sulle mura. La via di Dio è perfetta, la parola dell’Eterno è purgata col fuoco. Egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui».
[2 Samuele 22:29]


«Tu però, se ben disponi il cuore e tendi verso Dio le mani, se allontani il male che è nelle tue mani e non alberghi l’iniquità nelle tue tende, allora alzerai la fronte senza macchia, sarai incrollabile e non avrai paura di nulla, dimenticherai i tuoi affanni: te ne ricorderai come d’acqua passata, la tua vita sorgerà più fulgida del pieno giorno; l’oscurità sarà come luce al mattino, sarai fiducioso perché avrai speranza: ti guarderai bene attorno e ti coricherai sicuro. Ti metterai a dormire e nessuno ti spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore».
[Giobbe 11:13-19]


«Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l’amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso».
[Isaia 54:10]


«Voi mi troverete perché mi cercherete con tutto il vostro cuore».
[Geremia 29:13]


«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi».
[Gv 15:12]



Se leggendo queste parole dentro di voi non si è accesa anche solo una minima scintilla di fuoco... se non avete provato un accenno di commozione... allora per voi la Bibbia in effetti non è un testo sacro. La sacralità della Bibbia non è per voi accessibile, non perché non ci sia oggettivamente, ma perché, al momento, non potete coglierla. Per voi – ma non per tutti – resta confinata nel mondo dell’invisibilità.


Cosa ancora più importante: nessuno potrà convincervi del contrario, poiché il “senso del sacro” è qualcosa di cui non si può esser convinti. O lo sentite o non lo sentite. Capite cosa intendo quando parlo di satanismo? Non c’entra nulla con i rituali delle sette sataniche, ma è una questione di aridità del cuore: uno studioso può leggere frasi come queste (e nella bibbia ce ne sono a migliaia, anche di più belle) e poi decidere con convinzione che la Bibbia non è un testo sacro.
Non ci sono ulteriori commenti.


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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lunedì 28 agosto 2017

Tardi ti amai

Tu stavi dentro di me ed io stavo fuori… “Gli uomini partono per turismo per ammirare le vette dei monti, il mareggio procelloso dei mari, il percorso facile e rigoglioso dei fiumi, le rivoluzioni e i moti degli astri. All’opposto, passano al largo di se stessi. Non fanno turismo interiore” Certamente, durante gli anni della mia giovinezza riposi il mio cuore nelle cose esteriori che, alla fin dei conti, non facevano altro che allontanarmi sempre più da Colui verso il quale il mio cuore, senza saperlo, anelava.

Tardi ti amai. Tardi ti amai, o bellezza sempre antica e sempre nuova. Tardi ti amai. Ed ecco che tu stavi dentro di me, mentre io stavo fuori di me stesso. E ti cercavo di fuori. Tu stavi con me, ma io non stavo con te. Però tu mi chiamasti, gridasti, rompesti la mia sordità. Brillasti, risplendesti, fugasti la mia sordità. Spargesti la tua fragranza, la respirai e ora sospiro per te. Ne gustai e ne ebbi fame e sete. Mi toccasti e ardo dal desiderio della tua pace.

Sant’Agostino, Confessioni, 10, 27-29

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mercoledì 23 agosto 2017

CHI SEI?

Chi sei senza i nomi, senza il prestigio sociale?
Chi sei senza i desideri che ti comandano?
Chi sei senza le maschere e i ruoli che sei costretto ad interpretare?
Chi sei quando intorno non c’è nulla?
Chi sei quando intorno c’è il vuoto?


Chi sei quando resti a tu per tu con il cielo, quando tutti i desideri rimangono superati, tutti i ruoli interpretati e le maschere sono gettate via?

Chi sei quando la Luce ti tocca?
Chi sei quando l’Amore ti abbraccia?
Ricordi la tua Verità?
Conosci Te stesso?
Vivi con l’Anima?

Advanced Mind Institute Italia

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domenica 20 agosto 2017

venerdì 18 agosto 2017

L'OSSERVATORE SULLA COLLINA

“L’attenzione tra le sopracciglia…”. La fisiologia moderna, la ricerca scientifica, afferma che, tra le due sopracciglia, si trova una ghiandola, e che questa è la parte più misteriosa di tutto il corpo: è detta ghiandola pineale, ed è il terzo occhio dei tibetani: shivanetra, l’occhio di Shiva, nel Tantra. Tra i due occhi c’è un terzo occhio, che esiste ma non è
attivo. E’ lì: può funzionare in qualsiasi momento, ma non funziona spontaneamente, per aprirlo si deve fare qualcosa. Non è cieco, è semplicemente chiuso. Questa tecnica serve ad aprirlo.


“L’attenzione tra le sopracciglia…”. Chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio
nel mezzo delle sopracciglia, focalizzati esattamente nel mezzo degli occhi chiusi, come
se guardassi esattamente nel mezzo, con entrambi. Dagli totale attenzione. Questo è uno
dei metodi più semplici per essere attenti. Non puoi prestare attenzione a nessun’altra
parte del corpo così facilmente: questa ghiandola assorbe l’attenzione con estrema facilità.
Se le dai tutta la tua attenzione, gli occhi verranno ipnotizzati dal terzo occhio. Si fissano,
non si possono muovere. Se cerchi di essere attento a qualsiasi altra parte del corpo, è
difficile. 

Questo terzo occhio è un magnete naturale, attiva l’attenzione, la forza. Ecco
perché in tutto il mondo questo è uno dei metodi più usati. E’ il più semplice per addestrare
l’attenzione: non sei solo tu che cerchi di essere attento, la ghiandola stessa ti aiuta, è
magnetica, la tua attenzione viene spinta con forza verso di essa: viene assorbita. Nelle
antiche scritture tantriche si dice che l’attenzione è cibo per il terzo occhio. E’ affamato, è
stato affamato per vite e vite. Se gli presti attenzione, prende vita. Diventa vivo! Gli viene
dato nutrimento. 

E quando sai che l’attenzione è cibo, quando senti che la tua attenzione
viene attirata magneticamente, è attratta, trascinata dalla ghiandola stessa, l’attenzione
non sarà più una cosa difficile. Occorre solo conoscere il punto giusto; per trovarlo, devi
lasciare che gli occhi chiusi si muovano esattamente nel mezzo, tra le due sopracciglia,
finché non percepisci quel punto magnetico: allora, immediatamente gli occhi si
fisseranno; quando sarà difficile muoverli, saprai di aver colto il punto giusto. “L’attenzione
tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero…”. L’attenzione che ne seguirà
ti farà sperimentare per la prima volta uno strano fenomeno: percepirai i pensieri correre di
fronte a te; diventerai un testimone. Sarà come essere di fronte a uno schermo
cinematografico: i pensieri scorrono e tu sei un testimone. 

Quando la tua attenzione è focalizzata nel centro del terzo occhio, diventi immediatamente il testimone dei tuoi pensieri. Generalmente non è così: ti identifichi sempre con i tuoi pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero ti tocca, non sei testimone: diventate tutt’uno, ti identifichi
con il pensiero, e ti muovi con esso. Diventi il pensiero, ne assumi la forma. Quando c’è
sesso, diventi sesso; quando c’è rabbia, diventi rabbia; quando c’è avidità, diventi avidità.
Ti identifichi sempre con ogni pensiero che ti tocca. Non mantieni mai alcuna distanza tra
te e il pensiero. Ma focalizzati sul terzo occhio, e all’improvviso diventerai un testimone.
Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri correre come nuvole nel cielo o come
persone che si muovono per la strada. Sei seduto alla finestra e guardi il cielo o le persone
per la strada: non ti identifichi.

Sei in disparte, un osservatore sulla collina – diverso. Ora,
se c’è rabbia, puoi vederla come un oggetto. Ora non senti più che tu sei arrabbiato. Senti
di essere circondato dalla rabbia – una nube di rabbia è sorta intorno a te – ma tu non sei
la rabbia, e se non lo sei, la rabbia diventa impotente. Non può influenzarti; non ne vieni
intaccato. La rabbia verrà e se ne andrà, e tu rimarrai centrato in te stesso. Questa quinta
tecnica serve a trovare il testimone.

OSHO



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IL TEMPO GOVERNA IL MONDO

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