mercoledì 26 aprile 2017

IL LIBRO DI MIRDAD

Il segreto della saggezza e della conoscenza.

Un libro "per sempre" scritto da Naimy, amico di Kahlil Gibran.

Narra la storia di Mirdad, un misterioso straniero, che va in visita al remoto monastero della montagna dell'Arca, in Libano, e lì si assume il ruolo di insegnante e di guida spirituale per i nove allievi che si è scelto.

"Al mondo ci sono migliaia di libri, ma il 'Libro di Mirdad' è superiore a qualunque altro libro esistente. È un peccato che pochi lo conoscano, per il semplice motivo che non è un testo sacro. è una parabola, un racconto immaginario, ma contiene una verità oceanica. È un libro da leggere col cuore, non con la mente." Osho

“Solo l’ignoranza ama essere ornata di parrucche e di toghe sì da poter emanare leggi ed infliggere condanne”.

“La fede che nasce su un’onda di paura non è altro che la schiuma della paura: essa s’alza e s’abbassa con la paura. La vera Fede non sboccia che sullo stelo dell’Amore. Il suo frutto è il Discernimento”.

“Le parole sono nel migliore dei casi lampi che rivelano orizzonti; esse non sono strade che conducono a quegli orizzonti e, ancor meno, esse gli orizzonti.”

“Più che un inferno è l’avere ali di luce e piedi di piombo; l’essere sostenuti dalla speranza ed il venire sommersi dalla disperazione; l’essere spiegati dall’indomita fede ed il venire ripiegati dal pavido dubbio”.

I concetti si addensano in immagini di mirabile purezza, in esempi torniti, in limpide descrizioni del paesaggio. “Il libro di Mirdad” è un’esortazione a superare il dualismo, ad attingere la natura divina che è in noi, sepolta sotto uno spesso strato di sedimenti, la cui luce è offuscata dall’eclissi cieca e nera dell’esistenza.

Pieno di pàthos è il capitolo intitolato “La grande nostalgia”, ove lo struggente rimpianto della Beatitudine ancestrale trova accenti elegiaci.

Le parole di Naimy sono un balsamo per gli infermi. Sono rugiada sulla fronte del febbricitante. Che cos’è la vita, se non una febbre, una sete inestinguibile di Infinito, tosto risorgente, non appena è un po’ placata? L’autore, attraverso la seducente tessitura fonica, elargisce attimi intensi, visioni mistiche. Lascia persino baluginare l’ineffabile mistero dell’Assoluto, oltre l’Inferno, oltre lo stesso Paradiso. Così tutte le aspirazioni umane e persino gli ideali più alti, al cospetto dell’Unità primigenia, inscalfibile, si riducono a squallide carcasse, a relitti rosi dalla salsedine.

Citazioni:

“Voi siete l’Albero della Vita.

Fate attenzione a non frazionarvi. Non ponete frutto contro frutto, foglia contro foglia, ramo contro ramo; e non mettete il tronco contro le radici né l’albero contro la madre terra.

Questo è esattamente ciò che fate quando amate una parte più del resto o con l’esclusione del resto.

Voi siete l’Albero della Vita.

Le vostre radici sono ovunque. I vostri rami e le vostre foglie si trovano dappertutto. I vostri frutti sono in ogni bocca. Quali che siano i frutti di quell’albero, quali che siano i suoi rami e le sue foglie, quali che siano le sue radici, essi sono i vostri frutti, foglie, rami e radici. Se desiderate che l’albero produca frutta dolce e fragrante, se volete che essa sia sempre grande e colorita, badate alla linfa con cui nutrite le radici.

La linfa della Vita è l’Amore […]

Una foglia gialla sul vostro albero della vita è solo una foglia svezzata dall’Amore. Non biasimate la foglia gialla.

Un ramo inaridito è solo un ramo affamato d’Amore. Non incolpate il ramo inaridito […]

Ma condannate il vostro cieco ed avaro cuore che preferisce dare con parsimonia la linfa della vita ai pochi e negarla ai molti, negandola – in tal modo – a se stesso.

Nessun amore è possibile eccetto l’amore per il sé.

Nessun sé è reale salvo il Sé che tutto abbraccia.

Quindi Dio, che ama Sé stesso, è tutto Amore”.

(Mikhail Naimy)
 


Il Libro di Mirdad
Il segreto della saggezza e della conoscenza
Voto medio su 10 recensioni: Da non perdere

martedì 25 aprile 2017

Addormentati come fossi l'universo

Siedi in silenzio e medita sul fatto che non hai confini, i tuoi limiti sono i limiti dell'universo.

Sentiti espandere e in questa sensazione includi ogni cosa: il sole sorge dentro di te, le stelle si muovono dentro di te, gli alberi crescono e i pianeti appaiono e scompaiono in questo stato di consapevolezza espanso sentiti immensamente beato.

Quella diventerà la tua meditazione. Quindi ogni volta che hai tempo e non hai nulla da fare, siedi semplicemente in silenzio e sentiti espanso. Lascia cadere tuoi limiti. Trascendi ogni limite.

All'inizio, per qualche giorno, sembrerà una follia, perché ci siamo troppo abituati ai nostri limiti. In realtà non ci sono confini.

Il limite è un limite mentale. È tale perché noi crediamo che sia così.

Percepisci questa espansione oceanica il più spesso possibile e presto entrerai in sintonia.

A quel punto basterà un piccolo mutamento di prospettiva per far apparire quell' armonia. Ogni sera, quando vai a letto, addormentati in questa consapevolezza espansa.

Addormentati come se le stelle si muovessero dentro di te, come se il mondo aprisse e scomparisse dentro di te.

Addormentati come fossi l'universo.
AI mattino, non appena ti accorgi che il sonno se ne è andato, di nuovo ricorda questa espansione, alzati come fossi l'universo. E anche durante il giorno, ricordalo il più spesso possibile.




Osho da Il libro arancione

Il Libro Arancione
Tecniche per il risveglio della consapevolezza
Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere

Ogni volta che ci attacchiamo a qualcuno o a qualcosa ...










Ogni volta che ci attacchiamo 
a qualcuno o a qualcosa,
in un modo o nell'altro
evitiamo di guardare noi stessi.
Di fatto,
il bisogno di attaccarsi
a qualcuno o a qualcosa
è un trucco per sfuggire a se stessi.
E più l'altro
diventa importante per noi,
più lo consideriamo
il centro della nostra vita,
più noi ci emarginiamo alla periferia.
Per tutta la vita
continuiamo a rimanere centrati sull'altro.
In questo modo il tuo Sè
non diventerà mai il tuo centro.


Osho



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sabato 22 aprile 2017

SCIAMANO BAHRAH: COME RICEVERE LA FORZA DALLE FONTI SPIRITUALI

"Immaginate di essere uno spirito. Fate mentalmente un passo di lato, staccatevi dal corpo fisico, dai vostri problemi ed emozioni. Siete uno spirito, maestoso, leggero, potente ed onnipresente.


Immaginate di ingrandire le vostre dimensioni, riempite la stanza, il palazzo, la strada, la città...

Non ci sono frontiere per uno spirito, non ci sta nelle misure terrene, può essere ovunque nello stesso momento. Anche voi, potete essere grande quanto l'Universo, potete viaggiare, mutare la forma.

Immaginate di toccare le stelle con la testa. Crescete, crescete... Potete contenere tutte le stelle.
Brillano dentro di voi, diventano la vostra forza. Ora, a secondo della vostra volontà, potete rimpicciolirvi o ingigantirvi, e mutare la forma.

Immaginate di trasformarvi in una fonte di luce, in una sorta di arcobaleno, che può assumere la forma di un uccello, un fiore o di un angelo.

Come un raggio di luce, cambiando forma, correte... nell'Universo.

Immaginate di essere arrivati alla fonte centrale dell'Universo: è un gigantesco sole che occupa tutto lo spazio davanti a voi. La sua energia è chiara, calma, irradia la saggezza e l'amore. Respirate questa energia. E' vostra.

Immaginate di rimpicciolirvi gradualmente e di ritornare sulla Terra, nel vostro corpo. Sentite la densità e le frontiere del corpo. Avvertire il pavimento con i piedi.

Fate alcuni respiri profondi e aprite gli occhi. Vi sentire riposati e pieni di forza."

SCIAMANO BAHRAH

Olga Samarina LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA


si puo usare come base musicale per la meditazione il programma neuroacustico
il viandante stellare  che vi aiuterà ad entrare in un profondo stato theta e a ripristinate la connessione con il Cosmo, con l'Universo. Di tanto in tanto è utile ricordarlo: siamo una particella del cosmo, ad esso siamo collegati con migliaia di fili. Il nostro pianeta ne fa parte, e anche noi siamo nati e viviamo nel Cosmo. Proprio per questo è stato scritto questo programma, che contiene alcune frequenze e ritmi che vi aiuteranno a percepire questo legame.

Questa meditazione potrà essere adoperata per una serie di obiettivi reali e mistici. Trovate un posto tranquillo dove nessuno vi disturberà, chiudete gli occhi. Già tra qualche minuto vi sentirete librare in mezzo alle stelle. Siete dei viandanti stellari, il tempo e lo spazio non hanno alcun potere su di voi, state viaggiando nell'Universo, osservando i suoi spazi, e potete attraversarlo da un'estremità all'altra in un secondo.

Entrando in uno stato di profondo rilassamento, per alcuni minuti dimenticate tutto ciò che avete lasciato sulla Terra, tutte le vostre paure.. solo allora sentirete l'arrivo di un momento della purificazione. Tutto ciò che vi disturba se ne andrà, diventando polvere delle stelle.


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RAJNEESH ASHRAM POONA 1978





















Guarda i video storici del periodo, quando migliaia di occidentali da tutto il mondo atrrivavano da Osho nella sua comune dove il grande esperimento ebbe inizio, una testimonianza affascinante

http://ashram-in-poona.bplaced.net/




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Satsang con Moojibaba all' "Ashram dei Beatles"





Lascia che sia.
Satsang con Moojibaba all' "Ashram dei Beatles", Rishikesh, India.

La sensazione 'io sono' è il carro dell'Assoluto".
~ Moojibaba


In questo satsang, Moojibaba ci guida direttamente nello stato di chiara e pura visione e svela la natura della coscienza, la nostra gioia, la pace e l'amore.
Il satsang si svolge nel bellissimo ashram di Maharishi Mahesh Yogi di Rishikesh, India, visitato dai noti Beatles nel 1968. Dato che l'ashram è stato chiuso più di 17 anni fa, la vita naturale della giungla ha ripreso ad abitare, con scimmie, elefanti e persino una famiglia di tigri che si muovono liberamente all'interno. Tuttavia, come spiega Moojibaba, per molti anni gli esseri sono arrivati qui cercando la stessa verità e libertà che stiamo indicando oggi.
Questo satsang è stato originariamente trasmesso in diretta su Sahaja Express ed è un video altamente raccomandato a tutti, inoltre include le incredibili immagini di questo bellissimo ashram.
Registrato il 7 marzo 2017.
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Questo e altri video sono disponibili sul sito Mooji.TV:
Http://bit.ly/moojitv
e
Http://bit.ly/sahaja-express

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venerdì 21 aprile 2017

LO SCHIAVO

Una festa, l’alcol, lo sballo, un terribile incidente, la corsa in ospedale, il coma.
Nella totale immobilità il protagonista, sente e vede tutto, impotenza e odio si impossessano di lui: odio verso chi lo tiene in vita, odio verso la vita stessa.

Quando però arriva a invocare la morte... sente una voce, una specie di Guida, che inizia con lui una conversazione a caccia del senso della vita. Incalzato da questa voce, si rende conto di essere fuggito da tutte le sue responsabilità, di essersi trasformato in uno schiavo e di aver vissuto di risentimenti, infelicità e rancore. Mentre trascorrono i giorni, assaggiando la morte, incomincia ad apprezzare la vita, mentre sperimentando la più cupa disperazione ritrova l’amore.

Durante questo viaggio interiore verso la libertà, avviene l’ultima terribile battaglia: i medici fra 6 ore spegneranno la macchina che lo tiene in vita.

All'improvviso la Guida gli concede un ultimo grande dono.

Con un finale inaspettato e commovente, l’autore conduce il lettore in un intenso viaggio alla conquista dell’essenza della vita che vince la solitudine e che condurrà il protagonista alla conquista più preziosa: la consapevolezza di essere parte di qualcosa di grandioso, di uno splendido disegno in cui la vita si prende cura di tutto ciò che esiste, anche di ognuno di noi...

La vita è un miracolo e una grande occasione.
È come se ogni giorno ti offrissero un tesoro,
e tu non lo prendessi.

Tu hai la chiave della tua prigione.

Lo Schiavo Voto medio su 17 recensioni: Da non perdere
€ 8.9
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domenica 16 aprile 2017

Il Seme della Ribellione - Commenti ai Vangeli Apocrifi di San Tommaso


"Dio è la più grande catastrofe che si possa abbattere su di te: verrai completamente distrutto, non sarai più, verrai scaraventato in un abisso senza fine. All’improvviso vieni dissolto come una nuvola e sorge il sole, la luce è abbagliante e la Verità ti travolge. Sarai turbato: solo più tardi giunge l’alba. Più la notte è oscura, più la sua venuta è vicina. Non scappare: la buia notte prepara il terreno a un mattino radioso. Questo stato di turbamento è il grembo da cui nascerà la beatitudine suprema." Osho

Databile tra la seconda metà del secolo I e la prima metà del II, il Vangelo di San Tommaso registra "le parole segrete dette da Gesù il vivente". A differenza degli altri discepoli, Tommaso non funge semplicemente da scrivano di Gesu’, in quanto Gesù, dopo averlo preso in disparte, gli rivela una conoscenza non condivisa dagli altri (Vangelo di Tommaso, 13). Si tratta di una conoscenza interiore che egli ha messo per iscritto per chiunque abbia orecchie per intendere.

La tradizione gnostica orientale si dilunga molto su Tommaso, che presente come del tutto diverso dal Tommaso dubbioso per antonomasia: qui diventa il prototipo della conoscenza di sé individuale... e questa tradizione si fonda proprio sul Vangelo di Tommaso... associandolo dunque alla tradizione della "conoscenza di sé" che risale alla massima delfica ("conosci te stesso") e a Platone (nell’"Alcibiade primo", attribuito a Platone, Socrate afferma che si arriverà a conoscere se stessi, se si prenderà cura di se stessi).

In questa tradizione affiora dunque un viaggio interiore del tutto diverso dalla fede e dalla dottrina proprie al cristianesimo classico e comune. La lettura di questi testi è proposta e vista come un "prendersi cura di sé" e, visto il particolare contenuto, la lettura solitaria e interiore è in sé una tecnica per conoscere se stessi in quanto, come si narra in un episodio degli Atti di Tommaso (l’"Inno della perla", Atti di Tommaso 108-13), questi detti non fanno che rivelare una conoscenza anteriore del vero Sé, già inscritta dentro di noi, ma dimenticata.

Ecco perché facilmente si arriva a questi testi individualmente, in un momento di sfinimento o di esasperazione: accade infatti che il mondo in cui viviamo, creato dalla mente umana, a un certo punto divenga stretto... qualcosa spinge a cercare una via d’uscita, nella certezza che la vita non puo’ essere tutta qui. Ed è in quei momenti che opere come questa, lungi dal dare consolazione, aiutano a mettere a nudo noi stessi, conducono alla vera radice della nostra identità, fa affiorare alla luce della nostra consapevolezza la nostra realtà di esseri umani... e la voce di un "vivente" contemporaneo, è in grado di portare fino a noi il seme piantato duemila anni fa da Gesù nel cuore dell’uomo, permettendoci di lasciarlo esplodere, fino alla sua piena fioritura.

Ma tutto questo contrasta con lo spirito del mondo, perché chiunque conosca se stesso, non è più vittima di seduzioni, non è più soggetto a plagio e alle manipolazioni che caratterizzano questa nostra realtà sociale, malgrado le migliori intenzioni... e Osho ancora dà e darà fastidio... a chiunque abbia fatto del sonno della propria consapevolezza uno stile di vita. Ma è questo il suo valore e la sua grandezza.

www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__seme_ribellione_2.php - 54k -

TERZO VOLUME...

Ventun discorsi (in tre volumi) sui detti di Gesù tratti dai Vangeli Apocrifi di San Tommaso. Già disponibili anche i precedenti due volumi.

"Le ultime parole di Gesù furono: "Dio, perdonali perché non sanno quello che fanno." Questo fu il miracolo più grande: il corpo sta soffrendo, Gesù sta morendo, eppure è ancora colmo d’amore. Nel momento in cui venne crocefisso, dimostrò di essere il figlio di Dio, perché la sua compassione rimase pura. Non fu possibile distruggere la sua compassione, né distruggere la sua preghiera, non siete riusciti a distruggere il suo cuore." (Osho)

Questo e altri miracoli fanno di Gesù un illuminato. E Osho chiama Gesù "un poeta dell’Assoluto" e proprio per questo è stato frainteso: dagli ebrei prima e dai cristiani poi: entrambi cercarono di tradurre il suo dire e il suo fare in una concretezza che offuscava e annientava la visione di questo incredibile rivoluzionario del mondo interiore. Finora, si può dire, senza timore di sbagliare, che i miracoli veri che accaddero intorno a Gesù non sono stati visti, e ancora oggi non sono compresi. Questo libro è un’occasione per "resuscitare" a vita eterna, attraverso parole che restano ancora oggi "viventi". Un invito rivolto a tutti a percepire quell’illuminazione che essere seguaci impedisce di vedere.

"Ascolta e ricorda queste parole. Lascia che continuino a vibrare nel tuo cuore, perché attraverso queste parole il seme che è in te si scuoterà: Gesù dice: "Io sono la Luce sopra tutti loro, io sono il Tutto, e il Tutto proviene da me e il Tutto in me si completa. Taglia un pezzo di legno e io sono lì, solleva una pietra e lì mi troverai".Gesù è il culmine di ogni aspirazione... pian piano ti puoi avvicinare a lui, ed egli ti può guidare verso l’ignoto. Accadrà così lentamente che non ti accorgerai neppure quando attraverserai quel limite, quando dal mondo conosciuto passerai nell’ignoto, quando il mondo scomparirà, e apparirà Dio.Gesù è un fuoco: una volta che aprirai il tuo cuore, verrai arso totalmente".



Il Seme della Ribellione - Volume Secondo

Commenti ai Vangeli Apocrifi di San Tommaso


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Il Seme della Ribellione - Vol. 2
Commenti ai Vangeli Apocrifi di San Tommaso

sabato 15 aprile 2017

MEDITAZIONE COLLETIVA Stasera, il 14 aprile, dalle 21.30

- Chi di voi si rende conto del momento difficile che vive l’umanità in questi giorni (basta un passo falso...),

- chi crede nella forza dell’intento...

- chi crede che il Bene debba comune prevalere, per tutti noi, per non scivolare nel baratro...


Stasera, il 14 aprile, dalle 21.30 in poi, noi faremo una MEDITAZIONE COLLETTIVA con questo programma gratuito.
Unitevi a noi!





la Pasqua che tutti attendiamo è una festa della rinascita, del Bene, della Vita.
E’ un momento opportuno.



la meditazione da scaricare dal sito sezione download gratuiti

Pace e prosperità al pianeta Terra

Non è un segreto per nessuno che il nostro pianeta non sta vivendo i tempi migliori. Uno stato di crisi si rivela in ogni sfera della nostra vita, il sistema ecologico si sta distruggendo in maniera mai vista prima, e sempre più spesso le TV ci fanno vedere la violenza, le sommosse, le guerre, la fame e la sofferenza.
Perché avviene tutto ciò? Qual è la causa di questo stato di cose?
Albert Einstein disse un giorno che il principale problema della nostra civiltà sta nel divario tra lo sviluppo tecnologico e quello spirituale.
Dopo aver iniziato il cammino tecnologico l'umanità ha smesso di occuparsi del progresso spirituale.
Quei modelli di comportamento che per millenni avevano aiutato l'uomo a sopravvivere, ora gli stanno giocando un brutto scherzo diventando la causa di una crisi globale dell'umanità.
Permettetemi di spiegarlo.
Per migliaia di anni l'uomo si confrontò duramente con la natura affrontando mille pericoli: fame, carestie, belve feroci, guerre contro le altre tribù, malattie, caldo, freddo e molto altro.
Riuscivano a sopravvivere solo coloro che sapevano sottomettere gli altri, ad accumulare le provviste di cibo, ad assicurare a se stessi e alla propria famiglia le provviste necessarie. La cattiveria, la violenza, l'aggressione, l'egoismo erano necessari per ostinare a vivere nelle condizioni avverse.
Così dalla madre Natura venivano selezionati quegli individui che mostravano una maggiore capacità di sopravvivenza e possedevano l'egoismo, la brama, sapevano sfruttare i suoi simili per assicurare il proprio benessere.
Per modificare questo stato di cose migliaia di anni fa nacquero le religioni, come un richiamo al rifiuto dei modelli di comportamento primitivi e il cambiamento dell'uomo stesso.
“Ama il tuo prossimo come te stesso”: è la formula della crescita spirituale che innalzava l'uomo al nuovo gradino.
Negli ultimi secoli l'umanità sta portando avanti il progresso tecnico – scientifico senza assolutamente preoccuparsi del fatto che lo sviluppo tecnico non accompagnato dalla crescita spirituale significa una strada verso il nulla.
L'uomo si rallegrava ingenuamente per ogni nuova invenzione senza capire che la conservazione degli istinti animaleschi, dell'aggressione, dell'egoismo significava mettere tutte le conquiste tecnicoscientifiche contro di lui.
Questa è la ragione della odierna crisi: gli istinti che prima ci aiutavano a sopravvivere, ora ci conducono alla morte. Se prima il lancio di una freccia creava delle conseguenze minime per la Natura, ora il mondo può essere eliminato schiacciando semplicemente un bottone “nucleare”.
Il cerchio si è chiuso.La nostra civiltà distrugge la natura e se stessa perché non ha le profondi basi spirituali e morali che servono per mantenere l'armonia con il mondo, che sappiano innalzare la coscienza dell'uomo al nuovo livello privo di differenza tra gli umani, di modo che tutti possano sentirsi degli abitanti dello stesso pianeta, liberi dai secolari pregiudizi. .... Abbiamo una via d'uscita? Si certo.
“Solo eliminando il male dentro voi stessi diventerete veramente utili anche agli altri. Per mezzo della pratica, poco alla volta, mandate via la cattiveria permettendo al vostro vero Buon Cuore, alla iniziale benevolenze, alla bontà, di creare una calda atmosfera per far crescere la vostra vera vita. Per questo io chiamo la meditazione la pratica della pace, la vera pratica della non violenza, il vero disarmo.” (Sogyal Rinpoche)

Il pensiero è materiale
Se tutti mandassero agli altri gli impulsi di bontà e d'amore, il mondo cambierebbe all'istante. Bisogna cominciare dalla propria persona. Lo vogliamo dai nostri governanti, dai nostri famigliari, dai conoscenti e dagli sconosciuti, ma in realtà, per salvare il mondo, occorre cominciare da se stessi.
Sembra che una persona comune sia inerme e non possa fare nulla per cambiare la situazione nel mondo. Non è così. Il pensiero è materiale, e se noi mandiamo gli auguri di pace e di prosperità a tutti gli esseri viventi del pianeta, il mondo cambierebbe. Basta volerlo fare.

Come usare questo programma?
Non è una comune meditazione. Il suo scopo è l'invio del desiderio della pace, dell'armonia, della prosperità al pianeta e a tutti i suoi esseri viventi. Durante questa meditazione voi DATE la vostra energia al mondo e non chiedete nulla in cambio.
Se lo faranno 100 persone, da qualche parte un bambino sorriderà.
Se lo faranno mille persone, una lite si trasformerà in concordia. Se lo faranno diecimila persone, cesserà un conflitto, una guerra.
Se lo farà un milione di persone, molte vite umane saranno risparmiate. Se una decima parte dell'umanità invierà un augurio di pace al pianeta, la pace trionferà sul pianeta.

Il pensiero è materiale.
IL VOSTRO PENSIERO E' MATERIALE. SE INVIERETE UN AUGURIO DI PACE ALLA TERRA E MANDATELE UNA PARTICELLA DELLA VOSTRA ENERGIA, IL MONDO INIZIERA' A CAMBIARE. VOI POTRETE CAMBIARLO.

mercoledì 12 aprile 2017

IL VIAGGIO DENTRO DI SE

Trovate una posa comoda e mettetevi le cuffie. Inizia il viaggio dentro di voi.
Chiudete gli occhi e concentratevi sulla respirazione. Non badate alla meditazione stessa; per questo lasso di tempo, dovete diventare il vostro respiro. Più sarete concentrati sulla respirazione, più marcato sarà l'effetto della meditazione.
Fermate il dialogo interiore...se non riuscirete a farlo, pensate a qualcosa di piacevole, allontanate tutti i pensieri negativi. Man mano che entrerete nello stato meditativo vi accorgerete quanto sia rallentato il vostro respiro e quanto meno ossigeno vi serva.
State per partire per un viaggio. Dentro di voi. Conoscerete una persona molto interessante: voi.
Il lavoro con la respirazione è una chiave che vi permetterà di scoprire tutte le potenzialità dei programmi meditativi dell'Advanced Mind Institute.
Il programma non deve essere ascoltata dalle persone che soffrono di epilessia, dalle donne in stato di gravidanza e dai ragazzi di età inferiore di 16 anni.


© Lenny Rossolovski 2017. All rights reserved

https://www.youtube.com/watch?v=yEgkwVeSikU




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martedì 11 aprile 2017

GIORDANO BRUNO

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IL TUO MONDO INIZIA DA TE

La nostra civiltà ha smarrito questi insegnamenti. Troppa tecnologia = troppo potere a ciò che è fuori, non dentro di noi, troppo egoismo, troppa arroganza e avidità. E' un crepuscolo, stiamo andando velocemente in un vicolo cieco.
.................


"Guarda il tuo riflesso - ti racconterà di te.
Colui che non cerca apposta il bene, non trova nemmeno il male. Colui che non cerca né trova il male, possiede la pace nel cuore, e dal cuore, lo porta fuori.
Quando non discuti del bene o del male, mantieni in armonia la tua mente. La saggezza non è vincere una battaglia combattendo, ma nell'evitare una guerra dentro se stesso.
Cercando di cambiare il mondo, di riordinarlo, apporti la devastazione e la guerra.
Le tue idee personali sul bene e sul male, sul giusto e sull'ingiusto, sulla verità e sulla menzogna non sono le uniche vere, e non sei il portatore della verità ultima.
Ciò che è un bene per te, può rappresentare un male per un altro.
La voglia di cambiare il mondo si spiega dalle convinzioni personali, dalle paure. Le paure portano la devastazione e la guerra interiore, e quella genera l'odio, l'aggressione, lo scontento...il male cresce.
Non è possibile guarire il mondo e vincere la sofferenza aumentando il male. Non è possibile far cessare la guerra, scatenando le nuove guerre.
La voglia di cambiare il mondo nasce quando si è scontenti de mondo. Le persone scontente non possono trasformare il mondo facendolo diventare armonico.
Il tuo mondo inizia da te.
Guarendo te stesso guarisci il mondo." (Amu Mom)

from Olga Samarina FB

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domenica 9 aprile 2017

LA VERITA'

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Riprendi il tuo potere da ciò che ti ossessiona.

Le cose, le persone e le situazioni a cui diamo molta importanza ci possiedono.

Hanno potere su di noi.

Hanno il potere di ricattarci, ci fanno consumare molta energia nel tentativo di perderle o di ottenerle, diventano delle chimere perché compaiono e scompaiono in continuazione dalla nostra vita, acquisendo sempre più importanza.

E a forza di acquisire importanza, le percepiamo come più grandi e più importanti anche di noi. Ci sembra ad un certo punto quasi impossibile immaginare di poter vivere quella situazione, avere quella cosa, stare con quella persona.
E da quel momento queste cose scivolano sempre di più fuori dalla nostra vita.

E diventano un’ossessione.

Diventano un’ossessione anche le situazioni dolorose che non sopportiamo, si radicano sempre di più.

Tutta l’energia, l’aspettativa e l’importanza che do all’oggetto della mia ossessione, crea un limite quasi fisico tra me e l’oggetto, spingendolo sempre più lontano. È un fatto energetico, è come andare contro una palla di corsa ma ogni volta che mi sto avvicinando, senza volere, do un calcio al pallone e lo mando di nuovo lontano.

È fondamentale riprendere il potere che abbiamo ceduto a quella persona, cosa, situazione.

Togliendo importanza alla cosa:
Non mi importerà più se ce l’ho o meno o se sono costretto a viverla o meno.
La mia felicità non dipenderà più da lei.
Non creerò più ostacoli nel farla arrivare o nel lasciarla andare.

E se anche non dovesse arrivare o finire… chi se ne frega, vedi punto 1.

Comunque non avrà più potere su di me, non mi possiederà più.

Come fare per togliere l’importanza da qualcosa che ci sembra fondamentale per la nostra vita e per la nostra felicità?

Chiediti:

E se non mi importasse niente di stare con lui? O di avere quella macchina, di essere corteggiata, di avere successo, di avere soldi, di avere un lavoro, di fallire? ecc.

Oppure, se non mi importasse più di essere malato? Di essere solo? Di avere questo problema?

Ripeti questa domanda ancora e ancora, fino a sentire che qualcosa si muove, che qualcosa cambia, si ammorbidisce, si sposta un po’.


Nel farlo Inizi a capire che se togli importanza a quella persona, cosa o situazione, non ti succederà niente di terribile, sarai ancora in vita, non solo, non avrà più potere su di te, anzi, sarai tu ad avere potere su di lei potendo scegliere di volerla o meno, di respingerla o meno.

Ripulisci tutti i programmi e le convinzioni che riguardano quella cosa, sia le convinzioni che ti impediscono di averla, sia le convinzioni che ti convincono che la vuoi o che sei costretto a sopportarla.

Tutto, tutto quello che facciamo, vediamo, crediamo, percepiamo, anche le cose che diamo per certe, anche quelle che crediamo essere immutabili e le strutture portanti della realtà, anche quelle sono solo programmi.

Quindi tutto può essere cambiato. Tutto.

GEORGIA BRIATA tratto da iosonoilmiobuddha


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domenica 2 aprile 2017

LASCIA ANDARE



















Check the Wants - Approval, Control, Security, Separation
Does the feeling come from wanting / fear of losing approval?
(Approval includes love, to be loved, to mother, to be mothered, acceptance,
admiration, caring, attention, understanding, nurturance, popularity, stroking.)

• Could you welcome the fear of losing / wanting approval?
• Could you let go of the fear of losing / wanting approval?
• Would you let go of the fear of losing / wanting approval?
• When?

Does the feeling you wish to release come from wanting / fear of losing control?
(Control may feel like wanting to understand, to manipulate, to push, to fix, to force, to
have it your way, to be on top, to win.)

• Could you welcome the fear of losing / wanting control?
• Could you let go of the fear of losing / wanting control?
• Would you let go to the fear of losing / wanting control?
• When?

Does the feeling come from a fear of losing / wanting security?
(Security is about survival, safety, getting vengeance, self-protection, protecting
others, attacking, defending, wanting to kill.)

• Could you welcome the fear of losing / wanting security?
• Could you let go of the fear of losing / wanting security?
• Would you?
• When?

Does the feeling come from fear of losing / wanting separation?
(To be separate from others / love / goodness / God means superiority / inferiority, i.e.
specialness, and thus arrogance, being different, standing out, being alone,
disconnecting, getting away, not fitting in, loneliness, self-pity.)

Ask yourself the same questions as above..



- Dovresti volere la pace, l'imperturbabilità e la libertà, più di quanto vuoi approvazione, controllo e sicurezza.

- Esamina il tuo pensiero e correggilo. Puoi sempre decidere cosa mettere nella tua testa. Decidi di essere imperturbabile e applicare il rilascio, decidi che puoi farlo invece che essere reattivo, automatico, inconscio. La decisione è il più importante strumento della coscienza.

- Vedi tutte le tue emozioni\sentimenti culminare nei tre bisogni (approvazione, controllo, sicurezza).
Vedili e immediatamente rilasciali, essendo acutamente consapevole delle emozioni nel corpo. Fai lo stesso con i tuoi pensieri.

- Fallo di continuo, fanne un'abitudine.

- Se incontri un blocco, stai col blocco, osservalo, lascia andare il voler controllare il blocco.

- Ogni volta che rilasci sarai più felice e leggero, se rilasci continuamente sarai continuamente più felice e leggero. 


Lester 

ESEMPIO

Da dove viene l'emozione che stai provando? dal bisogno di controllo, sicurezza o approvazione? 

Dal bisogno di sicurezza.


Puoi dare il benvenuto al bisogno di sicurezza ?
Puoi lasciare andare il bisogno di sicurezza?
Vuoi lasciare andare l bisogno di sicurezza?
Quando?

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giovedì 30 marzo 2017

NON DIVENTARE RESPONSABILE DELLA FELICITA’ DI UN’ALTRA PERSONA

I rapporti sani iniziano da due persone sane.
Una persona sana conosce i suoi pregi e vede onestamente i suoi difetti, si rende conto delle proprie necessità, sa amare e si assume la responsabilità della propria felicità. E’ qui che sta la differenza: nessuno ti deve nulla, nessuno deve renderti felice.
E’ chiaro che non tutti noi ci troviamo a questo livello della consapevolezza. Ma cercate i propri partner che corrispondano alla vostra maturità ...
Se tu tutto il tempo salvi qualcuno, se sacrifichi qualcosa, vivi per un altro, fermati. Cerca di capirti, analizza i tuoi rapporti precedenti, a partire dall’infanzia e dal rapporto con i genitori.
Ognuno di noi è contento quando qualcuno prova delle emozioni positive nei nostri confronti. Ma guarda cosa succede quando una persona è più matura dell’altra (è chiaro che si attirano coloro che sono degni di incontrarsi in quel preciso momento, ma ci sono degli spunti per una riflessione).

Per esempio, sei una una persona matura, libera dentro, e la presenza o l’assenza di qualcun accanto a te non ti rende fortemente felice o fortemente infelice.
Certo, avere una persona amata accanto è una grande felicità, ma è piuttosto è un’aggiunta alla tua felicità. Se la persona se ne andrà, accetterai la sua scelta e continuerai la tua vita, dopo un periodo di tristezza. La tua vita non si rovinerà.
Se l’altra persona è altrettanto matura, inizierete la vostra relazione con la consapevolezza e la finirete (se succederà) con altrettanta consapevolezza. Ma se l’altra persona non è tanto matura, la situazione cambia...
Prima lei/lui ammira la tua maturità e forma un forte attaccamento nei tuoi confronti. Sembrerebbe non male, fa piacere sentirsi dire “senza di te morirò”, “senza di te non ce la farò”, ma poi inizi a stancarti. Per il tuo partner sei tu il centro della vita, e non lui e il suo cammino nella vita. Se tu decidi di allontanarti e di uscire dalla sua vita, la sua vita crollerà.

Alla persona matura un amore “appiccicoso” un giorno inizia a pesare. Certo, si può salvare o far crescere qualcuno, e spesso succede così.
Ma mentre fai crescere qualcuno, tu stesso stai girando in tondo. Per una serie di motivi le persone hanno un livello di sviluppo diverso, e i loro obiettivi nella vita anch’essi sono diversi. Qualcuno deve giocare nella squadra professionisti, altri rimarranno per sempre dilettanti.
Quando entrambe le personalità non sono molto mature, non è un grosso guaio: succederà un dramma, con addii, rancori, ecc; noi tutti passiamo questa tappa. Ma dopo averla superata, sii attento al cuore dell’altro! Occorre essere sempre attento al cuore dell’altro, ma prima di prendersi una responsabilità della sua felicità, fai chiarezza, per te.
Non prenderti una responsabilità della felicità di una persona infelice. Questo riguarda non solo il tuo partner, ma anche i tuoi genitori, sorelle e fratelli, nonni ecc. Mostra la comprensione e la compassione, aiutali ma non diventare una loro stampella.

“Dai ad un uomo del pesce, e sarà sazio per tutto il giorno. Insegnagli a pescare, e sarà sazio per tutta la vita.”

Un giorno queste storie diventeranno un fardello impossibile per colui che si è segnato il raggiungimento degli altri traguardi sul cammino. Certo che questo non riguarda tutti coloro che vivono in questo mondo. Ma forse quelle persone non leggeranno mai questo post.

https://vk.com/prophecy_inside

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domenica 26 marzo 2017

S. BRIZZI non c'é nulla la fuori


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LA SCELTA

È facile sentirsi in dovere di difendere il proprio punto di vista. Puoi difendere la tua stupidità, puoi difendere il tuo malessere, puoi difendere le tue nevrosi. Puoi continuare a difendere lo stato in cui ti trovi e che ti fa soffrire, puoi difendere la tua sofferenza e la tua infelicità; la gente difende il proprio inferno con grande accanimento, non ne vuole proprio uscire!


OSHO

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IL CORAGGIO DI USCIRE DAL SONNO

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venerdì 24 marzo 2017

mercoledì 22 marzo 2017

NON DIPENDERE DALL'AMATO

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Può qualcosa essere più ridicolo?

"Nel mio stato di unicità e integrità io non sapevo di esistere. E poi un giorno mi fu detto che ero 'nato', che un particolare corpo era 'me', giorno dopo giorno, e cosí ho costruito una pseudo-personalità soltanto perchè avevo accettato l'accusa di essere nato, pur essendo pienamente consapevole che non avevo esperienza di essere nato, che non avevo mai acconsentito a nascere e che il mio corpo era stato posto su di me. Gradualmente, il condizionamento è diventato sempre più forte ed è cresciuto in tale misura che non soltanto ho accettato l'accusa di essere nato come un particolare corpo, ma anche che un giorno futuro sarei ' morto' e la parola stessa 'morte' è divenuta per me una parola terribile, che sta a significare un evento traumatico. Può qualcosa essere più ridicolo?

Nisargadatta Maharaj


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martedì 21 marzo 2017

Nessuno nasce, nessuno muore

Qual è la differenza tra 'CONSAPEVOLEZZA' e 'COSCIENZA',
ammesso che ci sia?"

- chiese il saggio a due suoi interlocutori;


e così poi rispose:

la 'CONSAPEVOLEZZA' è dell'Assoluto e perciò al di là dei tre guna (differenziazioni fenomeniche);
laddove la 'COSCIENZA' è una cosa nutrita e limitata dal corpo-cibo.

Quando il corpo-cibo viene distrutto,
anche la coscienza scompare.





Ma attenzione, nessuno muore:
il corpo, fatto dei cinque elementi,
quando è senza vita si mischia con gli elementi
e la 'COSCIENZA' che è soggetta ai tre guna, ne diventa libera.

La 'CONSAPEVOLEZZA' è lo stato originale primordiale,
prima del concetto spazio-tempo,
senza bisogno di causa, né sostegno.

Semplicemente è.

Comunque, nel momento in cui il concetto della 'COSCIENZA' sorge su questo originale stato di unicità, sorge il senso "Io sono", causando una condizione di dualità.

La 'COSCIENZA' è accompagnata da una forma.

È un riflesso della 'CONSAPEVOLEZZA' contro la superficie della materia. Uno non può pensare alla 'COSCIENZA' come separata dalla 'CONSAPEVOLEZZA';
non ci può essere un riflesso del sole senza sole.

Ma ci può essere la 'CONSAPEVOLEZZA' senza 'COSCIENZA'."

Nisargadatta Maharaj _ *Nessuno nasce, nessuno muore - Insegnamenti*

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domenica 19 marzo 2017

Satsang with Mooji


Live broadcast of Open Satsang from Rishikesh, India.

Welcome to Satsang with Mooji. Satsang offers the opportunity to look within and directly discover our true and timeless Being. Mooji’s guidance and pointings to Truth are a unique opportunity for genuine self-discovery.

To make full use of what is being offered here, we encourage you not to use this space to socialise or offer commentary during satsang, but instead to allow yourself and others to listen whole-heartedly. For Mooji there is no difference, no separation between those in the hall physically or those watching online, and we thank you for honouring and respecting this space.

More information about Mooji can be found on www.mooji.org
Any technical questions can be sent to broadcasts@mooji.tv

For live translations and higher quality broadcast please watch on http://mooji.tv/live-satsang

Open Satsangs in Rishikesh, India
16 February – 19 March 2017
Wednesdays to Sundays at 10am IST

Love,
Mooji Satsang Team




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sabato 18 marzo 2017

L’IMITAZIONE SPIRITUALE E LE FERMATE CONFORTEVOLI

Una breve prefazione: Albert Karaman è un ingegnere informatico russo che un giorno aveva comprato un biglietto aereo per Nepal, e da allora non si è più fermato. Ho tradotto per voi un suo articolo che trono molto importante.
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Quasi tutte le volte, quando comunico con le persone che credono di aver intrapreso un cammino spirituale, vedo sempre le stesse fermate, sedute alle quali loro credono di camminare.
E’ facile fermarsi. Talmente facile che la maggioranza dei “camminatori spirituali” non si è nemmeno mossa, stando comodamente alla fermata di nome “spiritualità moderna”.
Qui c’è di tutto.
Ecco una lunga lista di Maestri e Guru con lunghe file di adepti. Ecco la libreria delle sacre scritture e i testi degli illuminati. Ecco un gruppo di yoghin in pose contorti ed ecco un tappetino libero che ti aspetta ad un prezzo modico.
Ecco chi canta i mantra o volteggia in una danza estatica. E qui, avendo assaggiato un fungo magico, puoi provare delle sensazioni mistiche. Lì accanto c’è una lunga fila di ashram dall’aria di pace. Ovunque ti chiamano offrendo le tecniche di respirazione, gli esercizi energetici, i rituali sciamanici, gli artefatti antichi ed altri attributi spirituali per tutti gusti.
E’ un peccato non fermarsi qui. La scelta è vasta, e c’è la domanda. C’è tanta gente con gli sguardi ardenti.
Molti si fermano qui, guidati dalla logica del consumo dove la spiritualità è esposta sui banchi. Girano, provano, si mostrano dei trofei comprati nel supermercato della spiritualità.
Pensate che io sia contrario a tutto ciò? No. Queste sono le porte, come si fa ad essere contro le porte?
Se sai dove andare passi attraverso le porte camminando verso la tua meta, e se non lo sai, allora si tratta di un cammino turistico lungo gli itinerari pubblicizzati, con commenti “spirituali”. Il turismo spirituale è molto popolare, ora.

Il TURISMO SPIRITUALE.
Alcune tradizioni spirituali paragonano la prima tappa alla vita di un’ape. Vola, assaggia i pollini. Così anche un rIcercatore spirituale conosce vari approcci, filosofie, i portatori delle conoscenze o di stati. ... questa tappa può durare alcuni anni, dopo di che il ricercatore spirituale deve tornare nella sua arnia, digerire il nutrimento e cominciare a produrre il miele.
Il ritorno all’arnia è la trasformazione dell’informazione appresa, l’inizio del cammino.
Ma cosa vedo, invece? Le api insaziabili volano così per tutta la vita senza aver mai iniziato il processo della digestione e senza aver mai prodotto miele. Questo è il turismo spirituale.

OBIETTIVO.
Raramente si può incontrare una pesona che risponde onestamente alla domanda su ciò che sta facendo nella sfera spirituale. Qual’è il suo obiettivo finale? A che serve?
Nei 99,9% dei casi la risposta a questa domanda è la stessa: la gente parla del risveglio spirituale ma intende la felicità, la beatitudine, l’armonia, l’estasi, la potenza, la pace, la riconoscenza, il ruolo di un maestro illuminato e così via.
Onestamente, si tratta di un piacere mascherato, avvolto in un cartina della spiritualità. .. Devi sapere che questo mondo soddisfa tutte le domande senza eccezioni. E’ fatto così. E se questo mondo conta i risvegliati sul palmo di una mano, mentre i ricercatori spirituali sono milioni, la conclusione è ovvia: la gente non vuole il risveglio, vuole qualcos’altro. E quest’altro è mascherato come la spiritualità.

MAESTRI E GURU.
Il miglior maestro, per un moderno ricercatore della spiritualità, è quello morto. Non sto scherzando, è un fatto, se non ti nascondi di fronte alla realtà. Un maestro vivente è una minaccia alle tue convinzioni, teorie, conclusioni e a tutta la tua personalità come te la immagini. Insomma, a tutta la menzogna con la quale ti stai nascondendo dalla vita.
Per questo motivo all’uomo moderno piacciono i maestri del passato. Non minacciano la loro sicurezza e corrispondono in pieno alle loro idee e alle fantasie sulla spiritualità. Si può amarli e citarli, non usciranno dal Nirvana per dare un pugno in faccia alla persona che tu immagini di essere.
Questo è il compito del maestro vivente, al quale puoi fare una domanda importante e al quale puoi avvicinarti, per un giorno scomparire.
La maggioranza di coloro che vengono dai maestri per fare una domanda crede di ricevere una risposta; ma l’obiettivo di un maestro è un altro: lasciarti senza le tue domande, lasciarti nudo e vulnerabile, senza domande e senza risposte, senza idee né concezioni.
Se l’hai capito, ti avvicinerai al maestro sempre di più finché non scoprirai che il maestro e tu non siete diversi. Ma il moderno ricercatore arriva dal maestro per confermare la sua opinione e radicarsi in essa. Se questo non succede, lui va da un altro maestro. La scelta è grande, adesso. Ci sarà anche colui che accarezzerà le proprie idee su se stesso, ampliando le file dei seguaci. E’ diabolicamente strano, “bere i maestri” attraverso le cannucce come i succhi colorati, discutendo poi se ti è piaciuto, e altrettanto strano andare da un maestro all’altro mischiando i succhi, facendone un cocktail.
Mi chiederai: ma ho bisogno di un maestro? Ho una rispiosta precisa: si. Un maestro serve, ma prima devi capire che un vero maestro è la stessa vita, è il tuo primo e ultimo maestro.

SENSAZIONI MISTICHE.
Si crede che le esperienze mistiche siano una parte integrante del cammino spirituale. Spesso diventano un obiettivo primario. In sostanza, è un ostacolo sulla via del risveglio. Il risveglio dello spirito non è una nuova esperienza, né uno stato d coscienza alterata. Il risveglio non coincide mai con quello come lo si immagina.
E’ simile ad un ricordo di se stesso come colui che dorme e sogna, e non un ricordo di colui che sta facendo qualcosa nel sogno; un ricordo di uno che è sempre esistito ed esisterà sempre.
Tutte le esperienze, tutta la mistica sono una parte del sogno, dei suoi strati più sottili, certo, ma fa parte di un sogno. ... sento periodicamente alcuni che mi stanno raccontando delle loro esperienze mistiche credendole molto importanti.
Ma io le vedo come qualcosa non particolarmente importante, e alla gente questo non piace. E vorrei dire (come una doccia fredda): comprati una droga e avrai facilmente un intero mazzo delle sensazioni mistiche. Se il tuo obiettivo è questo, la droga è una via più facile per arrivarci. La maggioranza delle persone, sulla pista da ballo spirituale, non fa che questo, dietro lo scudo delle parole importanti.
Ma se sei onesto con te stesso, vedrai che, passate le sensazioni mistiche, le tue reazioni sono rimaste sempre le stesse; l’indice del tuo avanzamento sono proprio le tue reazioni nella vita di ogni giorno... L’unico lato positivo di queste esperienze sono le idee un po’ più ampie sul mondo....
Se il tuo obiettivo è il risveglio, le esperienze mistiche sono naturali man mano che avanzi, sono semplicemente dei segnali stradali. Sono le pietre miliari, puoi capire dove ti trovi e cosa dovrai fare dopo. Quando guidi un’auto, non crederai mica un segnale stradale lo scopo del tuo viaggio...

PRATICHE SPIRITUALI.
Bisogna dire che con il vasto accesso all’informazione è arrivata anche la superficialità nell’apprenderla. Tutte le pratiche e i metodi sono come una vanga, sono strumenti di lavoro. Servono per scavare un pozzo, per arrivare all’acqua. E quando la troverai, pui anche buttare via la vanga, e bere, bere, per saziarti... invece la gente cambia le vanghe, e scava un po’ di qua e un po’ di là.
A volte chiedo: perché lo fai? E mi rispondono, che quella vanga non andava bene e che l’acqua lì non c’era.
Vedo il paesaggio cosparso di piccole buche.
E so che se avesse insistito, avrebbe già trovato la sua acqua. Non importa dove scavi; l’acqua c’è ovunque, scava e lo vedrai.

LETTERATURA SPIRITUALE E LE CONOSCENZE.
Un buon libro è una freccia, come un link in internet, il suo scopo è indicare e portare l’utente sulla pagina giusta. Lo scopo della letteratura spirituale è indicare la fonte e avvertire sui fattori che possono distrarre.
Mi viene spesso da chiedere: perché rileggi sempre i link, perché li collezioni? Perché leggi i commenti a questi link?
Fai un click: è tutto ciò che serve, vai là dove indica la freccia.
Contrariamente a ciò che si pensa, non credo che serva una grande quantità di sapere, a volte può bastare una conversazione, un paragrafo, per formulare l’essenza di ciò che devi fare. E poi prendi la vanga e scava.

GLI ASHRAM.
Sono stato in una moltitudine di ashram. Ho parlato con molti loro frequentatori. E molte volte ho sentito sempre la stessa storia: “Qui si sta bene, c’è l’aria elevata, le energie alte, non come dove stavo prima”. Alcune di queste persone un giorno mollano tutto e vanno a vivere in un ashram o nei pressi di un ashram.
E sai cosa penso?
Penso che spesso il cammino qui finisce, senza mai esser cominciato. La gran parte dei nostri nodi è stata fatta nella società dove abbiamo passato la vita, e il miglior modo per scioglierli è guardarli in faccia, senza nascondere lo sguardo. Se queste persone me lo avessero chiesto, avrei detto: torna a casa, a lavorare, ottieni ciò che volevi, comunica con gente normale, fai l’amicizia con persone degne. E ‘ sufficiente che i tuoi rapporti non siano distruttivi. Basta che nella tua vita ci sia l’armonia. Un ashram diventerà solo una soluzione di un problema pratico: per esempio, per digerire una tappa del passato.

IL NOSTRO TEMPO.
Il periodo in cui viviamo è un regalo per coloro che sono davvero interessati al risveglio; la società moderna offre tutte le possibilità per far uscire fuori le tendenze distruttive della mente. Questo pesa, ma è anche un vantaggio; la vita “normale” nella nostra società ti fa vedere quello che ti appesantisce aiutandoti di liberartene. I collegamenti stretti, l’intensità della vita. Anche il vettore materialistico della società è una condizione per diventare presto adulti.

ALCUNE PAROLE IN CONCLUSIONE.
Tutto ciò che ho detto non è una critica. In sostanza, tutto si trova al suo posto, e anche l’autore spesso aveva camminato su molti di questi rastrelli. Ma a volte una lettura simile potrà diventare una spinta per rivedere qualcosa... In sostanza, ho parlato di come smettere di imitare la spiritualità cadendo nelle ovvie trappole. E se hai capito che questo si riferisce anche a te, correggi il tuo cammino e vai per la tua strada.

Di Albert Karaman

http://alter-world.net

Olga Samarina FB


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lunedì 13 marzo 2017

La missione dell’anima e i rimpianti

Vorrei averlo fatto. I cinque rimpianti più grandi è un best seller tradotto in 27 lingue, scritto da Bronnie Ware, un’infermiera australiana che per molti anni ha lavorato in un reparto cure palliative per anziani e malati terminali. Qui ha annotato i pensieri di uomini e donne nelle loro ultime settimane di vita.

Nessuno rimpiange di non aver soddisfatto abbastanza le proprie pulsioni sessuali o alimentari, niente rimpianti per lusso, gioielli, macchine o costosi viaggi esotici. Tutto questo nelle ultime settimane non occupa più alcun posto nella loro mente. Nessuno dice: “Avrei voluto visitare quel posto lontano” o “avrei voluto incontrare più amanti”.


“Vorrei avere avuto il coraggio di vivere una vita più vera, non quella che gli altri si aspettavano da me” è il pensiero che Bronnie Ware dice essere quello più comune fra le persone che se ne stanno andando.

“Vorrei aver lavorato di meno”. Questo invece è il pensiero espresso da ogni singolo paziente uomo curato dall’infermiera australiana, indipendentemente dalla sua posizione sociale!
Lo trovo sconvolgente.
Si tratta di persone a cui è mancato vivere la giovinezza dei propri figli e la presenza più sostanziosa dei propri amati, a causa dell’eccessivo lavoro. È il desiderio espresso anche da alcune donne, ma in misura minore, perché la maggior parte di loro apparteneva ancora a una generazione che spesso ha lavorato solo in casa, non in ufficio.

“La maggior parte delle persone non ha capito, se non a pochi giorni dalla fine, che la felicità è una scelta” dice la Ware, notando che la maggior parte di queste persone non ha vissuto una vita diversa solo perché è sempre stata convinta di “non poter fare altrimenti”, di “non avere scelta”, di “deludere le aspettative degli altri e quindi non essere più amata”.

E voi quali rimpianti avrete sul letto di morte? Forse sarete finalmente in grado di capire cosa aveva davvero importanza, oggi, nel 2017. Forse mi ringrazierete per aver scritto, oggi, questo post. O forse già domani non ve ne ricorderete più. Forse il valore dello stipendio mensile, dell’automobile e del cellulare verranno ridimensionati. Forse vi pentirete di aver svolto per anni un certo lavoro, magari in una città o in una nazione che non vi piaceva, solo perché “lo stipendio era buono”. Forse vi sentirete a disagio per aver provato tutti quei dubbi, quelle paure, quelle ansie, quei tentennamenti... Forse capirete che non valeva la pena litigare, arrabbiarsi, starci male per mesi, non vedere più quella persona, non perdonare solo per orgoglio...

Osservate con attenzione quello che state facendo nella vostra vita, sia sul piano lavorativo che sentimentale, nei rapporti con i colleghi, con gli amici, con i figli, con gli sconosciuti... e chiedetevi di cosa vi pentirete quando sarete sul letto di morte. Cosa rimpiangerete di non aver fatto e cosa rimpiangerete di aver fatto? È un esercizio molto molto interessante.

La ricerca personale condotta da Bronnie Ware ha fatto emergere che il maggior rimpianto di queste persone prima di andarsene è quello di essere rimaste condizionate per anni da stupide paure, dal terrore di quello che avrebbero detto gli amici, i vicini, i parenti o lo stesso partner... se avessero osato di più nell’esprimere la propria anima. Persone che erano vissute con un compagno che non amavano davvero, solo per paura di cosa avrebbe causato fra i parenti la notizia della separazione; che rimpiangevano di non aver fatto mai quella dichiarazione d’amore quando erano giovani; che rimpiangevano di non aver mai azzardato mettersi in proprio per paura di perdere la sicurezza dello stipendio; che rimpiangevano di aver dedicato troppo tempo al lavoro perdendosi tutto il resto (i figli in primo luogo).

In pratica, prima di morire, tutto assume una prospettiva diversa, tutto ciò che consideravamo importante o addirittura indispensabile per la nostra felicità, viene automaticamente ridimensionato. Il fatto di non aver più paura di rimanere senza lavoro e senza soldi o di non dover più difendere una reputazione agli occhi di parenti e amici, cambia la gerarchia dei nostri valori.
Interessante.

Quanto condiziona le vostre azioni la paura di avere qualcosa da perdere? Ma cosa avete davvero da perdere? State rinunciando a un nuovo amore, a una nuova avventura lavorativa, a inseguire un vostro sogno artistico... perché credete di avere ancora qualcosa da perdere, ossia perché avete paura di restare senza soldi, senza famiglia, senza amici, senza reputazione. Avete paura che gli altri parlino male di voi. Bene, sappiate che sul letto di morte ve ne pentirete!

La paura che la vostra reputazione – che rappresenta la debolezza del vostro ego – possa venire intaccata, vi costringe a una miseria dello spirito.

Adesso immaginate che siano trascorsi 150 anni da oggi. Non avete più denaro, un titolo di studio, un partner, dei figli, una casa, un’automobile... nulla, nemmeno un corpo. Avete perso tutto. Era inevitabile. E lo sapete bene fin da ora che andrà a finire così. Tutto ciò che adesso, dopo 150 anni, vi rimane, è la gioia per aver vissuto una vita piena, di aver amato tanto, di aver lottato con il Cuore ed esservi sentiti eroi, di aver aiutato un sacco di persone ad essere più felici, di aver contribuito, seppur nel vostro piccolo, a un mondo migliore.

Vi dico tutto questo perché negli anni a venire sempre di più serviranno eroi, monaci-guerrieri e guerriere, persone che lavorano alle dipendenze dell’amore.
Non si cambia il mondo chiedendo il permesso.
Si tratterà di “mantenere la posizione”, pur se circondati dal caos. Ma il Fuoco del Cuore che rende indomiti, non lo si può generare perché si è stati convinti da qualcuno. Lo sentite sgorgare spontaneamente al primo Appello.


Voglio chiudere con le parole di Victoria Ignis (tratte da Il libro di Draco Daatson – Il Regno del Fuoco):
Non strisciare nella filosofia della sopravvivenza. Rivolgi la tua opera a migliorare l’umanità. Poniti grandi obiettivi, più grandi di te, affinché nel tentativo di raggiungerli tu sia costretto a elevarti.
Il giorno del tuo ultimo respiro valuterai il successo della tua vita in base a quanto hai dato e non in base a quanto hai ricevuto. Sarai ricordato da coloro cui hai donato, non da coloro cui hai preso. Questo pensiero riscalderà la tua ultima ora. Io sto dando in maniera assoluta, e più do più posseggo. Ciò significa che quando avrò dato tutta me stessa possiederò il mondo.
su Macro http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-libro-di-draco-daatson-il-regno-del-fuoco-libro.php?pn=2812



Salvatore Brizzi
(professione: domatore di fiumi)


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mercoledì 1 marzo 2017

Se sei infelice ...

Se sei infelice, vuol dire solo che hai imparato qualche trucco per essere infelice, nient’altro! L’infelicità dipende dalla struttura della tua mente. Ci sono persone che sono infelici in qualunque situazione; hanno un certo programma nella mente che trasforma tutto in infelicità. Se parli loro della bellezza della rosa, subito si mettono a contare le spine. Se dici: “Che bella mattinata, che bel sole!”, diranno: “È solo un giorno, presto arriverà la notte, perché fare tanto chiasso?”.

La stessa cosa può essere vista da una prospettiva positiva; allora vedrai che la notte è circondata da due giorni. Allora lo sbocciare di una rosa è un miracolo – un fiore così delicato appare tra le spine.

Tutto dipende da che struttura ti porti dietro nella testa. Milioni di persone trasportano delle croci: naturalmente è un fardello; la loro vita è pesante. Ma la loro struttura è tale che si focalizza subito sul negativo, ingrandendolo. È un approccio malato, patologico, alla vita. Ma loro continuano a pensare: “Cosa possiamo farci noi? Così è il mondo!”.

No, il mondo non è così! Il mondo è del tutto neutro: ha spine e ha rose, ha le notti e ha i giorni. Il mondo è del tutto neutro, equilibrato: ha tutto. Dipende da che cosa scegli tu. È così che la gente crea l’inferno e il paradiso sulla stessa terra. (Osho)


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Smetti di soddisfare le aspettative degli altri

Smetti di soddisfare le aspettative degli altri, perché in questo modo puoi solo arrivare al suicidio. Non sei qui per soddisfare le aspettative di nessuno e nessuno è qui per soddisfare le tue. Non diventare mai vittima delle aspettative degli altri e non rendere nessuno vittima delle tue.

Questo è ciò che chiamo individualità. Rispetta la tua individualità e quella degli altri. Non interferire mai nella vita di qualcuno e non permettere a nessuno di interferire nella tua. Solo così potrai un giorno crescere e diventare spirituale.

Il novantanove per cento delle persone si suicida, la loro vita è un lento suicidio. Soddisfare queste aspettative, quelle aspettative… un giorno quelle del padre, un giorno della madre, un giorno della moglie, del marito, e poi dei bambini – anche loro si aspettano qualcosa. Poi c’è la società, i preti e i politici. Intorno a te, tutti si aspettano qualcosa. E tu, poverino, sei lì, un semplice essere umano – mentre il mondo intorno a te si aspetta questo o quello. E tu non puoi soddisfare queste aspettative, perché sono contraddittorie.

Sei diventato matto cercando di soddisfare le aspettative di tutti. E non ci sei riuscito. Nessuno è contento. Sei perso, esaurito, e nessuno è contento. Chi non è contento con se stesso non può essere contento di te. Qualunque cosa tu faccia, troveranno il modo di essere scontenti di te, perché non sono capaci di essere contenti.

La felicità è un’arte che va imparata. Non ha nulla a che vedere con ciò che fai o non fai. Invece di cercare di soddisfare gli altri, impara l’arte della felicità. (Osho)
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sabato 25 febbraio 2017

L’estasi è la nostra natura essenziale


L’estasi è la nostra natura essenziale.Per essere estatici non è necessario alcuno sforzo; per essere infelici è richiesto uno sforzo straordinario. Ecco perché sembrate così stanchi: l’infelicità richiede davvero sforzi enormi! Mantenerla è davvero complesso, perché si sta facendo qualcosa contro natura: stai andando contro corrente, questo è l’infelicità. E cos’è la beatitudine? Accompagnarsi al fiume, al tal punto da perdere qualsiasi differenziazione con il fiume: tu sei il fiume.
Come potrebbe essere difficile? Seguire il fiume non richiede di nuotare, scorri semplicemente con il fiume e il fiume ti porta all’oceano: sta già andando verso l’oceano.
La vita è un fiume, non spingerla e non sarai infelice.


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venerdì 24 febbraio 2017

UN MILLESIMO DI MILLESIMO DI SECONDO

La vita che stai vivendo é meno di un millesimo di millesimo di secondo della tua intera esistenza

Antar Raja

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BLADE RUNNER LOVE SCENE

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giovedì 23 febbraio 2017

IL TEMPO DELLA RIUNIONE




















Siete programmati da Dio Al di la' del desiderio del piacere
e la volontà di evitare il dolore
Sfortunatamente Piacere e Dolore viaggiano insieme
il perseguimento del piacere sancito dalla costituzione degli Stati Uniti
porta inesorabilmente al dolore,tutti ne hanno fatto esperienza
il solo modo di uscirne fuori è dentro
Questo è il perchè sei un ricercatore,
In verità tutti vogliono sentirsi bene


Il tuo viaggio alla scoperta di sé è una ricerca della verità, di beatitudine,
amore e di libertà dalla sofferenza.
Tutte le persone non illuminate soffrono il senso di Separazione
mentre le persone illuminate godono del senso di Unita'
Il viaggio è dalla Separazione All'Unità e questo viaggio ha un inizio e una fine
nel mezzo ci sono circa un centinaio di Reincarnazioni
Quando il tempo della Riunione si avvicina
ti ritroverai a vivere la buia notte dell'anima
ma non disperare è sempre più buio prima dell'alba.

Maitreya Ishwara
Traduzione Antar Raja

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mercoledì 22 febbraio 2017

GLI ERRORI CHE NON VANNO CORRETTI

I ricordi dei nostri errori, grandi o piccoli, bruciano l'anima e spesso ci impediscono di andare avanti (e i sensi di colpa conducono dritti agli eccessi alimentari).

Ecco una storia che spiega perché molti errori nn vanno corretti.


"Qualche anno fa sono capitato in una particolare galleria d'arte che vendeva dei tappeti fatti dagli indiani NAVAJO. Il proprietario della galleria era di quelle persone che sanno dare una risposta esauriente anche ad una domanda molto superficiale.

Mi ha colpito una delle sue risposte. Avevo notato che in molti tappeti erano visibili dei piccoli errori. Come mai non li avevano corretti? Si vedeva un disegno imperfetto, o un disegno diverso. Ho saputo che esistono molte spiegazioni, una delle più note è che i navajo lo fanno apposta, per ricordarci dell'imperfezione della natura umana. Ma il gallerista preferiva un'altra spiegazione: i navajo non vogliono tornare indietro e correggere gli errori. Perché vedono gli errori come un MOMENTO del tempo. E se non siamo in grado di cambiare il tempo, perché dobbiamo cercare di correggere un errore compiuto? L'errore è già INTRECCIATO NEL TESSUTO DEL TEMPO.
E' utile ricordarlo quando ti giri per guardare indietro. E' impossibile cancellare un passo sbagliato, è una parte del cammino. E se sei riuscito a salite in cima, non devi considerare la salita, con tutti i tuoi errori, sbagliata.

Così è anche un tappeto. Se è finito, vuol dire che è riuscito. E, la cosa più importante, un tappeto con alcuni passi sbagliati, è un tappeto vero, autentico."

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Olga Samarina‎ a LA RADIONICA ESOTERICO-SCIENTIFICA RUSSA

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martedì 21 febbraio 2017

lunedì 13 febbraio 2017

Io sono Ubik - Una realtà simulata parte 2

Io sono Ubik e ti comunico tre fatti importanti:

1) Nonostante i tuoi sforzi e le tue conoscenze, sei ancora totalmente prigioniero dello psicopenitenziario.

2) I tuoi carcerieri sono esseri reali, conoscono bene i principi della spiritualità e ti tengono prigioniero utilizzando l’ultima arma a loro disposizione: dal momento che oramai ti sei accorto di vivere in un’illusione, loro ti propongono un percorso il cui fine ultimo è la fuga dall’illusione. Il punto è che se la realtà è illusoria, allora le porte che tu speri di utilizzare per uscire dalla realtà... sono anch’esse illusorie. I tuoi carcerieri ti mettono davanti al naso delle porte che indicano l’uscita, con il solo scopo di tenerti sempre all’interno della cella da cui vuoi uscire. Fino a quando tenterai di uscire... ribadirai inconsciamente di essere prigioniero, perché guarderai sempre la cella dal punto di vista di qualcuno che ne sta all’interno.

3) Se tutto ciò che vedi, senti e pensi è illusorio, allora anche la tua prigionia non può che essere illusoria. E questo assunto è conosciuto come “paradosso di Ubik”.

Ainwen chiuse di scatto il libro e si rivolse all’amico che le sedeva accanto: «Hai capito, Ennòn? Siamo prigionieri di uno psicopenitenziario! Quello che abbiamo intorno è finto, è come un gioco… o una prigione, forse dipende da come ciascuno lo vive...».

Il ragazzo la osservava tra l’incredulo e l’incuriosito:

«Ainwen, io non giungerei a conclusioni così affrettate. Chi è questo Ubik? Dove hai trovato quel libro? Non si capisce nemmeno se Ubik è il nome del titolo o dell’autore. In ogni caso abbassa il tono della voce, siamo in una biblioteca» disse lui guardandosi intorno imbarazzato.

Lei continuò con un tono più basso, ma sempre emotivamente infiammata: «Ti ho appena letto il messaggio completo: a un certo punto dice che Ubik non può essere descritto. Nessuno sa cos’è. Ma una cosa è certa, lui afferma che noi siamo dentro una specie di videogioco. Io mi sono anche informata – e tirò fuori da una cartellina bianca, su cui aveva scritto con un pennarello rosso “Ubik”, un foglio a quadretti pieno di formule e appunti vari – e ho capito che è molto probabile che noi tutti viviamo all’interno di una realtà virtuale. Conosci il filosofo Nick Bostrom?»

«No, Ainwen, non lo conosco» rispose lui con tono rassegnato.

«Non importa. È un filosofo dell’Università di Oxford. In generale non sono d’accordo con le sue teorie, ma riguardo la realtà virtuale lui, osservando l’avanzamento sempre più rapido dell’informatica, afferma che se è possibile che un giorno, senza porci limiti di tempo, una civiltà tecnologicamente avanzata giunga a simulare un universo totalmente virtuale, allora diviene estremamente probabile che già la nostra realtà possa essere una simulazione creata a tavolino da una civiltà molto avanzata».

Ennòn la ascoltava stupito, ma sempre più incuriosito, passandosi in continuazione la mano fra i capelli biondi. La ragazza – altrettanto bionda – avanzava come un treno in corsa:

«In pratica la possibilità che non sia così è una su qualche miliardo. Capisci? Chiunque penserebbe l'opposto: c’è una possibilità su qualche miliardo che sia vero. Invece pare sia più realistico il contrario: l’ipotesi che il nostro universo sia una simulazione sarebbe difficile da smentire, non da dimostrare».




Ennòn teneva gli occhi sgranati. Oramai aveva dimenticato l’ambiente circostante, rapito dalle argomentazioni di Ainwen:

«Ti leggo dai miei appunti. Ascoltami bene, perché qui è la chiave di tutto. Bostrom afferma che almeno una delle seguenti affermazioni è probabilmente vera:

1) Nessuna civiltà raggiungerà mai un livello di maturità tecnologica tale da creare realtà simulate paragonabili alla nostra realtà.

2) Nessuna civiltà che abbia raggiunto uno status tecnologico sufficientemente avanzato produrrà mai una realtà simulata pur potendolo fare, per una qualsiasi ragione, come l'uso di quella potenza di calcolo per compiti diversi dalla simulazione virtuale, oppure per considerazioni di ordine etico, ritenendo ad esempio immorale l'utilizzo di soggetti tenuti “prigionieri” all'interno di realtà simulate, ecc.

3) Tutti i soggetti con il nostro genere di esperienze stanno vivendo all'interno di una simulazione in atto.




In questo modo Bostrom giunge al seguente teorema: “Se si pensa che gli argomenti (1) e (2) siano entrambi probabilisticamente falsi, si dovrebbe allora accettare come altamente probabile l'argomento (3).” In pratica ci sta dicendo che, se è probabilmente falso che nessuna civiltà giungerà mai a creare una realtà totalmente simulata, e se è probabilmente falso che pur potendolo fare, non lo farà mai per questioni etiche, allora diventa automaticamente molto probabile che qualcuno abbia già raggiunto quel livello (perché, per quanto ne sappiamo, potrebbe aver avuto un tempo infinito per riuscirci) e che poi non si sia fatto problemi etici a mettere in atto tale tecnologia. Per cui, caro il mio Ennòn, diventa altamente difficile da dimostrare che noi non ci siamo già immersi dentro».


«Beh... non so... avrei bisogno di tempo per ragionarci su. Magari dovrei leggere qualcosa per approfondire».

«Ok. Fai come vuoi – tagliò corto Ainwen, – ma io adesso la vedo così: se pensiamo a un gruppo di scienziati extraterrestri che tengono tutto il nostro universo dentro una sfera di vetro, sopra un tavolo del loro laboratorio... magari la cosa fa un po’ ridere. Ma io ho già letto altre parti del libro e ho cominciato a pensarla diversamente: ci sono degli esseri che vivono su altri piani della realtà, che per noi sono invisibili, esseri che non sono fatti di carne e ossa come noi e non lavorano dentro laboratori. Questi esseri hanno comunque progettato un pianeta (che per loro è solo una piattaforma vibratoria su cui implementare la realtà simulata) nel quale le coscienze umane vengono intrappolate come all’interno di un sogno da cui non ci si sveglia mai, nemmeno dopo morti, perché si sente sempre l’irrefrenabile bisogno di ritornare nella psicoprigione, come se si lasciasse qualcosa in sospeso ogni volta, qualcosa che ci lega a un eterno ritorno».

«Beh... ma guarda che ci sono delle religioni che dicono praticamente la stessa cosa. Certo... raccontata in questo modo perde un po’ la connotazione fantascientifica, ma rimane pur sempre una teoria assurda. Pone più domande di quelle a cui risponde. Per esempio, chi sarebbero questi esseri e quali scopi avrebbero?» Incalzava Ennòn.
«Ti ripeto che non è assurda. Che tutto quello che stiamo vivendo possa essere finto... è invece altamente probabile. E, come dici tu, questo spiegherebbe anche le religioni e le filosofie esoteriche. Più avanti il libro accenna ai demoni canes: esseri che vivono nella simulazione, ma in realtà hanno scopi di controllo, come i secondini (le guardie carcerarie). Alcuni ne sono consapevoli, ma altri no; questi ultimi lavorano per i creatori della psicoprigione ma non lo sanno, come secondini che vivono anch’essi nelle celle con i carcerati, diventano loro amici, ma in realtà con i loro atteggiamenti e le loro idee impediscono ai carcerati di fuggire. ...»

Ainwen venne bruscamente interrotta dalla voce del bibliotecario, il quale nel frattempo si era silenziosamente portato alle loro spalle: «I signori sono pregati di abbassare il tono della voce, oppure seguirmi all’uscita».

I due ragazzi chiesero scusa, il bibliotecario fece un mezzo sorriso, che sembrava quasi una smorfia di dolore, e si allontanò. Poi Ainwen sussurrò a Ennòn: «Più avanti nel libro c’è anche scritto che la sofferenza non è reale. Capisci? Le mie crisi depressive... la mia voglia di uccidermi... la mia rabbia... non sono reali. Se è così, io lo scoprirò. Scoprirò il modo per venirne fuori». Poi lo fissò, con estrema serietà, per qualche secondo, si alzò dalla sedia e cominciò a raccogliere le sue cose.

Lui era esterrefatto. Sì... non c’era dubbio... ciò che gli stava accadendo quella mattina, non poteva essere reale!


... continua.

Salvatore Brizzi

(professione: domatore di fiumi)


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venerdì 10 febbraio 2017

Perché vivere alla fine è questo: è tornare a casa

















Ho interrogato i mari e mi hanno risposto:
“Basta che tu fluisca con la vita…”
Ho domandato ai fiori e mi hanno sorriso:
“Fa come noi, sii felice unicamente perché sei ! ”
Ho minacciato il tempo e mi ha spiegato:
“Lasciami passare.”
Ho chiesto alla notte stellata e mi ha consigliato:
“Guarda quante infinite possibilità…”
Poi al grande Abete ho rubato un abbraccio…
e quando ho chiesto al vento di essere cullato,
lui si è fatto madre e padre,
e una carezza si è infilata tra i miei capelli.


Ho dormito sul nudo fogliame e ho sentito i miei piedi dialogare con la terra,
parole di sollievo e guarigione…e quanto ancora ho da imparare…
Ho indagato libri nelle pietre, letto poesie nel volteggio degli uccelli e tra i ricami di cielo ho percepito che c’è solo amore dappertutto, a volte in incognito dietro al dolore più estenuante.
Nessuna colpa, nessun tradimento, nessun abbandono, ma solo prove che la nostra Anima sceglie per realizzarsi, e sentire il gusto di riabbracciare se stessi in seno all'eterno.

Perché vivere alla fine è questo: è tornare a casa,
allenandosi a ritrovare, percorrere, diventare,
la via semplice del cuore.

Andrea Diletti


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venerdì 3 febbraio 2017

NON SARA' PER SEMPRE




















Ogni cosa nella vita é temporaneo, Quindi se le cose vanno bene sii felice

perchè non sara' cosi' per sempre ...

Se invece le cose vanno male, non preoccuparti, non sara' cosi' per sempre



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