mercoledì 23 agosto 2017

CHI SEI?

Chi sei senza i nomi, senza il prestigio sociale?
Chi sei senza i desideri che ti comandano?
Chi sei senza le maschere e i ruoli che sei costretto ad interpretare?
Chi sei quando intorno non c’è nulla?
Chi sei quando intorno c’è il vuoto?


Chi sei quando resti a tu per tu con il cielo, quando tutti i desideri rimangono superati, tutti i ruoli interpretati e le maschere sono gettate via?

Chi sei quando la Luce ti tocca?
Chi sei quando l’Amore ti abbraccia?
Ricordi la tua Verità?
Conosci Te stesso?
Vivi con l’Anima?

Advanced Mind Institute Italia

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domenica 20 agosto 2017

venerdì 18 agosto 2017

L'OSSERVATORE SULLA COLLINA

“L’attenzione tra le sopracciglia…”. La fisiologia moderna, la ricerca scientifica, afferma che, tra le due sopracciglia, si trova una ghiandola, e che questa è la parte più misteriosa di tutto il corpo: è detta ghiandola pineale, ed è il terzo occhio dei tibetani: shivanetra, l’occhio di Shiva, nel Tantra. Tra i due occhi c’è un terzo occhio, che esiste ma non è
attivo. E’ lì: può funzionare in qualsiasi momento, ma non funziona spontaneamente, per aprirlo si deve fare qualcosa. Non è cieco, è semplicemente chiuso. Questa tecnica serve ad aprirlo.


“L’attenzione tra le sopracciglia…”. Chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio
nel mezzo delle sopracciglia, focalizzati esattamente nel mezzo degli occhi chiusi, come
se guardassi esattamente nel mezzo, con entrambi. Dagli totale attenzione. Questo è uno
dei metodi più semplici per essere attenti. Non puoi prestare attenzione a nessun’altra
parte del corpo così facilmente: questa ghiandola assorbe l’attenzione con estrema facilità.
Se le dai tutta la tua attenzione, gli occhi verranno ipnotizzati dal terzo occhio. Si fissano,
non si possono muovere. Se cerchi di essere attento a qualsiasi altra parte del corpo, è
difficile. 

Questo terzo occhio è un magnete naturale, attiva l’attenzione, la forza. Ecco
perché in tutto il mondo questo è uno dei metodi più usati. E’ il più semplice per addestrare
l’attenzione: non sei solo tu che cerchi di essere attento, la ghiandola stessa ti aiuta, è
magnetica, la tua attenzione viene spinta con forza verso di essa: viene assorbita. Nelle
antiche scritture tantriche si dice che l’attenzione è cibo per il terzo occhio. E’ affamato, è
stato affamato per vite e vite. Se gli presti attenzione, prende vita. Diventa vivo! Gli viene
dato nutrimento. 

E quando sai che l’attenzione è cibo, quando senti che la tua attenzione
viene attirata magneticamente, è attratta, trascinata dalla ghiandola stessa, l’attenzione
non sarà più una cosa difficile. Occorre solo conoscere il punto giusto; per trovarlo, devi
lasciare che gli occhi chiusi si muovano esattamente nel mezzo, tra le due sopracciglia,
finché non percepisci quel punto magnetico: allora, immediatamente gli occhi si
fisseranno; quando sarà difficile muoverli, saprai di aver colto il punto giusto. “L’attenzione
tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero…”. L’attenzione che ne seguirà
ti farà sperimentare per la prima volta uno strano fenomeno: percepirai i pensieri correre di
fronte a te; diventerai un testimone. Sarà come essere di fronte a uno schermo
cinematografico: i pensieri scorrono e tu sei un testimone. 

Quando la tua attenzione è focalizzata nel centro del terzo occhio, diventi immediatamente il testimone dei tuoi pensieri. Generalmente non è così: ti identifichi sempre con i tuoi pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero ti tocca, non sei testimone: diventate tutt’uno, ti identifichi
con il pensiero, e ti muovi con esso. Diventi il pensiero, ne assumi la forma. Quando c’è
sesso, diventi sesso; quando c’è rabbia, diventi rabbia; quando c’è avidità, diventi avidità.
Ti identifichi sempre con ogni pensiero che ti tocca. Non mantieni mai alcuna distanza tra
te e il pensiero. Ma focalizzati sul terzo occhio, e all’improvviso diventerai un testimone.
Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri correre come nuvole nel cielo o come
persone che si muovono per la strada. Sei seduto alla finestra e guardi il cielo o le persone
per la strada: non ti identifichi.

Sei in disparte, un osservatore sulla collina – diverso. Ora,
se c’è rabbia, puoi vederla come un oggetto. Ora non senti più che tu sei arrabbiato. Senti
di essere circondato dalla rabbia – una nube di rabbia è sorta intorno a te – ma tu non sei
la rabbia, e se non lo sei, la rabbia diventa impotente. Non può influenzarti; non ne vieni
intaccato. La rabbia verrà e se ne andrà, e tu rimarrai centrato in te stesso. Questa quinta
tecnica serve a trovare il testimone.

OSHO



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IL TEMPO GOVERNA IL MONDO

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mercoledì 16 agosto 2017

PERDONA

"Libera il tuo cuore dall'odio: perdona tutti coloro che ti hanno offeso.
Libera il tuo cuore dall'ansia: la maggioranza di questi pensieri è inutile.
Conduci una vita semplice e apprezza quello che hai.
Condividi di più.
Spera di meno in una ricompensa."


La meditazione del perdono
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La tua persona arriverà dal silenzio...

"Non è semplice riconoscere una persona a te destinata. Non rappresenta nessun pericolo e la tua paura non potrà avvisarti. Non farà resistenza a te, e il tuo orgoglio non vorrà vincerla. Non avrà nessun angolo acuto che potrebbero ferirti facilmente. Non avrà nessun mistero e la tua curiosità non ne sarà attratta.

Al contrario, la tua persona sarà aperta e flessibile, come l'aria di mattina che profuma di rugiada...l'aria che è ovunque. Te ne accorgi dell'aria? No! Te ne accorgi solo quando ti manca...


Non ti lamentare se non trovi la tua metà, perché è ovunque. E' intorno a te. E si troverà da sola.
- "Ma come?"
- "Nel silenzio, cerca la corda principale del tuo cuore. Ecco cosa devi fare. Toccala, delicatamente. E ascolta. Quale corda risponderà?
La tua persona arriverà dal silenzio..."

(Igor Nemoff)
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martedì 15 agosto 2017

IO TI AMO...

IO TI AMO E TI ACCETTO COMPLETAMENTE E PROFONDAMENTE mi dispiace se non ti ho amato prima di adesso ti prego perdonami grazie ti amo  

Puoi rivolgere  questa frase a tutte le emozioni che hai represso dentro di te che ancora non hai accettato completamente puoi rivolgere è questa frase alle persone con cui sei in conflitto puoi rivolgere questa frase a te stesso alle parti di te alle parti oscure, non ci sono limiti, tutto cio' che é amato é trasformato e purificato

Ivanov Antar Raja



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domenica 13 agosto 2017

giovedì 10 agosto 2017

QUANDO QUALCUNO ...

Quando qualcuno ti insulta e umilia,
Quando qualcuno ti dispensa dei consigli non richiesti,
Quando qualcuno ti crede colpevole del suo dolore,
Quando "loro" non ti sentono parlando solo di se stessi,
Ti ignorano, giudicano o deridono i tuoi sentimenti -


Fermati. Fai un respiro.

Sappi che è il loro dolore, non tuo.

Sappi che stanno sognando, finché non saranno risvegliati
Sappi che conoscono non te, ma le loro illusioni.

Probabilmente, per loro è difficile amare se stessi.
Probabilmente, cercano fuori la conferma del loro valore.
Probabilmente, sono separati dai loro corpi, dal loro respiro, dalla loro vocazione.
Probabilmente, stanno vivendo un mondo duale del bene e del male, del giusto e del sbagliato.
Probabilmente, si sono dimenticati della semplice gioia di esistere.

Probabilmente, lo capisci.
Probabilmente, tu ci sei stato, dove sono adesso.

Non cercare di cambiarli. Non possono cambiare.
Non cercare di correggerli. Non te lo stanno chiedendo.
Più premi, più sarai respinto da loro.
Non lasciarti intrappolare nella rete dei loro dolori.
Sii sereno e compassionevole, senza premere su nessuno.

E' normale che ci rimangono male. E' così.
Lascia che siano liberi a rimanerci male.
E' normale che siano delusi da te.
Lascia che siano liberi ed essere delusi.
E' normale che ti giudichino; lascia che lo facciano.
Sii libero nell'esprimerti.
permettiti di essere triste, rabbioso, dubbioso, colpevole.
Lascia che queste preziose energie scorrano in te,
Non ti danneggeranno se le lasci scorrere.

Si, il questo viaggio incontrerai molti Custodi dei Portali.

In ogni modo, continua il tuo cammino, e lascia che lo facciano anche gli altri.
Non devi né spiegarlo né difenderlo.
Sii te stesso in questi tempi difficili.

Non lottare contro il buio. Comunque sia, non ha alcun potere.

Accendi solamente la tua LUCE!

https://vk.com/mantra.love

Olga Samarina


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mercoledì 9 agosto 2017

La regola delle gabbie concentriche





Che ci piaccia o no, viviamo all’interno di una gabbia mentale. Ma come è fatta questa gabbia? Come la costruiamo? E come possiamo uscirne? E se ti dicessi che ce ne sono tante, di gabbie, forse infinite, una dentro l’altra?


“Ti trovi all’interno di un circolo vizioso nel quale sei
costantemente immerso. Credi di essere separato dal Tutto, e di
conseguenza crei costantemente dal nulla un mondo duale,
apparentemente separato da te, a immagine e somiglianza della tua
errata credenza. Contemporaneamente osservi la tua creazione,
dimenticando di esserne il creatore, cadendo nell’illusione che ciò
che vedi sia la realtà. La tua osservazione rafforza le tue credenze,
dandoti l’illusione di essere nel giusto nel ritenere che ciò di cui
fai esperienza esista davvero. E così via, sempre più giù, in un
circolo senza fine. Sei precipitato così in profondità nelle spire
della tua illusione che non riesci più a percepire nemmeno il
lontano riflesso del luogo di luce da cui provieni.”

Queste sono le parole con le quali il Maestro, ne “Il monaco che non aveva un passato” mi spiega in quale modo sono caduto nelle spirali profonde di un circolo senza fine, così in basso che non posso più percepire il luogo di luce da cui provengo.
Perché ho scelto di iniziare il mio articolo con queste parole? Se la analizziamo attentamente, in quella frase il Maestro ci rivela in modo straordinariamente efficace la nostra condizione di esseri ‘dormienti’, immersi in una spirale di illusioni apparentemente senza fine.

Mi spiego meglio.

Quelle spire sono di fatto delle mura mentali che ci circondano, veri e propri confini che delimitano il nostro mondo.
Ehi, aspetta Paolo, cosa diavolo intendi per “Confini che delimitano il mondo?” Tranquilli, stiamo per arrivarci.

Partiamo da un concetto abbastanza semplice: affinché qualcosa possa essere percepita, deve necessariamente essere separata o separabile dal tutto. In altre parole, qualsiasi cosa per esistere deve essere delimitata da precisi confini, al di fuori dei quali esiste tutto ciò che ‘non è‘ la cosa che stiamo osservando. Non possiamo percepire un oggetto bianco in un mondo bianco, a meno che disegniamo dei confini colorati che lo delimitano.

Questo vale per un oggetto, per il nostro corpo, ma anche di conseguenza per l’intero mondo in cui viviamo. Quando parlo di mondo parlo di tutto ciò che può esistere per noi e di conseguenza di tutto ciò che possiamo percepire, e di cui quindi possiamo fare esperienza.

Ma l’Universo non ha confini, direte voi. Potenzialmente sì, ma nel concreto le cose sono un po’ diverse da come le immaginiamo (o da come ce le hanno raccontate). Partiamo dal presupposto che, in base ai principi della fisica quantistica, esiste solo ciò di cui possiamo fare esperienza, per il semplice motivo che siamo noi a crearlo, per la regola secondo la quale nulla può esistere senza che esista un Osservatore e un’Osservazione. E’ chiaro quindi che, riprendendo ciò che ho scritto in quest’altro articolo, in ogni istante esiste solo ciò che la nostra Coscienza puo’ percepire.

Quello allora è il nostro mondo, immerso in un infinito potenziale quantico, nel quale tutto è possibile, ma nel quale accade solo ciò che siamo in grado di concepire e percepire. Le mura allora esistono, e sono composte da quello che crediamo possibile. Quello che, in altre parole, crediamo sia la Verità.

Ecco, stiamo arrivando al punto, non mollare sul più bello.

Quelle mura sono costruite nient’altro che con la nostra concezione di quello che è possibile e quello che non è possibile fare in questo mondo. Quelle mura sono fattedelle nostre credenze, o meglio, delle verità in cui crediamo.

Uhm… approfondiamo questa storia della verità. Se abbiamo il coraggio di andare fino in fondo in questo ragionamento, possiamo capire finalmente cosa intendeva il Maestro con quelle “…spire di un circolo senza fine“.
Perché senza fine? In fondo, direte voi, se faccio un lavoro di crescita abbastanza intenso e lungo, alla fine riuscirò a rompere quelle mura, e uscire finalmente da quella gabbia.

E’ proprio qui il problema. Non c’è una via di uscita, o almeno non nella direzione in cui stiamo cercando. Seguitemi bene: se quella gabbia mentale è composta dalle nostre credenze, quindi dalle verità che crediamo vere, allora non c’è modo di uscirne attraverso l’acquisizione di nuove conoscenze. Qualsiasi nuova verità che penseremo di aver scoperto non sarà altro che un ennesimo muro che tireremo su a delimitare il mondo in cui crediamo. Ecco quali sono le spire di cui parla il Maestro, ed ecco quali sono le ‘gabbie concentriche’ di cui parlo nel titolo di questo post.

La rottura della gabbia mentale non può avvenire attraverso la scoperta di nuove verità. Queste non faranno altro che ergere nuove mura intorno a noi, a delimitare un nuovo mondo in cui credere.

Lo dico in un altro modo:

Nel momento in cui accettiamo nuove credenze come vere, in quanto esseri divini le rendiamo reali nella nostra vita. A quel punto le osserviamo e diciamo ‘Vedi? Ecco la Verità”, non sapendo che ne facciamo esperienza solo perché le abbiamo create credendole vere…

“E così via, sempre più giù, in un circolo senza fine…” per dirla con le parole del Maestro.

Come uscirne allora? La strada non è quella ‘verso l’esterno‘, cioè verso l’acquisizione di nuove conoscenze, perché dopo qualsiasi muro che abbatteremo troveremo sempre un altro muro che noi stessi ergeremo attraverso le nostre nuove credenze.

E allora, cosa fare?
E se iniziassi a farti delle domande e a rimettere in discussione tutto ciò che credi di sapere? Ce l’hai questo coraggio? Perché ci vuole coraggio per farlo, ma è l’unica via per abbattere le mura che ci tengono prigionieri. Dobbiamo smantellare le false credenze che tengono oscurata la nostra vera natura, per scoprire Chi Siamo veramente.

L’unica via di uscita quindi è quella ‘verso l’interno‘, seguendo la strada che ci porterà a cercare la verità nell’unico posto in cui può essere, e cioè dentro di noi. Anzi, come mi disse il Maestro, l’unica via d’uscita è comprendere che noi siamo la Verità. Non c’è nessuna verità da raggiungere là fuori, se non la consapevolezza di essere immensi, gli unici e soli creatori dell’intero mondo che percepiamo, mura comprese.

Paolo Marrone

Pubblicato il 9 agosto 2017 da Paolo Marrone

http://www.campoquantico.it/wordpress/la-regola-delle-gabbie-concentriche/
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giovedì 3 agosto 2017

respirare la luce.

Ora… uno dei migliori esercizi che possa consigliarvi, `e quello di abituarvi ogni giorno, più volte al giorno, a respirare la luce. Sceglietevi un luogo tranquillo dove nessuno vi possa disturbare, mettetevi in una posizione comoda e respirate: inspirate immaginando di attirare la luce cosmica, quella luce infinitamente più sottile ancora della luce del sole, quella quintessenza impalpabile, invisibile, che penetra ogni cosa. Fate penetrare in voi quella luce affinchè circoli attraverso tutte le vostre cellule e tutti i vostri organi. . . . Poi, espirando, fatela uscire da voi proiettandola per illuminare, rischiarare e aiutare il mondo intero. E’ un esercizio straordinario, perchè dal punto di vista cabalistico, diventate la lettera Aleph. Aleph, prima lettera dell’alfabeto ebraico, `e il simbolo dell’essere che con una mano riceve la luce celeste, e con l’altra la distribuisce agli esseri umani. Non potete diventare “Aleph” se pensate esclusivamente a voi stessi, se trattenete tutto per voi. Aleph `e l’essere che pensa unicamente a dare, a riscaldare, a illuminare, a vivificare, senza occuparsi di se stesso. `E un creatore, un salvatore dell’umanità, è un figlio di Dio.

Quante persone vorrebbero ricevere delle ri­velazioni dal mondo divino, sentirsi ispirate e vivere nell’estasi! Tutti pensano che sia estre­mamente difficile raggiungere queste cose, mentre in realtà è molto semplice, tanto sempli­ce che se si dicesse loro come è possibile, non lo crederebbero: di conseguenza non faranno mai nulla per riuscirvi e non conosceranno mai gli splendori del mondo divino.

Molti anni fa, quando ero ancora un giova­nissimo discepolo presso il Maestro Peter Deu­nov, gli posi la seguente domanda: “Qual è il mezzo più efficace per legarsi a Dio e per svi­luppare le facoltà e le virtù spirituali?” Mi ri­spose: “Si deve pensare alla luce, concentrarsi su di essa e immaginare che l’ universo intero sia immerso nella luce”. Ho lavorato a lungo su quella visione e ho imparato moltissimo. In realtà Dio non è la luce, ma è molto di più del­la luce; non lo si può conoscere e nemmeno immaginare.

lunedì 31 luglio 2017

LA FREQUENZA DELL'APERTURA DEL TERZO OCCHIO

La frequenza 288 Hz che è associata al sesto chakra (Ajna).

Questa frequenza, usata per rafforzare le capacità extrasensoriali, a volte è chiamata “la frequenza dell’apertura del terzo occhio”.
Lavorando regolarmente con il programma, potrete migliorare l’INTUITO, come pure i meccanismi della COMUNICAZIONE non verbale, e potrete anche riposare con i ritmi alfa (9,5 Hz) del programma.


In questo programma non ci sono ritmi binaurali né ritmi isocronici: si adopera la tecnologia dello spostamento spazio-acustico, con la forza d’azione variabile.





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domenica 30 luglio 2017

I CORDONI PSICHICI

"Si può vedere i cordoni psichici come se fossero dei fili che voi gettate ovunque per attirare ciò che desiderate, per raggiungere degli obiettivi, per conquistare la benevolenza di certe persone e per soddisfare la mancanza di qualcosa.

L'uomo è simile ad un ragno che con il suo pensiero costruisce una ragnatela.


Tutto bene, se i progetti si avverassero sempre.
Se la meta sfugge, il filo si tende provocando una tensione nell'organismo e un dolore nell'anima.
Il problema dei cordoni sta nell'essere direttamente collegati al lavoro dell'attenzione. Se il filo conduce da qualche parte, lì avete lasciato una particella di voi. L'avete lasciata automaticamente, perché l'attenzione significa il movimento dell'energia verso l'oggetto dell'attenzione.

Se il cordone si appiccica da qualche parte, l'attenzione si accumula e la vostra particella desidera ritornare da voi. Idealmente, insieme alla "vittima", all'oggetto della vostra attenzione. Ma anche senza.
Quando voi accettate il fatto che tutto deve andare così come va, e lasciate andare qualcosa, questa particella ritorna da voi. E voi diventate più integri.
E visto che nel corso di una lunga vita ognuno di noi accumula tonnellate di questi cordoni, molti insuccessi del passato si fanno sentire anche adesso, malgrado la memoria li avesse rimossi, malgrado aveste messo degli "stop" che vi proteggono dal dolore e dall'impossibilità di ottenere l'oggetto del desiderio.
Solo voi potete decidere quali cordoni vi sono utili.

Tutto ciò che è vecchio e non serve, lasciatelo andare, altrimenti il ragno rimarrà nella sua stessa ragnatela.

E certamente, anche gli altri possono gettare dei cordoni nei vostri confronti. Una particella degli altri si trova dentro di voi e attira la loro attenzione su di voi, influenzando, nello stesso tempo, la vostra attenzione. Dipende dall'obiettivo.
E' molto importante, dopo aver interagito con qualcuno, imparare a ritirare la propria attenzione dentro di se. In questo caso la vostra energia non rimarrà sospesa, sarà sempre con voi. E potrete, comunicando con gli altri, disporre di tutta la vostra integrità."

(Maksim Monin)




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DANCING IN THE RAIN




La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia! 

Khalil Gibran

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GODITELA !


























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venerdì 28 luglio 2017

MIKHAIL LITVAK. I SEGRETI DEL SUCCESSO

Mikhail Litvak è un psicoterapeuta russo noto per i suoi libri che aiutano ad orientarsi nei mari della vita...

1. Che tu lavori gratis o ben pagato, metticela sempre tutta.


2. Anche se vuoi rimanere lì dove sei, devi crescere.

3. Non deve dare l'impressione, devi esprimerti.

4. Se senti il peso, vuol dire che vivi in maniera sbagliata.

5. Più sei diffidente e più sofisticati saranno i modi che useranno per ingannarti.

6. Non aspettare che ti sia offerto. Chiedilo.

7. Prima chiedi ciò che non possono rifiutarti, poi ciò che ti serve.

8. Se una persona non può dire nulla di buono di se stessa, comincia a parlare male degli altri.

9. Se una persona ti ha aiutato ieri, questo non significa che lo farà anche domani. Ringraziala per ieri.

10. Dopo aver sgridato qualcuno una volta, ringrazialo per sette volte.

11. Se vuoi consolare una persona, la devi stupire o far arrabbiare. Non cercare di calmarla.

12. Dì la verità, se non ti crederanno, almeno poi non devi ricordare ciò che hai detto.

13.Se vuoi ottenere ciò che vuoi, cedi l'iniziativa.




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lunedì 24 luglio 2017

L'ATTENZIONE TRA LE SOPRACCIGLIA

Non c’era altra via, perciò Pitagora dovette sottoporsi a questo addestramento. Dopo quaranta giorni di digiuno e di respirazione, consapevole, gli fu permesso di entrare nella scuola. Si dice che Pitagora affermò: “Non state ammettendo Pitagora. Sono un uomo diverso, sono rinato. Avevate ragione e io avevo torto, perché prima il mio intero punto di vista era intellettuale. Con questa purificazione il centro del mio essere è cambiato: dall’intelletto è sceso al cuore. Ora posso sentire le cose. Prima di questo addestramento potevo capire solo con l’intelletto, con la testa. Non sarà una filosofia, ma piuttosto, un’esperienza, sarà esistenziale”.



Qual era l’addestramento cui si sottopose?
Questa quinta tecnica è quella che fu data a Pitagora. Venne data in Egitto, di fatto la tecnica è indiana. La quinta tecnica di respirazione è la seguente:
“L’attenzione tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero. Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro fino alla sommità della testa e lì piova come luce”. Questa tecnica fu data a Pitagora, che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Analizziamola.

“L’attenzione tra le sopracciglia…”. La fisiologia moderna, la ricerca scientifica, afferma che, tra le due sopracciglia, si trova una ghiandola e che questa è la parte più misteriosa di tutto il corpo: è detta ghiandola pineale, ed è il terzo occhio dei tibetani: shivanetra, l’occhio di Shiva, nel Tantra. Tra i due occhi c’è un terzo occhio, che esiste ma non è attivo.

E’ lì: può funzionare in qualsiasi momento, ma non funziona spontaneamente, per aprirlo si deve fare qualcosa. Non è cieco, è semplicemente chiuso. Questa tecnica serve ad aprirlo. “L’attenzione tra le sopracciglia…”. Chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio nel mezzo delle sopracciglia, focalizzati esattamente nel mezzo degli occhi chiusi, come se guardassi esattamente nel mezzo, con entrambi. Dagli totale attenzione. Questo è uno dei metodi più semplici per essere attenti. Non puoi prestare attenzione a nessun’altra parte del corpo così facilmente: questa ghiandola assorbe l’attenzione con estrema facilità. Se le dai tutta la tua attenzione, gli occhi verranno ipnotizzati dal terzo occhio. Si fissano, non si possono muovere.

Questo terzo occhio è un magnete naturale, attiva l’attenzione, la forza. Ecco perché in tutto il mondo questo è uno dei metodi più usati. E’ il più semplice per addestrare l’attenzione: non sei solo tu che cerchi di essere attento, la ghiandola stessa ti aiuta, è magnetica, la tua attenzione viene spinta con forza verso di essa: viene assorbita. Nelle antiche scritture tantriche si dice che l’attenzione è cibo per il terzo occhio. Non è difficile: occorre solo conoscere il punto giusto; per trovarlo, devi lasciare che gli occhi chiusi si muovano esattamente nel mezzo, tra le due sopracciglia, finché non percepisci quel punto magnetico: allora, immediatamente gli occhi si fisseranno; quando sarà difficile muoverli, saprai di aver colto il punto giusto. “L’attenzione tra le sopracciglia, lascia che la mente preceda il pensiero…”. L’attenzione che ne seguirà ti farà sperimentare per la prima volta uno strano fenomeno: percepirai i pensieri correre di fronte a te; diventerai un testimone.

Sarà come essere di fronte a uno schermo cinematografico: i pensieri scorrono e tu sei un testimone. Generalmente non è così: ti identifichi sempre con i tuoi pensieri. Se c’è rabbia, diventi rabbia. Se un pensiero ti tocca, non sei testimone: diventate tutt’uno, ti identifichi con il pensiero, e ti muovi con esso.

Diventi il pensiero, ne assumi la forma. Quando c’è sesso, diventi sesso; quando c’è rabbia, diventi rabbia; quando c’è avidità, diventi avidità. Ti identifichi sempre con ogni pensiero che ti tocca. Non mantieni mai alcuna distanza tra te e il pensiero. Ma focalizzati sul terzo occhio, e all’improvviso diventerai un testimone. Tramite il terzo occhio puoi vedere i pensieri correre come nuvole nel cielo o come persone che si muovono per la strada. Ora, se c’è rabbia, puoi vederla come un oggetto. Ora non senti più che tu sei arrabbiato. Senti di essere circondato dalla rabbia – una nube di rabbia è sorta intorno a te – ma tu non sei la rabbia, e se non lo sei, la rabbia diventa impotente. Non può influenzarti; non ne vieni intaccato. La rabbia verrà e se ne andrà, e tu rimarrai centrato in te stesso. E così, non ti identificherai più con i sentimenti negativi.

Quando quindi, l’attenzione è focalizzata al centro del terzo occhio, tra le sopracciglia, all’improvviso diventi un testimone, ma è vero anche il viceversa, ossia che se riesci a non identificarti con qualsiasi cosa accada, sarai automaticamente nel terzo occhio. E avrai un potere immenso, non sarai più schiavo degli istinti, sarai un individuo veramente libero. E la seconda conseguenza nell’essere nel terzo occhio, sarà che potrai sentire la vibrazione sottile e delicata del respiro, potrai percepire la forma del respiro, l’essenza stessa del respiro. La scienza stabilisce che respiriamo aria nella forma combinata di gas, ma il Tantra afferma che l’aria è solo un veicolo, di fatto tu respiri prana, vitalità. L’aria è solo il mezzo, il contenitore materiale; il prana è il contenuto, ed è qualcosa di sottile, di non materiale. Questo contenuto veniva definito “orgone” dallo psicologo tedesco Wilhelm Reich.

I suoi effetti possono essere percepiti. Quando sei con una persona molto vitale, sentirai sorgere in te una certa vitalità. Se sei con una persona molto malata, ti sentirai succhiato, come se ti venisse sottratto qualcosa. Perché ti senti così stanco quando vai all’ospedale? Vieni succhiato da ogni parte. L’intera atmosfera dell’ospedale è malata, lì tutti hanno bisogno di più energia, di più prana. Perciò se ti trovi lì, all’improvviso il tuo prana comincia a fluire fuori di te. Perché a volte quando sei in mezzo a una folla ti senti soffocare? Perché il tuo prana viene succhiato. Quando sei solo sotto il cielo mattutino, sotto gli alberi, all’improvviso senti in te una vitalità: il prana.

In particolare, il prana fluisce e defluisce in modo immediato e totalizzante, al contatto con la vostra Fiamma Gemella. Se essa prova malessere, ne sarete investiti, se essa nel profondo versa in armonia, tutto vi sembrerà ancora più armonioso e dopo il contatto sarete raggianti. Esistono delle testimonianze risalenti all’antico Egitto, secondo le quali alcuni individui hanno sperimentato il fluire del prana, senza la penetrazione dell’aria, rinchiudendosi in samadhi sotterranei.

“Lascia che la forma si riempia con l’essenza del respiro fino alla sommità della testa… “. E quando arriverai a sentire l’essenza del respiro, il prana, immagina semplicemente che la tua testa sia ricolma di quell’essenza. Immagina solamente. Non occorre alcuno sforzo. Quando sei focalizzato al centro del terzo occhio, ed immagini qualcosa, la cosa accade, lì per lì. Normalmente, la tua immaginazione è solo impotente: continui a immaginare e non accade nulla. Ma a volte,senza saperlo, nella vita comune, si verificano degli eventi dettati dall’immaginazione: stavi immaginando qualcosa a proposito di un tuo amico e all’improvviso qualcuno bussa alla porta.

Stavi “pensando”, immaginando una canzone alla radio, cambi stazione e la trovi. Dici che è una coincidenza che l’amico sia arrivato o che la canzone sia alla radio. A volte l’immaginazione funziona proprio come coincidenza; ma ora cerca di ricordare ogni volta in cui accade che senti la tua immaginazione diventare realtà, e analizza l’intera situazione; ritirati nell’interiorità e osserva. In un certo momento la tua attenzione deve essere stata vicina al terzo occhio. Quando ero bambina, mi capitava sempre di dire “ti immagini se…” e la cosa si verificava davvero. Tutti abbiamo questa capacità, in molti è completamente latente. Ogni volta che si verifica questa coincidenza, sembra tale perché non conosci la scienza occulta. Senza saperlo, la tua mente si deve essere spostata vicino al centro del terzo occhio. Se la tua attenzione si trova nel terzo occhio, la semplice immaginazione è sufficiente per creare qualsiasi fenomeno.
“Lascia che la forma si riempia”. Ora immagina che questa essenza stia colmando tutta la tua testa, in particolare la sommità del capo, il shasrara, il centro energetico più alto, e non appena te lo immaginerai si riempirà. “Lì” – alla sommità della testa – piove come luce”. Il prana piove dalla sommità della tua testa come luce. E “accadrà” che piova luce: quella pioggia di luce ti rinfrescherà, ti farà sentire completamente rinato, rinnovato. Questo è il significato della rinascita interiore. Perciò due cose: primo, focalizza nel terzo occhio, l’immaginazione diventa potente, efficace.

Una cosa fondamentale: prima di praticare queste tecniche, sii puro. Per il Tantra la purezza non è un concetto morale, la purezza è importante, perché se sei focalizzato nel terzo occhio e la tua mente è impura, la tua immaginazione può diventare pericolosa: pericolosa per te e per gli altri. Se pensi di ferire qualcuno, se questa idea è nella mente, il solo immaginarlo può ferire. Ecco perché si insiste così tanto sull’essere puri. A Pitagora fu detto di sottoporsi a un digiuno, a una particolare respirazione – questa respirazione – perché qui si viaggia su un terreno molto pericoloso. Perché ovunque esiste potere esiste pericolo, e se la mente è impura, non appena avrai potere i tuoi pensieri impuri se ne impadroniranno immediatamente. Mi preme dire che la quinta tecnica ha come applicazione pratica la stessa ipnosi. Quando qualcuno viene ipnotizzato, e gli viene detto di concentrare lo sguardo su un punto particolare: una luce, un punto sulla parete, o qualunque altro oggetto, esterno o interno (per esempio, un’onda energetica che fluisce all’interno del corpo), in tre minuti la sua attenzione interiore comincia a fluire verso il terzo occhio; ogni cosa che l’ipnotista dirà, sarà immediatamente verificata. Ecco perchè l’ipnosi è il mezzo curativo più potente ed efficace. Se l’ipnotista dicesse “ora ti stai addormentando profondamente”, ti addormenteresti profondamente… se ordinasse a una tua malattia di scomparire, essa scomparirebbe immediatamente.

Milton Erickson, l’ipnotista psicoterapeuta più famoso dei tempi moderni, curò da solo diverse patologie, sperimentando “in itinere” i poteri dell’ipnosi. Mettendoti in mano un sasso l’ipnotista potrebbe dire: “Questo nella tua mano è fuoco”, e tu sentiresti un calore intenso; ti scotteresti la mano, non solo nella mente, ma di fatto. La tua pelle si brucerebbe veramente e proveresti una sensazione di bruciore. Che cosa succede? Non c’è alcun fuoco. C’è solo un comunissimo sasso, freddo. Come è possibile? Sei focalizzato nel centro del terzo occhio, la tua immaginazione riceve suggestioni dall’ipnotista ed esse diventano realtà. Non giocate mai con l’ipnosi da soli, se non sapete come utilizzare questo strumento e, se anche apprendeste i suoi meccanismi, non utilizzatela su altri se non avete l’assoluta certezza che la vostra mente sia lontana da ogni coinvolgimento verso essi. Rischiate altrimenti di perdervi in essa e negli effetti che le induzioni possono comportare… questo vale in modo assoluto se l’ipnosi è di tipo regressivo: non praticatela se avete l’impressione che quell’anima sia karmica e se non avete la certezza di essere perfettamente equilibrati per sostenere ogni reazione.

Nel terzo occhio, quindi. immaginazione ed attuazione non sono due cose distinte: l’immaginazione è il fatto. Immagina, ed è così. Non c’è frattura tra il sogno e la realtà. Per chi è centrato nel terzo occhio, i sogni diventeranno reali e l’intera realtà diventerà semplicemente un sogno, perché quando il tuo sogno può diventare reale sai che non esiste una differenza fondamentale tra sogno e realtà. Perciò quando Shankara dice che questo intero mondo è solo un sogno del divino, non è una proporzione teoretica, non è un’affermazione filosofica, è piuttosto l’esperienza interiore di colui che è focalizzato nel terzo occhio.

Immagina semplicemente che l’essenza del prana stia piovendo dalla sommità della testa, proprio come se fossi seduto sotto un albero e stessero piovendo fiori, oppure come se fossi sotto il cielo e improvvisamente da una nuvola cominciasse a piovere, o di mattina fossi semplicemente seduto e il sole sorgesse e i raggi cominciassero a riversarsi su di te. E’ sufficiente immaginare, e immediatamente quella pioggia accade: una pioggia di luce che cade sulla sommità della tua testa. Questa pioggia ti ri-creerà, ti farà rinascere. Ti sentirai bene, e rinato.

Tratto da: Il libro dei segreti di Osho

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domenica 23 luglio 2017

Infine sei stato fatto uomo ...

Dal momento in cui sei venuto al mondo,
una scala è stata posta dinanzi a te
per permetterti di evadere.
Prima eri minerale, poi sei diventato pianta,
dopo sei diventato animale;
come ignori!
Infine sei stato fatto uomo,
dotato di conoscenza, di senno e di fede.
Considera questo corpo estratto dalla polvere,
quale perfezione ha acquisito!
Quanto eri trascendente, nella condizione
di uomo!
Sai, senza alcun dubbio tu diventerai un angelo:
allora finirai nella terra e la tua dimora sarà
l'immenso cielo.
Oltrepassa anche la condizione angelica,
entra in quest'oceano, finchè la tua goccia d'acqua
diventerà un mare.


Gialal al-Din Rumi

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La conoscenza di sé.

“Quanto più conoscete voi stessi, tanto più c’è chiarezza.”
“Ora, per favore, ascoltate con attenzione, perché vi siete fatti delle idee strane sulla conoscenza di sé – che per ottenerla dobbiate esercitarvi, dobbiate meditare, dobbiate fare ogni genere di cose. È molto semplice, signori. Il primo passo è l’ultimo nella conoscenza di sé, l’inizio è la fine. Il primo passo è ciò che conta, perché non è cosa che possiate apprendere da un altro. Nessuno può insegnarvela, dovete scoprirla da soli; deve essere una vostra scoperta e quella scoperta non è qualche cosa di tremendo, di assurdo; è semplicissima.
In fin dei conti, conoscere voi stessi è osservare la vostra condotta, le vostre parole, quel che fate in tutti i rapporti quotidiani; questo è tutto. Cominciate con ciò e vedrete come sia straordinariamente difficile essere consapevoli, anche solo osservare il vostro modo di comportarvi, le parole che usate col vostro domestico, col vostro capo, l’atteggiamento che avete nei confronti della gente, verso le idee e le cose.
Esaminate i vostri pensieri, i vostri moventi nello specchio del rapporto e vedrete che, nel momento in cui osservate, volete correggere, dite: «Questo è bene, questo è male. Devo fare questo e non quello». Quando vi vedete nello specchio del rapporto, il vostro è un approccio di condanna o di giustificazione e, quindi, distorcete ciò che vedete. Mentre, se osservate semplicemente in quello specchio il vostro atteggiamento nei riguardi della gente, verso le idee e le cose, se vedete soltanto il fatto senza giudizio, senza condanna o accettazione, allora scoprirete che quella stessa percezione ha la propria azione. Quello è l’inizio della conoscenza di sé.
Guardare voi stessi, osservare ciò che fate, ciò che pensate, quali sono i vostri moventi e incentivi e, ciò nonostante, non condannare o giustificare, è una cosa straordinariamente difficile a farsi, perché tutta la vostra cultura si basa sulla condanna, sul giudizio e sulla valutazione; siete stati educati a furia di «Fai questo, e non quello». Ma se siete in grado di guardare nello specchio del rapporto senza suscitare l’opposto, allora scoprirete che non c’è limite alla conoscenza di sé.
Vedete, l’indagine sulla conoscenza di sé è un movimento verso l’esterno che, più tardi, si volge all’interno. Dapprima guardiamo le stelle e poi ci guardiamo dentro. Allo stesso modo, cerchiamo la realtà, Dio, la sicurezza, la felicità, nel mondo oggettivo e, quando non la troviamo lì, ci volgiamo all’interno. Questa ricerca del Dio interiore, del sé supremo, o di quel che volete, cessa del tutto tramite la conoscenza di sé e allora la mente si fa estremamente quieta, non per mezzo della disciplina, ma soltanto attraverso la comprensione, l’osservazione, l’essere consapevole di se stessa, in ogni minuto, senza alternativa.
Non dite: «Devo essere consapevole, ogni minuto», perché quella è soltanto un’altra manifestazione della nostra stupidità, allorquando vogliamo ottenere qualcosa, quando vogliamo raggiungere uno stato particolare. Ciò che importa è essere consapevoli di voi stessi e continuare ad esserlo senza accumulazione, perché non appena accumulate, da quel centro voi giudicate. La conoscenza di sé non è un processo d’accumulazione; è un processo di scoperta, di momento in momento, nel rapporto.
Nient’altro che consapevolezza! La consapevolezza dei vostri giudizi, dei vostri pregiudizi, delle vostre simpatie e antipatie. Quando vedete qualcosa, quel vedere è il frutto del vostro confronto, della vostra condanna, del vostro giudizio, della vostra valutazione, vero? Quando leggete qualcosa, state giudicando, state criticando, state condannando o approvando. Essere consapevoli è vedere, all’istante, tutto questo processo di giudizio, di valutazione, vedere le conclusioni, il conformismo, le accettazioni, i rifiuti.
Ora, si può essere consapevoli senza tutto ciò? Per il momento, tutto quello che conosciamo è un processo di valutazione e quella valutazione è il frutto del nostro condizionamento, del nostro bagaglio di esperienze, dei nostri influssi religiosi, morali ed educativi. Questa cosiddetta consapevolezza è il risultato della nostra memoria – memoria intesa come il «me», l’olandese, l’hindú, il buddhista, il cattolico, o quel che si voglia.
È il «me» – i miei ricordi, la mia famiglia, la mia proprietà, le mie qualità – che guarda, giudica, valuta. Ora, ci può essere consapevolezza senza tutto ciò, senza il sé? È possibile guardare soltanto, senza condanna, osservare soltanto il movimento della mente, della propria mente, senza giudicare, senza valutare, senza dire: «È bene» o «È male»?
La consapevolezza che scaturisce dal sé, che è la consapevolezza della valutazione e del giudizio, fa sorgere sempre la dualità, il conflitto degli opposti – quel «ciò che è» e quel «ciò che dovrebbe essere». In quella consapevolezza c’è giudizio, paura, valutazione, condanna, c’è identificazione. Non è che la consapevolezza del «me», del sé, dell’«Io», con tutte le sue tradizioni, i suoi ricordi e via dicendo. Una simile consapevolezza suscita sempre conflitto tra l’osservatore e l’osservato, tra ciò che sono e ciò che dovrei essere.
Ora, è possibile essere consapevoli senza questo processo di condanna, di giudizio, di valutazione? È possibile che io mi guardi, quali che siano i miei pensieri e non condanni, non giudichi, non valuti? Non so se ci abbiate mai provato. È veramente arduo, perché tutta la nostra formazione, dall’infanzia, ci conduce a condannare o ad approvare. E nel processo di condanna o di approvazione c’è frustrazione, c’è paura, c’è un tormentoso dolore, c’è ansietà, il che è il processo stesso del «me», il sé.
Allora, sapendo tutto ciò, può la mente, senza sforzo, senza cercare di non condannare – giacché nel momento in cui dice: «Non devo condannare», è già intrappolata nel processo di condanna – può la mente essere consapevole, senza giudizio? Può limitarsi a guardare spassionatamente e, quindi, osservare quegli stessi pensieri, quelle stesse sensazioni nello specchio del rapporto – rapporto con le cose, con la gente e con le idee?
Questa tacita osservazione non provoca freddezza, un gelido intellettualismo – al contrario. Se comprendo qualcosa, non deve, ovviamente, esserci condanna, confronto alcuno – è semplice, non vi pare? Ma noi pensiamo che la comprensione scaturisca dal confronto e, in questo modo, aumentiamo i confronti. La nostra educazione è di tipo comparativo e tutta la nostra struttura morale, religiosa è fatta per confrontare e condannare.
Quindi, la consapevolezza di cui sto parlando è la consapevolezza dell’intero processo di condanna e ne è la fine. In essa c’è osservazione senza alcun giudizio – cosa che è estremamente difficile; implica la cessazione, la fine completa del definire, del denominare. Quando mi rendo conto di essere bramoso, avido, stizzoso, passionale, o quel che si voglia, non è possibile osservarlo soltanto, esserne consapevole, senza condannare? – il che significa proprio smettere di attribuire un nome alla sensazione.
Infatti, quando do un nome, per esempio «avidità», l’attribuzione stessa del nome è il processo di condanna. Per noi, neurologicamente, la parola stessa «avidità» è già una condanna. Liberare la mente da ogni condanna significa cessare di attribuire dei nomi. Dopo tutto, il nominare è il processo di chi pensa. E il pensante che separa se stesso dal pensiero – il che è un processo del tutto artificiale, è irreale. Esiste solo il pensare; non c’è alcuna entità pensante; c’è solo una condizione d’esperienza, non l’entità che esperisce.
Così, tutto questo processo di consapevolezza, di osservazione è il processo di meditazione. È, in altri termini, la propensione a sollecitare il pensiero. Per la maggior parte di noi, i pensieri sopraggiungono senza sollecitazione – un pensiero dopo l’altro. Il pensare è incessante; la mente è schiava di ogni sorta di pensiero errabondo.
Se ve ne rendete conto, allora vedrete che può esservi una sollecitazione al pensiero – una sollecitazione del pensiero – e allora un perseguire ogni pensiero che abbia a sorgere. Per la maggior parte di noi, il pensiero giunge non sollecitato; in qualsiasi maniera. Comprendere quel processo e sollecitare, allora, il pensiero e perseguire quel pensiero fino alla fine è l’intero processo che ho descritto come consapevolezza; e in ciò non c’è un denominare.
Allora vedrete che la mente si fa straordinariamente quieta – non con fatica, non attraverso la disciplina, non attraverso una qualsiasi forma di tortura inflitta a se stessi e di controllo. Mediante la consapevolezza delle proprie attività, la mente diventa sorprendentemente quieta, calma, creativa – priva dell’azione di qualsiasi disciplina o di qualsiasi imposizione.
Allora, in quella calma della mente, si presenta il vero, senza sollecitazione. Non potete sollecitare la verità; essa è l’ignoto. E, in quel silenzio, colui che sperimenta è assente. Perciò, ciò che è sperimentato non viene accumulato, non viene ricordato come «la mia esperienza della verità».
Allora la vita ha qualcosa che è al di fuori del tempo – che non può essere misurato da chi lo sperimenti, o da chi meramente ricordi un’esperienza passata. La verità è qualcosa che giunge di momento in momento. Non va coltivata, non va accumulata, immagazzinata e trattenuta nel ricordo. Giunge soltanto quando c’è una consapevolezza in cui colui che sperimenta è assente.”
Tratto da: “Verso la liberazione interiore”, di Jiddu Krishnamurti.







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sabato 22 luglio 2017

QUANDO TI OFFENDONO, PROVA A CAMBIARE LA PROSPETTIVA

Se conosci il nemico, ti è più facile combattere. Me devi combatterlo? Si può anche NON reagire agli insulti. Se qualcuno lo fa nei tuoi confronti, chiediti: perché lo sta facendo?
Vuole forse umiliarti per sentirsi superiore? Allora la sua azione è solo da compatire.
Oppure lui vuole aggredirti per scaricare la propria rabbia? Fatti sempre questa domanda: perché lo sta facendo? E’ a secondo della risposta che devi scegliere come comportarti. Gli altri non ci possono offendere, possiamo solo “offender-сi”. Noi.
Diceva Lev Tolstoj:
“Tutto dipende dal pensiero. E’ l’inizio di tutte le cose. Possiamo gestire i nostri pensieri”.


Se subito dopo aver ricevuto degli insulti cominci a reagire senza pensare, chi ti ha offeso canterà vittoria.
Ma perché, perché gli dai questa possibilità? Come di solito noi reagiamo agli insulti? Ecco come: “Stupido! - Sei tu stupido!”.
E a volte un insulto arriva così all’improvviso che non abbiamo tempo per reagire positivamente. Le parole feriscono, gli aghi entrano nel cuore... Rimaniamo interdetti, e solo dopo ci vengono in mente delle parole giuste.

Ma ora fermati e valuta la situazione. Come stiamo vivendo la nostra preziosa vita? Il nostro nemico ha già dimenticato la sua uscita, mentre noi piantiamo i semi della vendetta, che cominciano a roderci dall’interno. Per che cosa?

Ecco alcuni consigli:
- stai piangendo, ti sei offeso? Prova a cambiare la prospettiva. Come si vede tutto ciò dal cosmo? E’ vero, fa ridere.
- Avvicinati alla finestra e cerca di osservare bene un oggetto lontano, focalizza la tua attenzione su altre cose. Respira. Stai già meglio.
- Ferma la corrente di brutti pensieri. Bevi una tazza di tè. Con miele e limone. Gioca con il gatto. Dimentica.
- E poi? Come comportarsi con quella persona? Se è un tuo amico, parlagli. Digli che la sua uscita ti ha molto amareggiato. Se è un tuo superiore e puoi farci poco, cambia di nuovo la prospettiva. Immaginalo come un piccolo bimbetto che fa capricci, piange e litiga con gli altri. Accarezzagli la testina, dagli da mangiare. Mettilo sul vasetto! Vedrai che ti viene da sorridere non appena immaginerai il tuo capo così. Ma la cosa più interessante è che anche lui comincerà a cambiarsi non appena vedrà la tua superiorità psicologica.
- Un'altra tecnica: “acquario”.
Non appena il capo cominci a gridare, immaginalo come un pesciolino in un acquario, che apre la bocca ma non si sente nulla. Le brutte parole ti scivoleranno di dosso senza toccarti.
- Puoi mostrarti calmo e sicuro di se dicendo “come sei maleducato, come sei rozzo”. A volte queste parole funzionano permettendoti a ritirarti a testa alta.
- E ora apri il rubinetto e grida allo getto d’acqua ciò che pensi. L’acqua porterà via le tue emozioni. Poi sciaquati la faccia e vai a ricevere le tue emozioni positive.
- L’importante è non FARE LA VITTIMA. Buona giornata a tutti (senza conflitti).

advanced mind
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giovedì 13 luglio 2017

INNAMORATI DEL PRESENTE



Innamorati del posto dove stai adesso.
Fai un inchino a ciò che hai.
Lascia andare la speranza della felicità futura; la tua gioia non dipende da "qualcosa di più".
Lascia andare gli obiettivi, e anche il punto d'arrivo... concentrati sul presente.


Sii lento. Sii qui. Respira ...

In realtà, sei sempre qui, malgrado la gran parte del tempo stai cercando di essere "lì". Anche quando ti sembra di essere lì, stai ancora Qui, Il momento presente è la tua casa.
E' possibile vivere con piacere. E' possibile avere un grande successo in questo mondo, fare una vita che piace, nutrire le speranze sul futuro, ed essere pienamente presenti, ancorati al presente.
E' possibile vivere senza fretta, godendo ogni istante della vita, assaggiare il gusto di ogni giorno, invece di volare attraverso i giorni.

Il momento presente non è la fine, è un attimo della vita, completo e realizzato. Vivi il momento presente. La mente lo chiama "l'assenza delle ambizioni". Ma si chiama anche il buon senso, il ringraziamento, la pace, o lo spazio nel quale tutto è possibile...

(Nik. Bulgakov)

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mercoledì 12 luglio 2017

Il mondo dura solo un momento ~ Sri Nisargadatta Maharaji

V. Perché neghi l’esistenza del mondo?
M. Non nego il mondo. Lo vedo apparire nella coscienza, che è la totalità del conosciuto nefl’immensità dell’ignoto. Ciò che ha un inizio e una fine è soltanto apparenza. Del mondo si può dire che appare, ma non che è. L’apparizione può durare molto a lungo secondo una determinata scala temporale e molto poco secondo un’altra, ma alla fine il risultato è lo stesso. Tutto ciò che è legato al tempo è momentaneo e non ha realtà.
Sri Nisargadatta Maharaj, estratto da “Io Sono Quello“

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Io Sono Quello
Conversazioni col maestro
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lunedì 10 luglio 2017

Il primo passo sul sentiero del discepolato

L’individuo entra sul sentiero del discepolato con la ferma intenzione di compiere in un limitato numero di vite ciò che l’uomo ordinario compirà in centinaia e centinaia di esistenze. Tutti evolvono in maniera meccanica... ma con tempi geologici, mentre il discepolo contravviene alle leggi di natura desiderando evolvere volontariamente e in tempi limitati. Anziché salire agevolmente utilizzando la strada che gira intorno al monte, egli vuole inerpicarsi su per il fianco scosceso, non volendo attardarsi sul sentiero già battuto da molti altri.


Quale sarà il primo risultato di questa indomita volontà? Si troverà coinvolto in difficoltà molto maggiori rispetto all’uomo comune. Quello che guadagnerà in tempo, lo pagherà con la dura fatica. Da quel giorno, precipizi e pareti a picco saranno per lui la norma. L’uomo che muove il primo passo sul sentiero del discepolato chiama a sé tutto il suo karma passato, che deve essere in massima parte esaurito prima che egli sia pronto per la prima iniziazione.


I Signori del Karma hanno davanti ai loro occhi onniveggenti il registro della vita di ogni uomo, i cui conti ancora in sospeso dovranno essere saldati prima che egli possa varcare la soglia dell’iniziazione. E il fatto di porre deliberatamente piede sul sentiero, costituisce un appello ai Signori del Karma, affinché essi tirino le somme e gli offrano l’opportunità di saldare il karma, un po’ come chiedere il conto al ristorante perché si ha bisogno di andar via velocemente.


A causa di ciò, il karma che avrebbe dovuto ripartirsi su decine di vite, deve essere esaurito in poche, forse in una sola vita, rendendo in tal modo la strada molto difficoltosa da percorrere. Può sembrargli che tutto sia contro di lui, può parergli che la Gerarchia dei Maestri lo abbia abbandonato. Si trova in mezzo a guai di famiglia, difficoltà sul lavoro, malanni psicologici e fisici.


Perché proprio quando decide di dedicarsi al meglio, gli accade il peggio? Perché proprio quando decide di vivere più rettamente di quanto non abbia mai vissuto prima, devono assalirlo tutte queste sofferenze? Sembra così ingiusto, così duro, così crudele trovarsi trattato dal destino più duramente che mai, proprio quando decide di consacrare la propria vita al mondo superiore.



Eppure egli deve restar saldo in mezzo alle prove, non deve permettere a nessun sentimento d’ingiustizia di penetrare in lui. Non v’è niente d’ingiusto in quanto gli sta capitando. Volendo ottenere di più rispetto a quanto aspiri ogni altro uomo, ha sfidato il suo karma e quindi non può meravigliarsi se viene immediatamente chiamato ad esaurirlo. D’altronde ogni debito karmico che egli paga è cancellato per sempre dai registri akashici e non lo disturberà mai più.


Se le malattie lo colpiscono e se le angosce lo affliggono, deve pensare che è un bene essersi liberato da qualche peso che probabilmente grava su di lui da millenni. Ogni sofferenza non è inutile. Ciò che è stato sofferto appartiene oramai al passato e non più all’avvenire.


Lieto in mezzo agli affanni, fiducioso di fronte allo scoraggiamento, soddisfatto in mezzo alle pene... poiché il discepolo sa bene che se non vi fosse risposta, vorrebbe dire che la sua voce non è giunta agli orecchi della Gerarchia e la sua preghiera è ricaduta sulla Terra. Le sofferenze rappresentano unicamente la risposta all’appello da lui lanciato quando ha posto il primo piede sul sentiero.



Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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domenica 9 luglio 2017

Risveglio e ricordo di sé

Quando la mattina abbandonate il sonno fisico e vi alzate dal letto, sprofondate immediatamente in una condizione definita “identificazione”. Se fosse sufficiente alzarsi dal letto per essere svegli... tutto il mondo funzionerebbe diversamente. In questo stato di identificazione non possedete una consapevolezza autonoma, perché venite assorbiti – vi perdete – in tutto ciò che fate, dite e pensate. Non essendo presenti a voi stessi, ma persi nelle attività, interne o esterne che siano, non potete definirvi svegli nel senso più completo del termine.


L’essere umano che si trova in questa condizione non è un individuo vero, bensì una macchina biologica priva di
a) unità interiore (un io permanente)
b) reale volontà
c) libero arbitrio
d) padronanza di sé
e) coscienza di sé,
si riduce, cioè, a una macchina manipolata da forze esterne, poiché, a ben guardare, si limita a reagire meccanicamente agli stimoli provenienti dall’ambiente circostante.


Far notare alle persone ordinarie che è perfettamente possibile restare addormentati nonostante la posizione verticale, difficilmente sortisce qualche effetto. Loro sono convinte che per il solo fatto di essersi alzate dal letto al mattino, sono divenute persone pienamente responsabili, padrone di se stesse e totalmente coscienti. Il fatto che a seconda dello stimolo proveniente dall’ambiente esterno, siano costrette a provare rabbia, imbarazzo o ansia, senza averlo chiesto e senza poterci fare nulla, non le induce a manifestare il minimo dubbio circa la solidità della loro coscienza, della padronanza di sé e del loro libero arbitrio. Ed è questo il vero mistero.


È quasi impossibile convincere chi la pensa così che sta ingannando se stesso, perché, non appena si sente dire di non essere cosciente, scatta in lui un meccanismo che lo risveglia per un istante e gli fa dire con indignazione: «Guardi che io sono pienamente cosciente di me!». Voglio farvi notare che proprio grazie a questo terribile trucchetto della natura, a causa della domanda ricevuta il terricolo si auto-osserva per un attimo e diventa in effetti cosciente. Se anche adesso, voi che state leggendo, vi fermate un istante e vi chiedete se siete coscienti, immediatamente smettete di essere identificati con il contenuto della lettura e divenite in effetti coscienti di voi. Ma quando ricomincerete a leggere non lo sarete più, perché ricadrete nell’identificazione, a meno che non facciate degli sforzi per restare coscienti mentre leggete: ciò che viene chiamato “ricordo di sé”.



Il drammatico trucchetto della natura, però, fa sì che l’individuo creda di essere sveglio sempre, e non solo per qualche istante a causa della domanda ricevuta. Si allontanerà da voi convinto di essere una persona cosciente, padrona di sé, in possesso di libero arbitrio e, naturalmente, abbastanza simpatica. Inoltre, a peggioramento della situazione, questa persona addormentata è attorniata da persone altrettanto addormentate, e la cultura in cui vive fa di tutto per perpetuare questo stato di sonno, in quanto chi dorme, forse non piglia pesci, ma sicuramente compra di tutto all’interno di affollati ipermercati.


L’Alchimia e la Magia – quando sono reali – si fondano sulla possibilità per l’essere umano, uomo o donna che sia, di uscire dal suo stato di sonno attraverso uno sforzo intenzionale, esercitato con perseveranza. Il ricordo di sé è una separazione della coscienza da tutto quello che facciamo, pensiamo e sentiamo. La coscienza smette progressivamente di restare identificata – addormentata – nelle attività della macchina biologica e diviene cosciente di sé, ossia cosciente di essere qualcosa di differente rispetto a fisico, emozioni e pensieri. Grazie a tali sforzi, non si limita a pensarlo con l’intelletto, bensì lo realizza.


Il simbolo del ricordo di sé è una freccia a due punte, che indica una duplice consapevolezza: verso l’interno e verso il mondo esterno. Si crea cioè un valore aggiunto, detto "osservatore" o "testimone", che è la consapevolezza oggettiva di sé, il senso di esserci. Si crea in questo modo un senso di distacco, di non identificazione coi pensieri, che prima non c'era. Infatti identificazione e ricordo di sé si escludono a vicenda, così come una stanza non può essere al contempo buia e illuminata.


(mentre leggevate, vi siete di nuovo persi, vero?)


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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sabato 8 luglio 2017

THE SPIRAL



Il filosofo pitagorico Platone affermò enigmaticamente che c'era una chiave d'oro che unificava tutti i misteri dell'universo. La chiave d'oro è l'intelligenza dei loghi, la fonte dell'amore primordiale. Si potrebbe dire che sia la mente di Dio. La fonte di questa simmetria divina è il più grande mistero della nostra esistenza. Molti dei pensatori della storia come Pythagoras, Keppler, Leonardo da Vinci, Tesla ed Einstein sono arrivati alla soglia del mistero. Ogni scienziato che guarda profondamente nell'universo e ogni mistico che guarda profondamente dentro di sé finisce di fronte alla stessa cosa: la Spirale promordiale

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Questo va capito molto attentamente

Questa è la chimica interna. La luna e il sole sono simboli dell’alchimia interiore. La luna rappresenta il femminile e il sole rappresenta il maschile dentro di te. La luna è l’intuito, il sole è la ragione. La luna è yin; il sole è yang. Questa è la terminologia indiana per indicare lo yin e lo yang. La luna è pace, silenzio; il sole è energia, vitalità. La luna è morte, sonno, sogno, immaginazione; il sole è risveglio, vita, logica.

Quando la luna e il sole si incontrano dentro di te si verifica una grande esperienza. Questa è l’esperienza dell’armonia dell’unità – UNIO MYSTICA. Questo è lo scopo di tutti i mistici – l’incontro del sole e della luna dentro di sè. Questo è l’incontro reale dell’uomo e della donna.
E solo quando questo incontro è avvenuto si ha BRAHMACHARYA, si ha il celibato, non prima. Se la tua donna interiore non ha ancora incontrato il tuo uomo interiore, avrai bisogno di una donna o di un uomo all’esterno. Ma sono solo dei sostituti.


Per questa ragione non si è mai totalmente soddisfatti, sembra sempre che manchi qualcosa. Puoi trovare l’uomo o la donna più belli del mondo e senti comunque che qualcosa non quadra, continua ad esserci una mancanza. Non c’è niente di sbagliato nell’uomo o nella donna, niente di sbagliato. La sensazione che manchi qualcosa deriva da altrove e non sei stato in grado di capire da dove.

Quando ti innamori di una donna, quello che accade veramente è che hai una donna interiore e quella esteriore riflette per certi versi la tua donna interiore. Ecco cosa significa innamorarsi. E non esiste nessuna ragione particolare. Scrolli le spalle. Se qualcuno ti chiede: “Perchè ti sei innamorato di questa donna?”, trovi delle razionalizzazioni, per esempio, che il suo naso è fatto in un certo modo, o i capelli, o il modo in cui cammina – sono tutte sciocchezze. Beh, cosa hanno a che fare con l’amore un naso, o il colore dei capelli, o il modo in cui si cammina? Niente. Ma qualcosa corrisponde alla tua donna interiore, alla tua luna interiore.

In qualche modo lei riflette la tua luna interiore. Non sarà mai al cento per cento, questo non è possibile. La tua donna interiore è la tua donna INTERIORE e non può essere trovata all’esterno. All’esterno si possono trovare solo dei riflessi.

Ecstasy, The Forgotten Language (Estasi, il linguaggio dimenticato)


Di solito quello che chiamiamo amore non è vero amore. Chiediamo, pretendiamo. L’amore ordinario è una specie di accattonaggio: “Dammi di più, dammi di più!. L’amore vero dice: “Prendi da me, prendi da me di più”. Quando l’amore dà, è vero; quando ambisce ad ottenere, è falso. E quando l’amore dà, irradia, pulsa.

Don’t Look Before You Leap (Non guardare prima di saltare)

Inizia con l’amare te stesso, questo deve essere l’inizio e sarà anche la fine. Allora il cerchio si chiude: inizi con l’amare te stesso perchè sei il più vicino a te stesso. Naturlmente, quando inizi ad amarti, il tuo amore si muove dalla circonferenza verso il centro, perchè esisti solo sulla circonferenza. Ti rivolgi verso l’interno: sei sulla porta che collega la parte interiore con quella esteriore. Guardi dentro – sei ancora sulla circonferenza – e ti innamori del tuo centro. Questo è l’inizio. E la fine sarà che hai raggiunto il centro e da dove sei, dal centro, guardi la circonferenza.


Questo sarà il completamento del viaggio. Ma tra questi due, tra l’inizio e la fine, ci sono sette passi.

L’affermazione di Gurdjeff appartiene ad uno solo di questi passi ed è assolutamente corretto. Gli animali sono molto più sensibili perchè non sono logici, razionali. Ma non va bene iniziare con gli animali.; bisogna tornare un po’ più indietro. Il primo passo devono essere le stelle, il sole, la luna. Più sono lontani, meglio è, perchè se riesci ad amare le cose più lontane, ti sarà più facile amare quelle che ti sono più vicine. E anche le stelle hanno un’incredibile sensibilità; sono molto più primitive degli animali.

Le stelle, il sole, la luna – inizia con loro e loro ti risponderanno, ricordatelo! E preparati, perchè non sono nemmeno troppo ben educati. Ti diranno l’esatta verità, qualunque essa sia. Poi rivolgiti alle rocce, alle montagne. Senti le rocce, la loro consistenza, amale. Poi volgiti ai fiumi, al vento, alla pioggia; sono più vivi, più vivaci di qualunque altra cosa. Danza nella pioggia, nel vento. Nuota nel fiume, lasciati andare e fluisci con esso. Non lottare contro il fiume, non lo spingere, non nuotare controcorrente. Segui il fiume, diventa un’unica cosa con esso.


Ecco come potrai imparare molti modi di amare, molte qualità dell’amore. Poi volgiti agli alberi, ai cespugli, ai fiori, ai frutti.... spostati molto lentamente verso la vita. Gli alberi sono più vivi, i fiori sono più vicini, molto più vicini delle stelle e delle rocce e dei fiumi. Dopo volgiti agli uccelli – e solo adesso l’affermazione di Gurdjeff è corretta – agli animali.


E dopoche sarai stato capace di amare tutte queste diverse espressioni dell’esistenza, potrai amare l’uomo e la donna, perchè l’uomo e la donna sono l’espressione più alta e implicano le stelle, le montagne, i fiumi, i venti, la pioggia, gli alberi, gli uccelli, gli animali; implicano tutto ciò. Siamo fatti di tutto ciò! Qualcosa di noi appartiene alle stelle, qualcosa di noi appartiene ai fiumi, alle montagne, qualcosa di noi appartiene agli alberi, ai fiori, qualcosa di noi appartiene agli uccelli.


Non è un caso che sogni di volare, non è un caso che l’essere umano abbia inventato gli aerei, non è un caso che l’essere umano sia attratto da migliaia di anni dalle stelle. Inizialmente può essersi trattato di astrologia, poi di astronomia ed ora dell’immensa attrazione che spinge a raggiungere la luna, Marte, e poi le stelle. C’è qualcosa di magnetico che ci attira.


Non è un caso che quando vai al mare, qualcosa in te si sente in sintonia con il mare, perchè l’ottanta per cento del tuo corpo è fatto di acqua salmastra. L’essere umano è nato come pesce; dal pesce si è poi evoluto nell’uomo. In realtà, ogni bimbo nel grembo della madre è un pesce per alcuni giorni. In nove mesi deve attraversare tutti gli stadi che l’intera umanità ha attraversato in milioni di anni. Ma qualcosa dentro di te rimane sempre simile al pesce!

Non c’è niente di particolarmente strano che quando ami una donna inizi a chiamarla “micetta”, “gattina”; c’è qualcosa di vero in questo. Ogni donna ha un gatto dentro il suo essere, ogni uomo ha un cane. Ecco perchè puoi vedere marito e moglie litigare sempre come cane e gatto!


Se vuoi amare l’uomo e la donna dovrai amare molte altre cose. Se salterai direttamente nell’amore per una donna, sarai nei guai perchè non conoscerai molte delle sue dimensioni. Non conoscerai le dimensioni dell’uomo di cui sei innamorata. Qualcosa in lui è roccia; a meno che non conosca la consistenza della roccia e non sappia amare la roccia non sarai in grado di amare un Pietro. Un Pietro significa una roccia!


Devi fare l’esperienza dell’amore in tuti i modi possibili, solo allora... perchè l’uomo e la donna sono il culmine di molte cose; molte cose sono accadute prima di loro. Hanno un passato enorme; questo è implicito nel loro essere. E’ lì ed è molto vivo. Se non riesci ad amare gli alberi, se non riesci ad amare il vento, se non ti dà nessuna gioia danzare quando piove, non sarai in grado di amare un uomo o una donna; mancherà qualcosa al tuo amore. Non avrà la perfezione, non avrà quella grazia squisita che è in grado di avere, che dovrebbe avere.


Ma ti devi muovere lentamente. Inizia con te stesso e poi volgiti alle stelle più lontane, e poi da quelle stelle inizia a spostarti di nuovo verso te stesso. Quelle stelle formano la tua circonferenza, e solo allora puoi giungere ad un punto, puoi scoprire di nuovo il tuo centro. Questo è il momento in cui una persona diventa illuminata, un Budda, un Cristo. Questo è il momento in cui si torna a casa, in cui si è compiuto tutto il pellegrinaggio. E’ un pellegrinaggio d’amore.

The Wild Geese and the Water (Le oche selvatiche e l’acqua)

OSHO http://osho-zero-mind.blogspot.it/2009/11/zzzzz.html

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domenica 25 giugno 2017

NON POSSIAMO GUARIRE NIENTE AL DI FUORI SE PRIMA NON LO GUARIAMO DENTRO DI NOI,

GENTILI.....AMATI E AMATE : NON POSSIAMO GUARIRE NIENTE AL DI FUORI SE PRIMA NON LO GUARIAMO DENTRO DI NOI, PERCHE' E' LA STESSA COSA . ET NON POSSIAMO DOMINARE NIENTE ALL'ESTERNO SE PRIMA NON LO DOMINIAMO ALL'INTERNO, PERCHE' E' LA STESSA COSA . ESISTE UN'UNICA NATURA, UN UNICO MONDO, UN UNICO SPIRITOMATERIA ET FINCHE' CONTINUEREMO A CREDERE IL CONTRARIO NON COMBINEREMO UN BEL NIENTE : OK ?! CERCATE LA VERITA' DI VOI STESSI PERCHE' QUANDO L'AVRETE TROVATA ( Et nessuno può farlo al posto vostro ) SCOPRIRETE DI NON ESSERE STATI MAI SEPARATI DALLA CREAZIONE.....DALLA CONOSCENZA ......DALLA BENEDIZIONE ET DALLA GIOIA. SCOPRIRETE DI NON ESSERE AFFATTO FIGLI DELLA COLPA MA FRATELLI DELLA LUCE ET DELL'ETERNO......SCOPRIRETE CHE E' PROPRIO IL CORPO AD ESSERE CONTEMPORANEAMENTE L'UNIVERSO \ IL SUO CONTENITORE ET IL SUO CONTENUTO !!! E IN QUEL PRECISO ISTANTE NON POTRETE CHE SCIOGLIERVI IN UN INFANTILE RISATA ( ESPRESSIONE ESTATICA DELL'INFINITO )

......NON POTRETE CHE RESTARE IN BALIA DEL SORRISO INCANTATO PER UN TEMPO INDETERMINABILE INQUANTO SARETE FUORI DAL TEMPO E IN UN PUNTO IMPRECISATO DEL MIRACOLO CHE SIETE ! MA POI METTERETE PER LA PRIMA VOLTA NELLA VOSTRA VITA I PIEDI SULLA TERRA VERA, VIVENTE..... ET I VOSTRI OCCHI NON POTRANNO PIU' FINGERE DI NON VEDERE.....ET NON VORRETE PIU' IN ALCUN MODO SOTTRARVI AL DOVERE DI FAR SENTIRE LA VOSTRA VOCE....DI MOSTRARE LO STUPORE IMPRESSO SUL VOSTRO VOLTO MENTRE GLI UOMINI E LE DONNE - EGO STANNO PORTANDO L'UMANITA' VERSO LA CATASTROFE !!! COSI' E'.....FRATELLI, SORELLE MIE E DEL DIO BAMBINO CHE SIAMO OLTRE CIO' CHE PENSIAMO DI ESSERE : NON POSSIAMO PERMETTERCI DI PERDERE PIU' UN SOLO ISTANTE SENZA ( IN QUALSIASI MODO POSSIBILE ) DAR VOCE ALLA TESTIMONIANZA.....AL LAMENTO DEL " PIANETA MADRE " CHE STA SOFFRENDO A CAUSA DEL COMPORTAMENTO DI COLORO CHE " NON SANNO QUELLO CHE FANNO "

......QUINDI OGNI VOLTA CHE POTETE DATE UN BACIO O UN CAREZZA A UN ALBERO, A UNA PIETRA, ALLA VOSTRA MANO, AL VOSTRO GINOCCHIO.....ALLA FOGLIA PORTATA DAL VENTO.....A VOSTRO PAPA', A VOSTRA MAMMA, A VOSTRO FRATELLO, AI VOSTRI FIGLI.....AL VOSTRO AMICO E AL VOSTRO NEMICO ( se si lasciano baciare et accerezzare ovviamente...ahahahahah !!! ) MA I VOSTRI BACI E LE VOSTRE CAREZZE NON SARANNO PIU' I SOLITI BACI E LE SOLITE CAREZZE PERCHE' AVRANNO IL SAPORE NUOVO DELL'INCONDIZIONATO.......ED' E' PROPRIO QUESTA LA CHIAVE CHE APRE LA PORTA AL CAMBIAMENTO DI COSCIENZA COLLETTIVO CHE IN UN PAIO DI SECOLI ( Parola mia, Parola di Elia ) RIPORTERA' IN TUTTI LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE " 

L'UNO,L'ETERNO, IL DIVINO "......PACE, PACE, PACE........AMEN.....AMEN.....AMEN : OM PENSO , SI PENSO, PENSO, VIVO E SONO OM ( ELIA NATA BABA )..........GENTILI, AMATI E AMATE : SRI SRI AUROBIDO DESCRISSE COSI' IL SUO PRIMO INCONTRO CON LA VERITA' DELL' ESSERE : D'IMPROVVISO FUI PROIETTATO IN ALTO, IN UNA CONDIZIONE SENZA PENSIERI, INCONTAMINATA DA QUALSIASI MOTO MENTALE O VITALE ( desideri ) . NON C'ERA PIU' EGO, NESSUN MONDO REALE......SOLO UN " QUALCOSA " CHE GUARDANDO ATTRAVERSO I SENSI IMMOBILI PERCEPIVA E SOSTENEVA NEL PROPRIO ASSOLUTO SILENZIO, UN MONDO DI FORME VUOTE, OMBRE SMATERIALIZZATE SENZA VERA SOSTANZA . NON C'ERA NE' L'UNO, NE' I MOLTI : MA ESCLUSIVAMENTE E ASSOLUTAMENTE " QUELLO SOLTANTO ".....SENZA FORMA NE' RAPPORTI: PURO,INDESCRIVIBILE ,IMPENSABILE, ASSOLUTO.....EPPURE ASSOLUTAMENTE E UNICAMENTE REALE !!!! 

NON SI TRATTAVA DI UNA REALIZZAZIONE MENTALE, NE' DI UNA PRECEZIONE AD UNA QUALCHE ALTEZZA....." NIENTE ASTRAZIONI ", MA DI UNA REALTA' POSITIVA, L'UNICA REALTA' POSITIVA ( Anche se di un mondo fisico senza spazio ) CHE PERVADEVA, OCCUPAVA O PIUTTOSTO INONDAVA E SOMMERGEVA QUESTA SEMBIANZA DI MONDO FISICO, NON LASCIANDO LUOGO NE' SPAZIO PER NESSUN'ALTRA REALTA' ALL' INFUORI DI SE STESSO, NON CONSENTENDO ASSOLUTAMENTE A NIENT'ALTRO DI APPARIRERE REALE, POSITIVO O SOSTANZIALE : QUEL CHE PORTAVA ERA UN' INESPRIMIBILE PACE....UNO SUPEFACENTE SILENZIO....UN 'INFINITO DI LIBERAZIONE E DI LIBERTA' !!! ( SRI SRI AUROBINDO ) SHANTI SHANTI SHANTI OM <3 <3 <3
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venerdì 23 giugno 2017

La Morte è soltanto il rovescio della medaglia della nascita

Quando siamo entrati, la distorsione della materia ci è apparsa come una sorta di sogno, un brutto sogno. Adesso è tutto quanto sappiamo, nulla più. Alla disperazione rapidamente subentra l’inconsapevolezza. Io non posso più comunicare con l’altro lato del velo, anzi non c’è alcun velo.

Uno degli aspetti più affascinanti dei ricordi di incarnazione è che, se non avvenisse con queste modalità, non esisterebbe il timore della morte. E’ proprio la dimenticanza, che segue di pochissimo la sensazione di grande disagio dell’incarnazione, a determinare de imperio, la paura della morte. Anzi a ordinarla. La Morte è soltanto il rovescio della medaglia della nascita. Sei un essere che ha condotto una ricerca spirituale complessa ed evoluta? Hai capito che la morte non ti appartiene? Fratello/sorella, non ti dimenticare che non ti appartiene nemmeno la nascita!

Nascita e Morte sono i confini della inconsapevolezza, come 20 – 20khz sono i confini dell’udito e rosso e viola sono i confini del visibile; oltre ad essi: il multiverso. Gli Alieni. Cioè gli altri. Il tutto.

http://allediecidellamattina.altervista.org/dolores-cannon-dallaldila-impianti-abduction-e-linganno-del-salvataggio-dellumanita/
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giovedì 22 giugno 2017

VIDEO LUMIRA Interrompi il processo di invecchiamento



I segreti del Rinnovamento Cellulare
La sciamanna russa Lumira ci rivela le tecniche olistiche per il ringiovanimento del corpo e il rinnovo cellulare.

Interrompi il processo di invecchiamento con la ricetta segreta russa, priva di effetti collaterali e molto efficace!

La sciamana russa Lumira ci rivela le tecniche olistiche per il ringiovanimento del corpo e il rinnovo cellulare. Secondo i principi della guarigione sciamanica, l’autrice ci spiega l’interazione tra corpo, mente e anima e rivela sorprendenti possibilità di rigenerazione degli organi.

Dimenticate tutto quello che pensavate sull’invecchiamento e sulla malattia! Diventate voi stessi i vostri guaritori e createvi una nuova consapevolezza del corpo e dell’anima.

Il programma di esercizio energetico proposto e ideato da Lumira offre una vasta gamma di esercizi facili da applicare mentalmente, fisicamente e spiritualmente per rigenerarsi completamente e connettersi con la propria vera età interiore.

Tu hai l’età che ti senti!

Il processo di invecchiamento viene interrotto, i capelli ritrovano rinnovata elasticità, le rughe scompaiono, così come i chili in eccesso - senza sostanze chimiche o additivi dannosi.

Le tecniche di esercizio di Lumira bloccano il codice di ringiovanimento fisico nel nostro DNA consentendoci di fermare e combattere i danni dell’invecchiamento.
Estratti dal Libro

“Ti dà fastidio avere sempre meno energia e perdere colpi ogni giorno che passa. È qualcosa che non riesci più a sopportare, perché dentro di te senti il tuo spirito che è rimasto giovane e attivo. Proprio così, è solo il tuo corpo che non riesce a stare al passo, e poiché ne sei intimamente convinto, questo è il libro giusto per te”.

“Qui troverai un programma su misura per te, che ti permetterà di far riacquistare al tuo corpo la sua vitalità originaria, conoscere i tuoi organi in maniera del tutto nuova e comunicare con loro attraverso una modalità amorevole e positiva”.

“Ho scritto questo libro per chi osa andare in cerca di nuove dimensioni della propria esistenza, per coloro che riscoprono se stessi, riconoscono e sviluppano i propri talenti, per chi vuole riprendere ad avere percezione di sé, in una parola: per tutte le persone che scelgono se stesse.
È infatti possibile ringiovanire il corpo dall’interno di ogni singola cellula, rinnovare completamente il proprio essere e diventare il creatore responsabile della propria esistenza”.
Anteprima - Rigenera le tue Cellule - Il fondamento energetico del programma di ringiovanimento

Ora ti presenterò le basi della rigenerazione e della guarigione energetica. In questo capitolo troverai gli strumenti universali da utilizzare per essere sano e vitale: la forza della focalizzazione, la formulazione di un chiaro intento e il sistema dei cinque corpi. Grazie a quest'ultimo, scoprirai che la guarigione avviene su tutti i piani e che è importante coinvolgerli tutti per ottenere una trasformazione stabile. Non appena sarai in grado di formulare correttamente la tua intenzione, imparerai a comunicare e a lavorare con i tuoi cinque corpi.



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lunedì 19 giugno 2017

CREA IL TUO GIARDINO

parlando con un'amica gli chiesi, usi qualche tecnica per addormentarti meglio? no disse, semplicemente
visualizzo spiaggie tropicali posti naturali giardini, montagne sogno le vacanze.
Bhe credo che questo sia un buon metodo per addormentarsi positivamente, invece di pensare a tutti i problemi della giornata, visualizzare dei posti stupendi dove hai fatto vacanze o dove vorresti passare delle stupende giornate, immaginarsi sotto le palme davanti a un mare azzurro sentire le onde del mare,
la frescura sulla pelle, il profumo del mare e della natura.

io consiglio anche di passeggiare ( Visualizzando ma quando hai il tempo per farlo  con calma) in un bellissimo giardino fiorito, fermati ad annusare i fiori sentine il profumo, vedi il colore, passa in rassegna tutti i colori dei fiori, il fiore rosso, arancio,giallo,verde, azzurro o rosa blu e viola ogni fiore ogni colore risveglia qualcosa di buono in te. abituati a creare ogni sera prima di addormentarti il tuo giardino perfetto, un magico giardino

anche durante la giornata visualizza una rosa ( o ill tuo fiore preferito ) sentine il profumo e vedi il colore, una rosa fiorita e ti apri al sorriso del cuore

IvanoV Antar Raja

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domenica 18 giugno 2017

ORO

I giapponesi con gli oggetti rotti, abbelliscono i danni riempiendo le fessure d'oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito danni e sofferto ha una storia e diventa più bello

Siamo tutti stati spezzati e riaggiustati, Tutti avremo rughe e capelli grigi. Tutti noi abbiamo passato qualcosa di critico . Questa è la bellezza nella vita... significa che stiamo vivendo!

non aver paura di far vedere il tuo ORO






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sabato 17 giugno 2017

LE PERSONE CHE MERITANO DI PIU', DI REGOLA, SONO SOLE.


Ogni giorno, comunicando con varie persone, si stupisce del fatto che quelle più degne sono sole.
Hanno un carisma, una bella presenza, una mente analitica vivace, una buona educazione, buone maniere, e uno sguardo forte, nel quale traspare un po' di tristezza.


Cercano la "loro" gente: per comunicare, per la compagnia e un piacevole svago... per l'amore, per la famiglia.

Si sbagliano più spesso, soffrono di più, rimangono più colpiti dagli insuccessi.
Ma ogni volta, dopo un "incendio", rinascono dalle loro ceneri diventando ancor più perfetti, ancor più forti.
E ricominciano daccapo.

Sono estranee agli stereotipi della società moderna, a loro non si può imporre un'opinione. Siano uomini o donne, cercano una persona accanto alla quale si potrà stare al caldo e in pace.

E questa pace non è l'assenza delle liti, dell'adrenalina o delle forti emozioni. Vogliono avere accanto una persona che non tradisce, alla quale poter credere incondizionatamente... della quale essere sicuri al 200%.

Advanced Mind

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