giovedì 13 luglio 2017

INNAMORATI DEL PRESENTE



Innamorati del posto dove stai adesso.
Fai un inchino a ciò che hai.
Lascia andare la speranza della felicità futura; la tua gioia non dipende da "qualcosa di più".
Lascia andare gli obiettivi, e anche il punto d'arrivo... concentrati sul presente.


Sii lento. Sii qui. Respira ...

In realtà, sei sempre qui, malgrado la gran parte del tempo stai cercando di essere "lì". Anche quando ti sembra di essere lì, stai ancora Qui, Il momento presente è la tua casa.
E' possibile vivere con piacere. E' possibile avere un grande successo in questo mondo, fare una vita che piace, nutrire le speranze sul futuro, ed essere pienamente presenti, ancorati al presente.
E' possibile vivere senza fretta, godendo ogni istante della vita, assaggiare il gusto di ogni giorno, invece di volare attraverso i giorni.

Il momento presente non è la fine, è un attimo della vita, completo e realizzato. Vivi il momento presente. La mente lo chiama "l'assenza delle ambizioni". Ma si chiama anche il buon senso, il ringraziamento, la pace, o lo spazio nel quale tutto è possibile...

(Nik. Bulgakov)

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mercoledì 12 luglio 2017

Il mondo dura solo un momento ~ Sri Nisargadatta Maharaji

V. Perché neghi l’esistenza del mondo?
M. Non nego il mondo. Lo vedo apparire nella coscienza, che è la totalità del conosciuto nefl’immensità dell’ignoto. Ciò che ha un inizio e una fine è soltanto apparenza. Del mondo si può dire che appare, ma non che è. L’apparizione può durare molto a lungo secondo una determinata scala temporale e molto poco secondo un’altra, ma alla fine il risultato è lo stesso. Tutto ciò che è legato al tempo è momentaneo e non ha realtà.
Sri Nisargadatta Maharaj, estratto da “Io Sono Quello“

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Io Sono Quello
Conversazioni col maestro
Voto medio su 5 recensioni: Da non perdere

lunedì 10 luglio 2017

Il primo passo sul sentiero del discepolato

L’individuo entra sul sentiero del discepolato con la ferma intenzione di compiere in un limitato numero di vite ciò che l’uomo ordinario compirà in centinaia e centinaia di esistenze. Tutti evolvono in maniera meccanica... ma con tempi geologici, mentre il discepolo contravviene alle leggi di natura desiderando evolvere volontariamente e in tempi limitati. Anziché salire agevolmente utilizzando la strada che gira intorno al monte, egli vuole inerpicarsi su per il fianco scosceso, non volendo attardarsi sul sentiero già battuto da molti altri.


Quale sarà il primo risultato di questa indomita volontà? Si troverà coinvolto in difficoltà molto maggiori rispetto all’uomo comune. Quello che guadagnerà in tempo, lo pagherà con la dura fatica. Da quel giorno, precipizi e pareti a picco saranno per lui la norma. L’uomo che muove il primo passo sul sentiero del discepolato chiama a sé tutto il suo karma passato, che deve essere in massima parte esaurito prima che egli sia pronto per la prima iniziazione.


I Signori del Karma hanno davanti ai loro occhi onniveggenti il registro della vita di ogni uomo, i cui conti ancora in sospeso dovranno essere saldati prima che egli possa varcare la soglia dell’iniziazione. E il fatto di porre deliberatamente piede sul sentiero, costituisce un appello ai Signori del Karma, affinché essi tirino le somme e gli offrano l’opportunità di saldare il karma, un po’ come chiedere il conto al ristorante perché si ha bisogno di andar via velocemente.


A causa di ciò, il karma che avrebbe dovuto ripartirsi su decine di vite, deve essere esaurito in poche, forse in una sola vita, rendendo in tal modo la strada molto difficoltosa da percorrere. Può sembrargli che tutto sia contro di lui, può parergli che la Gerarchia dei Maestri lo abbia abbandonato. Si trova in mezzo a guai di famiglia, difficoltà sul lavoro, malanni psicologici e fisici.


Perché proprio quando decide di dedicarsi al meglio, gli accade il peggio? Perché proprio quando decide di vivere più rettamente di quanto non abbia mai vissuto prima, devono assalirlo tutte queste sofferenze? Sembra così ingiusto, così duro, così crudele trovarsi trattato dal destino più duramente che mai, proprio quando decide di consacrare la propria vita al mondo superiore.



Eppure egli deve restar saldo in mezzo alle prove, non deve permettere a nessun sentimento d’ingiustizia di penetrare in lui. Non v’è niente d’ingiusto in quanto gli sta capitando. Volendo ottenere di più rispetto a quanto aspiri ogni altro uomo, ha sfidato il suo karma e quindi non può meravigliarsi se viene immediatamente chiamato ad esaurirlo. D’altronde ogni debito karmico che egli paga è cancellato per sempre dai registri akashici e non lo disturberà mai più.


Se le malattie lo colpiscono e se le angosce lo affliggono, deve pensare che è un bene essersi liberato da qualche peso che probabilmente grava su di lui da millenni. Ogni sofferenza non è inutile. Ciò che è stato sofferto appartiene oramai al passato e non più all’avvenire.


Lieto in mezzo agli affanni, fiducioso di fronte allo scoraggiamento, soddisfatto in mezzo alle pene... poiché il discepolo sa bene che se non vi fosse risposta, vorrebbe dire che la sua voce non è giunta agli orecchi della Gerarchia e la sua preghiera è ricaduta sulla Terra. Le sofferenze rappresentano unicamente la risposta all’appello da lui lanciato quando ha posto il primo piede sul sentiero.



Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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domenica 9 luglio 2017

Risveglio e ricordo di sé

Quando la mattina abbandonate il sonno fisico e vi alzate dal letto, sprofondate immediatamente in una condizione definita “identificazione”. Se fosse sufficiente alzarsi dal letto per essere svegli... tutto il mondo funzionerebbe diversamente. In questo stato di identificazione non possedete una consapevolezza autonoma, perché venite assorbiti – vi perdete – in tutto ciò che fate, dite e pensate. Non essendo presenti a voi stessi, ma persi nelle attività, interne o esterne che siano, non potete definirvi svegli nel senso più completo del termine.


L’essere umano che si trova in questa condizione non è un individuo vero, bensì una macchina biologica priva di
a) unità interiore (un io permanente)
b) reale volontà
c) libero arbitrio
d) padronanza di sé
e) coscienza di sé,
si riduce, cioè, a una macchina manipolata da forze esterne, poiché, a ben guardare, si limita a reagire meccanicamente agli stimoli provenienti dall’ambiente circostante.


Far notare alle persone ordinarie che è perfettamente possibile restare addormentati nonostante la posizione verticale, difficilmente sortisce qualche effetto. Loro sono convinte che per il solo fatto di essersi alzate dal letto al mattino, sono divenute persone pienamente responsabili, padrone di se stesse e totalmente coscienti. Il fatto che a seconda dello stimolo proveniente dall’ambiente esterno, siano costrette a provare rabbia, imbarazzo o ansia, senza averlo chiesto e senza poterci fare nulla, non le induce a manifestare il minimo dubbio circa la solidità della loro coscienza, della padronanza di sé e del loro libero arbitrio. Ed è questo il vero mistero.


È quasi impossibile convincere chi la pensa così che sta ingannando se stesso, perché, non appena si sente dire di non essere cosciente, scatta in lui un meccanismo che lo risveglia per un istante e gli fa dire con indignazione: «Guardi che io sono pienamente cosciente di me!». Voglio farvi notare che proprio grazie a questo terribile trucchetto della natura, a causa della domanda ricevuta il terricolo si auto-osserva per un attimo e diventa in effetti cosciente. Se anche adesso, voi che state leggendo, vi fermate un istante e vi chiedete se siete coscienti, immediatamente smettete di essere identificati con il contenuto della lettura e divenite in effetti coscienti di voi. Ma quando ricomincerete a leggere non lo sarete più, perché ricadrete nell’identificazione, a meno che non facciate degli sforzi per restare coscienti mentre leggete: ciò che viene chiamato “ricordo di sé”.



Il drammatico trucchetto della natura, però, fa sì che l’individuo creda di essere sveglio sempre, e non solo per qualche istante a causa della domanda ricevuta. Si allontanerà da voi convinto di essere una persona cosciente, padrona di sé, in possesso di libero arbitrio e, naturalmente, abbastanza simpatica. Inoltre, a peggioramento della situazione, questa persona addormentata è attorniata da persone altrettanto addormentate, e la cultura in cui vive fa di tutto per perpetuare questo stato di sonno, in quanto chi dorme, forse non piglia pesci, ma sicuramente compra di tutto all’interno di affollati ipermercati.


L’Alchimia e la Magia – quando sono reali – si fondano sulla possibilità per l’essere umano, uomo o donna che sia, di uscire dal suo stato di sonno attraverso uno sforzo intenzionale, esercitato con perseveranza. Il ricordo di sé è una separazione della coscienza da tutto quello che facciamo, pensiamo e sentiamo. La coscienza smette progressivamente di restare identificata – addormentata – nelle attività della macchina biologica e diviene cosciente di sé, ossia cosciente di essere qualcosa di differente rispetto a fisico, emozioni e pensieri. Grazie a tali sforzi, non si limita a pensarlo con l’intelletto, bensì lo realizza.


Il simbolo del ricordo di sé è una freccia a due punte, che indica una duplice consapevolezza: verso l’interno e verso il mondo esterno. Si crea cioè un valore aggiunto, detto "osservatore" o "testimone", che è la consapevolezza oggettiva di sé, il senso di esserci. Si crea in questo modo un senso di distacco, di non identificazione coi pensieri, che prima non c'era. Infatti identificazione e ricordo di sé si escludono a vicenda, così come una stanza non può essere al contempo buia e illuminata.


(mentre leggevate, vi siete di nuovo persi, vero?)


Salvatore Brizzi
(professione: cane di Dio
D.O.G. = Dogs Of God)

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sabato 8 luglio 2017

THE SPIRAL



Il filosofo pitagorico Platone affermò enigmaticamente che c'era una chiave d'oro che unificava tutti i misteri dell'universo. La chiave d'oro è l'intelligenza dei loghi, la fonte dell'amore primordiale. Si potrebbe dire che sia la mente di Dio. La fonte di questa simmetria divina è il più grande mistero della nostra esistenza. Molti dei pensatori della storia come Pythagoras, Keppler, Leonardo da Vinci, Tesla ed Einstein sono arrivati alla soglia del mistero. Ogni scienziato che guarda profondamente nell'universo e ogni mistico che guarda profondamente dentro di sé finisce di fronte alla stessa cosa: la Spirale promordiale

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Questo va capito molto attentamente

Questa è la chimica interna. La luna e il sole sono simboli dell’alchimia interiore. La luna rappresenta il femminile e il sole rappresenta il maschile dentro di te. La luna è l’intuito, il sole è la ragione. La luna è yin; il sole è yang. Questa è la terminologia indiana per indicare lo yin e lo yang. La luna è pace, silenzio; il sole è energia, vitalità. La luna è morte, sonno, sogno, immaginazione; il sole è risveglio, vita, logica.

Quando la luna e il sole si incontrano dentro di te si verifica una grande esperienza. Questa è l’esperienza dell’armonia dell’unità – UNIO MYSTICA. Questo è lo scopo di tutti i mistici – l’incontro del sole e della luna dentro di sè. Questo è l’incontro reale dell’uomo e della donna.
E solo quando questo incontro è avvenuto si ha BRAHMACHARYA, si ha il celibato, non prima. Se la tua donna interiore non ha ancora incontrato il tuo uomo interiore, avrai bisogno di una donna o di un uomo all’esterno. Ma sono solo dei sostituti.


Per questa ragione non si è mai totalmente soddisfatti, sembra sempre che manchi qualcosa. Puoi trovare l’uomo o la donna più belli del mondo e senti comunque che qualcosa non quadra, continua ad esserci una mancanza. Non c’è niente di sbagliato nell’uomo o nella donna, niente di sbagliato. La sensazione che manchi qualcosa deriva da altrove e non sei stato in grado di capire da dove.

Quando ti innamori di una donna, quello che accade veramente è che hai una donna interiore e quella esteriore riflette per certi versi la tua donna interiore. Ecco cosa significa innamorarsi. E non esiste nessuna ragione particolare. Scrolli le spalle. Se qualcuno ti chiede: “Perchè ti sei innamorato di questa donna?”, trovi delle razionalizzazioni, per esempio, che il suo naso è fatto in un certo modo, o i capelli, o il modo in cui cammina – sono tutte sciocchezze. Beh, cosa hanno a che fare con l’amore un naso, o il colore dei capelli, o il modo in cui si cammina? Niente. Ma qualcosa corrisponde alla tua donna interiore, alla tua luna interiore.

In qualche modo lei riflette la tua luna interiore. Non sarà mai al cento per cento, questo non è possibile. La tua donna interiore è la tua donna INTERIORE e non può essere trovata all’esterno. All’esterno si possono trovare solo dei riflessi.

Ecstasy, The Forgotten Language (Estasi, il linguaggio dimenticato)


Di solito quello che chiamiamo amore non è vero amore. Chiediamo, pretendiamo. L’amore ordinario è una specie di accattonaggio: “Dammi di più, dammi di più!. L’amore vero dice: “Prendi da me, prendi da me di più”. Quando l’amore dà, è vero; quando ambisce ad ottenere, è falso. E quando l’amore dà, irradia, pulsa.

Don’t Look Before You Leap (Non guardare prima di saltare)

Inizia con l’amare te stesso, questo deve essere l’inizio e sarà anche la fine. Allora il cerchio si chiude: inizi con l’amare te stesso perchè sei il più vicino a te stesso. Naturlmente, quando inizi ad amarti, il tuo amore si muove dalla circonferenza verso il centro, perchè esisti solo sulla circonferenza. Ti rivolgi verso l’interno: sei sulla porta che collega la parte interiore con quella esteriore. Guardi dentro – sei ancora sulla circonferenza – e ti innamori del tuo centro. Questo è l’inizio. E la fine sarà che hai raggiunto il centro e da dove sei, dal centro, guardi la circonferenza.


Questo sarà il completamento del viaggio. Ma tra questi due, tra l’inizio e la fine, ci sono sette passi.

L’affermazione di Gurdjeff appartiene ad uno solo di questi passi ed è assolutamente corretto. Gli animali sono molto più sensibili perchè non sono logici, razionali. Ma non va bene iniziare con gli animali.; bisogna tornare un po’ più indietro. Il primo passo devono essere le stelle, il sole, la luna. Più sono lontani, meglio è, perchè se riesci ad amare le cose più lontane, ti sarà più facile amare quelle che ti sono più vicine. E anche le stelle hanno un’incredibile sensibilità; sono molto più primitive degli animali.

Le stelle, il sole, la luna – inizia con loro e loro ti risponderanno, ricordatelo! E preparati, perchè non sono nemmeno troppo ben educati. Ti diranno l’esatta verità, qualunque essa sia. Poi rivolgiti alle rocce, alle montagne. Senti le rocce, la loro consistenza, amale. Poi volgiti ai fiumi, al vento, alla pioggia; sono più vivi, più vivaci di qualunque altra cosa. Danza nella pioggia, nel vento. Nuota nel fiume, lasciati andare e fluisci con esso. Non lottare contro il fiume, non lo spingere, non nuotare controcorrente. Segui il fiume, diventa un’unica cosa con esso.


Ecco come potrai imparare molti modi di amare, molte qualità dell’amore. Poi volgiti agli alberi, ai cespugli, ai fiori, ai frutti.... spostati molto lentamente verso la vita. Gli alberi sono più vivi, i fiori sono più vicini, molto più vicini delle stelle e delle rocce e dei fiumi. Dopo volgiti agli uccelli – e solo adesso l’affermazione di Gurdjeff è corretta – agli animali.


E dopoche sarai stato capace di amare tutte queste diverse espressioni dell’esistenza, potrai amare l’uomo e la donna, perchè l’uomo e la donna sono l’espressione più alta e implicano le stelle, le montagne, i fiumi, i venti, la pioggia, gli alberi, gli uccelli, gli animali; implicano tutto ciò. Siamo fatti di tutto ciò! Qualcosa di noi appartiene alle stelle, qualcosa di noi appartiene ai fiumi, alle montagne, qualcosa di noi appartiene agli alberi, ai fiori, qualcosa di noi appartiene agli uccelli.


Non è un caso che sogni di volare, non è un caso che l’essere umano abbia inventato gli aerei, non è un caso che l’essere umano sia attratto da migliaia di anni dalle stelle. Inizialmente può essersi trattato di astrologia, poi di astronomia ed ora dell’immensa attrazione che spinge a raggiungere la luna, Marte, e poi le stelle. C’è qualcosa di magnetico che ci attira.


Non è un caso che quando vai al mare, qualcosa in te si sente in sintonia con il mare, perchè l’ottanta per cento del tuo corpo è fatto di acqua salmastra. L’essere umano è nato come pesce; dal pesce si è poi evoluto nell’uomo. In realtà, ogni bimbo nel grembo della madre è un pesce per alcuni giorni. In nove mesi deve attraversare tutti gli stadi che l’intera umanità ha attraversato in milioni di anni. Ma qualcosa dentro di te rimane sempre simile al pesce!

Non c’è niente di particolarmente strano che quando ami una donna inizi a chiamarla “micetta”, “gattina”; c’è qualcosa di vero in questo. Ogni donna ha un gatto dentro il suo essere, ogni uomo ha un cane. Ecco perchè puoi vedere marito e moglie litigare sempre come cane e gatto!


Se vuoi amare l’uomo e la donna dovrai amare molte altre cose. Se salterai direttamente nell’amore per una donna, sarai nei guai perchè non conoscerai molte delle sue dimensioni. Non conoscerai le dimensioni dell’uomo di cui sei innamorata. Qualcosa in lui è roccia; a meno che non conosca la consistenza della roccia e non sappia amare la roccia non sarai in grado di amare un Pietro. Un Pietro significa una roccia!


Devi fare l’esperienza dell’amore in tuti i modi possibili, solo allora... perchè l’uomo e la donna sono il culmine di molte cose; molte cose sono accadute prima di loro. Hanno un passato enorme; questo è implicito nel loro essere. E’ lì ed è molto vivo. Se non riesci ad amare gli alberi, se non riesci ad amare il vento, se non ti dà nessuna gioia danzare quando piove, non sarai in grado di amare un uomo o una donna; mancherà qualcosa al tuo amore. Non avrà la perfezione, non avrà quella grazia squisita che è in grado di avere, che dovrebbe avere.


Ma ti devi muovere lentamente. Inizia con te stesso e poi volgiti alle stelle più lontane, e poi da quelle stelle inizia a spostarti di nuovo verso te stesso. Quelle stelle formano la tua circonferenza, e solo allora puoi giungere ad un punto, puoi scoprire di nuovo il tuo centro. Questo è il momento in cui una persona diventa illuminata, un Budda, un Cristo. Questo è il momento in cui si torna a casa, in cui si è compiuto tutto il pellegrinaggio. E’ un pellegrinaggio d’amore.

The Wild Geese and the Water (Le oche selvatiche e l’acqua)

OSHO http://osho-zero-mind.blogspot.it/2009/11/zzzzz.html

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