giovedì 12 gennaio 2017

IL SISTEMA DI CREDENZE E’ UN TIRANNO

Il sistema di credenze domina la vita umana come un tiranno. Ci toglie la
libertà e ci rende suoi schiavi. Esercita il suo potere sul vero noi, la
vita umana; e non è nemmeno reale! Il vero noi rimane nascosto da qualche
parte nella mente e in questo modo tutto ciò che sappiamo, tutto ciò a
cui ci siamo accordati a credere, ne prende il controllo. Il corpo umano,
che è bellissimo e perfetto, diventa la vittima del giudizio e della..
punizione; diventa un veicolo attraverso cui la mente agisce e proietta
se stessa.
Il sistema di credenze è il regno della mente; non possiamo vederlo né
misurarlo, ma sappiamo che esiste. Forse, ciò che invece non sappiamo è
che questa struttura esiste solo perché la creiamo noi. Questa nostra
creazione è appiccicata a noi, ci segue ovunque. E viviamo in questo modo
per tutto il tempo in cui non ci accorgiamo che stiamo vivendo in questa
struttura. Anche se la mente non è reale (è virtuale), è comunque potere
assoluto, perché è creata anch’essa dalla vita.
Per questo un elemento fondamentale nella padronanza della consapevolezza
è la consapevolezza della nostra creazione, la consapevolezza del fatto
che è viva. Ogni nostra credenza, da quella nel suono di una lettera
dell’alfabeto a un’intera filosofia, utilizza la nostra energia vitale
per sopravvivere. Se potessimo vedere la nostra mente in azione, vedremmo
milioni di forme vitali e vedremmo che diamo vita alla nostra creazione
dandole il potere della nostra fede, dandole tutta la nostra attenzione.
Usiamo la nostra energia vitale per sorreggere tutta la struttura. Senza
di noi, queste idee non potrebbero esistere; senza di noi, l’intera
struttura crollerebbe.
Con il potere dell’immaginazione possiamo vedere la creazione della
nostra “mitologia personale”, la costruzione del nostro sistema di
credenze e il modo in cui investiamo la nostra fede nelle menzogne. In
questo processo di costruzione (tutte le cose che impariamo) vi sono
molti concetti che ne contraddicono altri. Creiamo tanti sogni diversi, e
quindi strutture diverse che si contraddicono a vicenda e che annullano
il potere della nostra parola. In questi momenti la nostra parola è quasi
nulla, perché se ci sono due forze che spingono in direzioni opposte, il
risultato è zero. Se invece tutta l’energia va in un’unica direzione il
suo potere è immenso; e le nostre intenzioni si manifestano perché le
affermiamo, perché le nostre parole hanno il potere della nostra fede.
Da bambini diamo la nostra fede a tutto quello che ci insegnano, ed è
così che perdiamo il potere sulla nostra vita. Diventati adulti, la
nostra fede è già assorbita in così tante menzogne che non abbiamo quasi
più il potere di creare il sogno che vogliamo per noi. Il sistema di
credenze ha tutto il potere della nostra fede e così rimaniamo con zero
fede, con zero potere. E facile vedere come diamo la nostra fede a
simboli come Babbo Natale, ma non è altrettanto facile vedere che
facciamo la stessa cosa con ogni simbolo, ogni storia e ogni opinione che
impariamo su noi stessi e su qualunque altra cosa.
Ritengo che sia molto importante capirlo, e l’unico modo per farlo è
esserne consapevoli. Se siamo consapevoli di dare tutto il nostro potere
personale a tutto ciò che crediamo, forse non sarà difficile togliere
potere ai simboli, che in questo modo non avranno più potere su di noi.
Se togliamo potere a un simbolo, il simbolo ritorna a essere un simbolo e
basta. Allora i simboli obbediranno al loro creatore, cioè al vero noi, e
serviranno al loro vero scopo: essere uno strumento di comunicazione.
Quando scopriamo che Babbo Natale non è la verità, non crediamo più a
Babbo Natale, e il potere che investivamo su quel simbolo ritorna a noi.
Ciò avviene quando diventiamo consapevoli che noi abbiamo fatto l’accordo
di credere a Babbo Natale. Recuperando la nostra consapevolezza, capiamo
che siamo stati noi a stipulare con noi stessi il patto di credere a
tutta la simbologia. E se siamo noi quelli che investono il potere della
loro fede in ogni simbolo, siamo noi gli unici che possono riprendersi
quel potere.
Con questa consapevolezza possiamo riprenderci il potere che davamo a
tutto ciò a cui credevamo e non perdere mai più il controllo sulla nostra
creazione. Vedere che siamo noi a creare la struttura delle nostre
credenze ci aiuta a recuperare la fede in noi stessi. Se abbiamo fede in
noi stessi, invece che nel sistema di credenze, non abbiamo più dubbi
sull’origine del potere e iniziamo a smantellare la struttura.
Quando la struttura del nostro sistema di credenze non esiste più,
diventiamo molto flessibili. Possiamo creare qualunque cosa vogliamo,
possiamo fare qualunque cosa. Possiamo dare la nostra fede a tutto ciò a
cui vogliamo credere. La scelta è nostra. Se non crediamo più a tutto
quello che ormai sappiamo essere la causa della nostra sofferenza, come
per magia essa scompare. Non abbiamo bisogno di pensarci: abbiamo bisogno
di agire. È l’azione che farà la differenza.
È LA PRATICA CHE FA IL MAESTRO

DON MIGUEL RUIZ DON JOSÉ RUIZ
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sabato 7 gennaio 2017

…il problema è tuo, non suo.


Se la realtà è uno specchio, e la mia lascia molto a desiderare, come posso cambiarla?

Per mia realtà si intende ciò che appartiene alla mia vita, ciò che mi gira intorno, ciò con cui vengo in contatto, e ne fanno parte le persone, così come avvenimenti, animali, piante o sassi.

Ma trattiamo qui ora gli accadimenti e le persone. Conoscenti, amici e parenti, i loro comportamenti e gli episodi delle mie giornate.

Se vuoi risvegliare il Mago che è in te comincia con molta umiltà.

Riconosci che, qualsiasi avvenimento sconveniente, che accada sulla tua strada, vuol mostrarti che il problema è tuo e di nessun altro. Può essere anche di altri, ma ciò appartiene al loro percorso, a te non deve interessare, in questa fase devi considerare solo la tua implicazione.

Se provi, ad esempio, un tremendo fastidio a dover dividere la tua giornata lavorativa con un collega che non fa il suo dovere, che spettegola di tutti, che approfitta di ogni attimo possibile per svicolare dalle proprie mansioni……il problema è tuo, non suo.

Se senti salire la rabbia perché una persona ti offende o ti aggredisce con toni aspri……il problema è tuo, non suo.

Se ti dispiace che una persona a cui tieni sia fredda e scostante con te….il problema è tuo, non suo.

Se stai male perché un parente, un famigliare non si comporta secondo i canoni sociali, la dove magari ti confidi con gli amici e ti senti dire “Ma è proprio spregevole! se ne approfitta perché tu sei troppo bravo!”…..il problema è tuo, non suo.

Se non sopporti la suocera, e ti investe l’insofferenza ogni volta che la vedi perché si intromette sempre, vuol sempre dire la sua, si introduce nell’educazione dei tuoi figli….il problema è tuo, non suo.

Si potrebbero fare migliaia di esempi del genere e ad ogni esempio mi pare di sentirvi, “Ma sei cretina? come sarebbe? questi sono asociali e approfittatori e il problema è mio?”

Eppure questa è la verità, non solo, è anche una grande opportunità, e finchè non lo capirai, finchè non saprai ammantarti di umiltà e riconoscerlo, sguazzerai sempre nello stesso fango, che giorno dopo giorno ti inghiottirà sempre di più.

Tu rifletti negli altri ciò che sei, mettitelo bene in testa, non solo negli altri, ma anche nell’Energia che è in ogni cosa intorno a te, quindi se accadimenti sgradevoli si susseguono ripetutamente nella tua vita, il problema continua ad essere tuo e non è colpa della sfiga o delle coincidenze.

Ti rifletti nella realtà e non te ne accorgi. Non so quante volte ho già detto che la realtà è uno specchio magico, riflette la tua interiorità non la tua figura, riflette ciò che sei senza saperlo, perché ciò che sei veramente si trova nel tuo profondo, uno stato d’essere celato anche ai tuoi stessi occhi perché si trova nell’inconscio.

Se non provi nulla, nessun movimento interiore, nel vedere una persona che si comporta in modo sgradevole, allora non occorre fare nessun lavoro interiore, ma se al solo vederla cominci a sentire un movimento spiacevole nello stomaco, o anche solo un pensiero seccante e molesto nella testa, allora lavora, è un consiglio, fidati!

Qual è questo lavoro che devi fare?

Prima di tutto accetta, con molta modestia, che ciò che vedi nella persona che non ti piace è qualcosa che ti appartiene.

Inutile dire “Non lo accetto, io so che non farei mai una cosa del genere!”.

A parte il fatto che è possibile che tu ti sia comportato in modo analogo in passato e nemmeno te ne ricordi, ma l’emozione che quella persona ti fa provare è qualcosa di sopito dentro di te, magari si tratta di un’esperienza già vissuta, che ti ha fatto star male e non è stata superata, o potrebbe semplicemente essere una caratteristica umana che tu giudichi, un intrattenimento interiore di cui devi assolutamente liberarti se vuoi star bene.

Devi partire dall’accettazione che, in ogni modo, quel qualcosa che la persona ti sta mostrando e ti irrita, è un demone che era già dentro di te, ella ti aiuta a vederlo, a portarlo alla luce, proprio per poterlo far evaporare con il lavoro interiore.

Quella persona è un maestro che ti sta, a sua insaputa, insegnando a vedere dentro di te, e se non cogli l’insegnamento la tua anima ti porterà sempre a contatto di persone del genere, finchè non avrai imparato, perché il suo intento è quello di farti ricordare CHI SEI, un essere superiore e divino che non può provare certi sentimenti.

Il lavoro interiore quindi consiste per prima cosa nell’accettazione, riconoscere che quell’emozione negativa, ossia un demone, ti appartiene. Il secondo step è osservare insistentemente quell’emozione, quel movimento che nasce spontaneo in te nella testa, sotto forma di pensiero, o nello stomaco, sotto forma di nodo, di pesantezza. Osservalo, guardalo in faccia, senza bloccarlo, senza fare nulla, non c’è nulla da fare, solo osservarlo in silenzio. Lo senti, ti accorgi della sua presenza e lo osservi, rimani in ascolto, percepisci se aumenta, se diminuisce, quanto è potente, basta, non fare altro.

Fai in modo di incontrare di nuovo quella persona per ripetere il tuo lavoro interiore, al momento, nell’immediatezza, quando accade, mentre senti il groppo, quella è un’occasione da non perdere.

Saprai di esserti ripulito da quella spazzatura solo quando nell’avvicinare la persona non sentirai più nulla, nessun pensiero, nessun movimento dentro di te, indifferenza totale, a quel punto ella può fare ciò che vuole, in nessun modo ti colpirà più.

Una volta vinto il demone accade spesso, come per Magia, ma guarda un po’, che la persona cambi il suo comportamento nei tuoi confronti o per qualche motivo si allontani da te, senza che tu abbia fatto alcunché per provocare l’avvenimento.

Anche per quanto riguarda le circostanze è la stessa cosa, so che possono essere alquanto spiacevoli, ma quando accadono ripeti il tuo lavoro, guardati dentro, non chiederti perché è capitato, osserva solo ciò che provi, senza stancarti, rimani sull’osservazione, ciò che provi è un demone che attira vibrazioni negative, più lo osservi e più si sente scoperto, più lo osservi e più gli togli Energia, finchè, senza più nutrimento morirà, essi muoiono evaporando come l’acqua portata a bollore.

Se farai questo ogni volta che proverai un’emozione negativa, a poco a poco sentirai un senso di libertà crescere in te, una sensazione stupenda che ti riempirà d’Amore, comincerai ad emanare frequenze positive e altre uguali ti verranno incontro.

Allora forza, mettiamo in pratica la sesta lezione, il Mago si sta risvegliando sempre di più, sta già sbadigliando, quando comincerà a stiracchiarsi lo sentiremo.

giovedì 5 gennaio 2017

SE QUALCUNO VI HA FATTO DEL MALE

Se qualcuno vi ha ferito, potrete sentire molta rabbia, e anche odiarlo. Molte persone si fermano qui. Si sentono delle vittime che hanno il diritto di odiare e di vendicarsi. Usano la loro forza per questo. Maledicono, dicono delle brutte parole o solamente accennano al giudizio divino, intendendo, naturalmente, un tremendo castigo divino.
Se vi sembra che le vostre ferite non facciano più male, ma non avete ancora perdonato chi vi ha offeso, significa che non siete ancora guariti. Una parte di voi è ancora saldamente legata a colui che vi ha fatto del male.
Una guarigione completa è una liberazione non solo dal dolore, ma anche dall'odio e dal desiderio di accusare qualcuno. Una completa guarigione è quel stato di libertà, quando non hai più niente da dire a quella persona; gli puoi sorridere, augurandogli un buon cammino.
Una completa guarigione è una sensazione del flusso dell'energia vitale che rende giustizia a tutti: guarisce coloro che sono pronti e punisce coloro che se lo sono meritati. E' una piena fiducia verso il mondo basata sulla comprensione del fatto che tutto ciò che accade non è casuale ed è una lezione.
Il prossimo stadio, al quale non tutti arrivano, è il riconoscimento del valore di ciò che era successo. Il riconoscimento di quel fatto che se non ci fosse stato il danno non ci sarebbe stato il vostro lavoro interiore, e non avreste avuto l'esperienza della guarigione. E senza la guarigione non ci sarebbero delle novità nella vita.
Chi cade non si rialza mai con le mani vuote.


(Aglaya Dateshidze)
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OLGA SAMARINA

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domenica 1 gennaio 2017

Tu non hai un anima ...

Tu non hai un anima, 
Sei un anima che possiede un corpo temporale

Art of the Initiate

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giovedì 29 dicembre 2016

La fonte non è l'altro ...

La fonte non è l'altro,
la sorgente è dentro di te.
L'altro la colpisce ma, se all'interno non
ci fosse rabbia, non potrebbe uscire:
se colpisci un buddha, affiorerà solo compassione, perché dentro c'è solo quello; la rabbia non verrà fuori, perché in lui non ce n'è. Se getti un secchio in un pozzo secco non ne verrà fuori nulla, se lo getti in un pozzo colmo d'acqua, tirerai fuori acqua, ma quell'acqua viene dal pozzo: il secchio serve solo a tirarla fuori.
Quindi, se qualcuno ti insulta, sta solo gettando un secchio dentro di te, e quel secchio verrà su pieno di rabbia o di odio, o del fuoco che avevi dentro; ma la fonte sei tu, ricordalo. Per questa tecnica ricorda che tu sei la fonte di tutto ciò che di
solito proietti sugli altri. E ogni volta che senti piacere o avversione, immediatamente va' all'interno e arriva alla fonte da cui sorge quel sentimento: rimani centrato lì, non muoverti verso l'oggetto.
Qualcuno ti ha dato l'occasione per diventare consapevole della tua rabbia; ringrazialo subito e dimenticalo. Chiudi gli occhi, entra in te e osserva la fonte da cui sorgono amore e rabbia: da dove vengono? Va' dentro, scava in te; laggiù troverai la fonte, perché la rabbia viene da te.
Odio o amore, o qualunque altra cosa, viene dalla tua fonte. Ed è facilissimo andare dentro di sé quando si è in collera, innamorati o quando si odia, perché si sta ribollendo: in quei momenti è molto facile; quel filo è caldo e ti può portare all'interno, con quel calore puoi muoverti facilmente. E quando raggiungi un punto interiore che non è caldo, d'un tratto ti renderai conto dell'esistenza di una dimensione diversa, ti si schiude davanti un mondo nuovo.
Usa l'odio, usa la rabbia, usa l'amore per andare dentro di te.


-OSHO

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lunedì 26 dicembre 2016

LO SCHERZO E' ...

"Lo scherzo è che avete tutto dentro di voi e continuate a cercare dappertutto. Se questo non è uno scherzo…!!!Avete dentro di voi la sorgente di ogni conoscenza e continuate a fare domande. Avete il Sé che conosce e pensate di essere ignoranti. Avete ciò che è immortale dentro di voi e avete paura, vi lasciate spaventare dalla morte e dalla malattia. Se questo non è uno scherzo: è come se il divino stesse giocando a nascondino con voi!"


Osho


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sabato 24 dicembre 2016

APRITE IL CENTRO DEL CUORE CON IL CANTO SCIAMANICO




Purtroppo, la gente ha perduto la forza del verbo vivo... Per la prima volta l'avevo sentito al concerto del famoso sciamano di Tuva e maestro del canto di gola, Nikolay Oorzhak
Eravamo in una sala, in semioscurità. Ci hanno chiesto di chiudere gli occhi. E poi lo sciamano ha iniziato a cantare accompagnando il canto con i colpi sul tamburo. La prima cosa che avevo avvertito era un'onda di una generale accettazione, di gioia. Ho sentito un'espansione nella parte superiore del torace, e poi qualcosa ha iniziato ad aprirsi in su: sembrava che la testa si fosse allargata fino all'infinito.
Il flusso abituale dei pensieri si è fermato. E ho sentito, e poi sono diventato consapevole della connessione globale di tutte le cose.- Ho capito che nessuno è solo, anche se lo pensiamo.
Tutto è interconnesso, e siamo degli stupidi, perché viviamo come se fossimo soli.
Di sicuro, un momento simile lo vivono tutti coloro che cercano la Via.
... Per coloro che non cantano, o cantano poco, svelerò un piccolo segreto.
La nostra voce, il nostro canto, può influenzarci molto più forte di quanto lo possa fare una voce esterna. E' naturale: vibra il vostro corpo!
Potete verificarlo.
Scegliete un posto e un momento da poter essere indisturbati. Sentitevi assolutamente liberi. In un appartamento di città potete mettere una musica, come sfondo: in tal caso di sicuro nessuno vi sentirà! Oppure (in ideale) andate in un bosco.
Sedetevi con la schiena dritta e il corpo senza blocchi muscolari. Concentratevi sulle sensazioni del corpo. Non fate degli sforzi, sentite semplicemente.
Iniziate a cantare, con la bocca chiusa: ......mmmmmmmmmm.....
Poi, con la bocca aperta, cantate: "aaaaaaa...." , "oooooooo...."
Osservate e notate dei cambiamenti nel corpo, nelle emozioni, nei pensieri. Se lo fate per diversi minuti, inizierete a sentire alcuni cambiamenti. Potrebbe trattarsi di un miglioramento di tono generale... potreste sentire una freschezza, delle emozioni positive.
Il suono "Aaaaaa...." favorisce il rilassamento dei muscoli nell'area del torace, allarga i canali energetici e permette di condurre una grande quantità di energia. Come risultato, il centro del cuore riceve un nutrimento complementare e si apre...
Naturalmente, questo semplice esercizio permette dare solo un assaggio del canto sciamanico; per avere dei validi risultati servono mesi e anni di pratica. Ma la forza di tale pratica sta nel piacere che ne ricaverete!
Le emozioni, i sentimenti sono una grande forza. Quando iniziamo a cantare apriamo i nostri sentimenti profondi. Senza dubbio, dobbiamo cancellare la paura; la paura e l'imbarazzo di apparire ridicoli, stonati.
Ma quando lo farete, lasciate che ci sia ciò che accade.
Ricordate che quando aprite la porta di una certa realtà e guardate dentro, qualcuno da lì, guarderà voi. Siate pronti e tenete il cuore aperto.
(A.Samotey)

Advanced Mind Institute
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ACCETTAZIONE

ACCETTA. SARAI FELICE. Io voglio essere felice. Come lo vuole essere la maggioranza delle persone su questo pianeta. Voglio gioire ogni momento della vita, non sono poi tanti. Che cos'è la nostra vita rispetto all'eternità? Un breve lampo. Vorrei essere un felice lampo...
Anche nella mia vita ci sono dei momenti di una felicità spontanea: il sorriso di un bambino, le parole d'amore, il raggio di sole. E ci sono dei momenti di incertezza, rabbia, gelosia, rancore. Ed io non vedo ciò che può portarmi la felicità.
Ma si può vivere diversamente. Qualsiasi avvenimento della vita potrebbe portare gioia, ogni persona sarà preziosa. E dentro sentirai una felicità senza fine. Pensi che questo sia riservato ai guru? No, è accessibile a chiunque. A te e a me.
COME? La risposta è una parola sola. ACCETTAZIONE.

Per prima cosa, devi accettare te stesso. E' la base. Senza averlo fatto non potrai accettare pienamente gli altri e ogni momento della tua vita.
Per me ho elaborato alcune regole.

PRIMO: OCCORRE ACCETTARE IL PROPRIO PASSATO. Esamina le situazioni del passato quando avevi provato delle emozioni negative, e fai una domanda: "Perché mi serviva questa esperienza? Che cosa mi ha insegnato?" Quando troverai una risposta, proverai un sollievo.
Oggi sono grata al destino per quelle lezioni importanti.

SECONDO: ACCETTA IL TUO PRESENTE. Tutto ciò che ho nella vita è il risultato delle mie scelte nel passato. Ho solo ciò che avevo scelto. Di giorno in giorno,io avevo scelto di stare seduta senza fare movimenti, e ora ho un corpo debole che non è abituato al movimento. E' il mio presente. Lo accetto. Voglio un corpo forte e agile? Si. Ma oggi devo fare un'altra scelta, trovare il tempo per una palestra, per delle camminate...
Attraverso l'accettazione delle mie esperienze passate accetto il mio futuro, con gratitudine per ciò che ho nella vita.

TERZO: ACCETTA IL TUO FUTURO. Ora capisco che qualsiasi evento nella vita mi procurerà una certa esperienza. Impariamo dagli errori. Cosa sarà se questo mio articolo, il primo nella mia vita, non piacerà a nessuno? Avrò la possibilità di crescere, lavorerò sui miei errori. Accetto il fatto di poter fare degli errori scrivendo l'articolo, lo accetto. E questo mi permette di provare la felicità.

QUARTO: ACCETTA L'ALTRO. Quando ho accettato me stessa, mi è venuto in mente che un'altra persona ha il diritto di essere se stessa, di fare degli errori, di fare come a me non piace. Anche lui ha bisogno delle sue esperienze. Lui prende delle decisioni che servono a lui, lui impara. Se queste decisioni mi fanno male, lui diventa il mio maestro. Una parte ancora non guarita della mia anima entrerà in risonanza, e sono grata all'altro perché aver avuto questa lezione. Questo è il pregio del comunicare.

QUINTO: ACCETTA IL MONDO. In questo mondo non ci sono cose belle né brutte. Gli eventi del passato, presente o futuro sono le mie lezioni. E sono grata a questo mondo, grata per tutto ciò che accade e accadrà nella mia vita. Divento sempre un pochino meglio, imparo a vivere senza le maschere, ad amare permettendo all'altra persona di essere se stessa e di andare per la sua strada. Imparo a provare la compassione e a sentirla come me stessa. Imparo a perdonare...

(Ulyana Zubairova)

Advanced Mind Institute Italia

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venerdì 23 dicembre 2016

LO STATO MIGLIORE DELLA VITA NON è ESSERE INNAMORATI,MA STARE TRANQUILLI


Con il tempo, ci rendiamo conto che lo stato migliore della vita non è essere innamorati, ma stare tranquilli. Solo quando raggiungiamo questo equilibrio interiore in cui niente è di troppo e non sentiamo la mancanza di nulla, siamo davvero pieni. Certo, l’amore può arrivare, ma non è una necessità obbligatoria.

È curioso che l’obiettivo principale della maggior parte della gente sia trovare il partner perfetto. Ogni giorno i nostri cellulari si arricchiscono sempre più con applicazioni per facilitare questa ricerca. Siamo esposti a programmi televisivi, trasmessi agli orari tendenzialmente più gettonati, che hanno la stessa impronta, lo stesso scopo. Cerchiamo e ricerchiamo in un vasto oceano senza prima aver compiuto un viaggio irrinunciabile: quello dell’auto-conoscenza.
“Sarà impossibile raggiungere la pace nel mondo esterno fino a che non facciamo pace con noi stessi”.
(Dalai Lama)

Non aver compiuto questo pellegrinaggio indispensabile lungo la nostra interiorità, scalando vuoti e necessità, ci porta a scegliere compagni di viaggio poco indicati. Relazioni effimere che rimangono incise nella solitudine dei nostri cuscini, già stracolmi di sogni spezzati e lacrime soffocate. Ci sono moltissime persone che passano la maggior parte del loro ciclo vitale saltando di palo in frasca, da un cuore all’altro, accumulando delusioni, amarezze e tristi disincanti.

In questo scenario, abbiamo solo due possibilità, proprio come disse Graham Greene nel suo romanzo “Fine di una storia”: guardare indietro oppure guardare avanti. Se lo facciamo ricchi di esperienza e saggezza, prenderemo il cammino giusto, quello dell’interiorità. È lì che potremo mettere in ordine il labirinto delle nostre emozioni per trovare il prezioso equilibrio di cui necessitiamo.
Lo stato migliore della vita è stare tranquilli

La tranquillità non è assolutamente assenza di emozioni. Non implica nemmeno una rinuncia all’amore o alla passione che ci rendoono umani, che ci danno ali e radici. Le persone tranquille non evitano nessuna di queste dimensioni, ma le vedono da una prospettiva in cui conoscono molto bene i limiti, in cui la temperanza è un faro nella notte che illumina la loro pace interiore.