martedì 24 aprile 2018

LIBERARSI DAI BLOCCHI NEGATIVI


I nostri risentimenti e la negatività ostacolano fortemente il nostro successo, e in generale, tutta la vita. Un nodo alla gola, se non è stato sciolto, può trasformarsi in malattia.
Dopo questa procedura libererete una grande quantità di energia che potrete inviare per la realizzazione dei vostri desideri. Tirerete un sospiro di sollievo, alcuni desideri si realizzeranno da sé, e forse inizierà ad avverarsi ciò che si sognava da tempo.


La cosa più importante è perdonare coloro chi vi hanno offeso, e anche se stesso.

1.Con la massima onestà, riconoscete quelle qualità del vostro carattere che vi ostacolano (invidia, gelosia, irascibilità, odio, complesso d’inferiorità, ecc.). Si può scriverle. A volte, è molto difficile riconoscere di essere invidiosi o gelosi.

2. Chiudete gli occhi e ripassate mentalmente la vostra vita dalla nascita al giorno d’oggi. Non abbiate fretta, ricordate tutti i particolari. Se siete gelosi, cercate di ricordare perché lo siete diventati (siete stati traditi, ingannati, abbandonati?).
Ricordate il primo amore infelice (nome), i tradimenti degli amici (nomi), i risentimenti contro i genitori. Proprio in quei momenti era nato il complesso d’inferiorità, il disamore per se stessi.
A scuola vi prendevano in giro (nomi)? La vostra amica (nome) aveva detto che in quell’abito siete grassi?
Provate a vivere ancora quei momenti. Piangete, soffrite, vivendo quel dolore. Ricordate il nomi di colui che vi ha offeso; e dite mentalmente a quella persona: “Ti perdono, vai in pace. Ora sono libero/a”. Potrebbe trattarsi delle persone di famiglia, dei vostri intimi.

Lasciateli andare. Potete piangere e gridare, ma poi lascieteli andare.
Liberate il posto a una nuova vita. Se avete fatto tutto bene, sentirete subito una grande stanchezza e un grande sollievo. Alla fine fate una doccia e riposate. Il giorno dopo inizierà una vita nuova, piena di avvenimenti felici. La cosa più importante è che riuscirete a liberarvi di quelle qualità per sempre, ed è probabile che le stesse persone verranno da voi dopo, a chiedere perdono.

E visto che dei blocchi nel subconscio portano alle malattie psicosomatiche....
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lunedì 23 aprile 2018

Gurdjieff

Fissa la tua attenzione su te stesso/a.
Sii cosciente in ogni istante di ciò che pensi, senti, desideri e fai.
Finisci sempre quello che hai iniziato.
Fai quello che stai facendo nel migliore dei modi possibili.
Non t’incatenare a niente che alla lunga ti distrugga.
Sviluppa la tua generosità senza testimoni.
Tratta ogni persona come se fosse un parente stretto.
Metti in ordine quello che hai disordinato.
Impara a ricevere, ringrazia per ogni dono.
Smetti di autodefinirti.
Non mentire né rubare, se lo fai, menti e rubi a te stessa.
Aiuta il tuo prossimo senza renderlo dipendente.
Non occupare troppo spazio.
Non fare rumore né gesti innecessari.
Se non la possiedi, imita la fede.
Non lasciarti impressionare da personalità forti.
Non impossessarti di niente né di nessuno.
Distribuisci equitativamente.
Non sedurre.


Mangia e dormi lo strettamente necessario.
Non parlare dei tuoi problemi personali.
Non giudicare né discriminare quando non conosci la maggior parte dei fatti.
Non stabilire amicizie inutili.
Non seguire mode.
Non venderti.
Rispetta i contratti che hai firmato.
Sii puntuale.
Non invidiare i beni o gli esiti del prossimo.
Parla solo di ciò che è necessario.
Non pensare nei benefici che ti procurerà la tua opera.
Giammai minaccia.
Realizza le tue promesse.
In una disputa, mettiti nei panni dell’altro.
Ammetti che qualcuno ti superi.
Vinci le tue paure.
Aiuta l’altro ad aiutare sé stesso.
Vinci le tue antipatie ed avvicinati alle persone che desideri rifiutare.
Trasforma il tuo orgoglio in dignità.
Trasforma la tua collera in creatività.
Trasforma la tua avarizia in rispetto per la bellezza.
Trasforma la tua invidia in ammirazione per i valori dell’altro.
Trasforma il tuo odio in carità.
Non ti lodare né ti insultare.

Tratta ciò che non ti appartiene come se ti appartenesse.
Non lamentarti.
Sviluppa la tua immaginazione.
Non dare ordini solo per il piacere di essere obbedito.
Paga i servizi che ti danno.
Non fare propaganda delle tue opere o idee.
Non cercare di risvegliare negli altri, sentimenti verso di te come: pietà, simpatia, ammirazione, complicità.
Non trattare di distinguerti per la tua apparenza.
Non contraddire mai, solo taci.
Non contrarre debiti, acquista e paga subito.
Se offendi qualcuno, chiedigli scusa.
Se l’hai offeso pubblicamente, scusati in pubblico.
Se ti rendi conto di aver detto qualcosa di sbagliato, non insistere in quell’errore per orgoglio e desisti immediatamente dai tuoi propositi.
Non difendere le idee antiche, solo perché fosti tu chi le enunciò.
Non conservare oggetti inutili.
Non decorarti con idee altrui.
Non fotografarti insieme a personaggi famosi.
Non rendere conto a nessuno; sii il tuo proprio giudice.
Non definirti mai per quello che possiedi.
Non parlare mai di te senza concederti la possibilità di cambiare.
Renditi conto che niente è tuo.
Quando ti chiedono la tua opinione su qualcuno o qualcosa, di solamente le sue qualità.

Quando ti ammali, invece di odiare quel male, consideralo tuo maestro.
Non guardare con la coda dell’occhio, guarda fisso.
Non dimenticare i tuoi morti, però riservagli un luogo limitato che gli impedisca invadere la tua vita.
Nel luogo in cui vivi, riserva sempre un posto a ciò che è sacro.
Quando realizzi un servizio non risaltare i tuoi sforzi.
Se decidi lavorare per gli altri, fallo con piacere.
Se dubiti fra fare e non fare, rischia e fa’.
Non trattare di essere tutto per il tuo compagno; ammetti che cerchi in altri ciò che tu non puoi dargli.
Quando qualcuno ha il suo pubblico, non accudire per contraddirlo e rubargli l’audience.
Vivi di soldi guadagnati da te.
Non ti invischiare in avventure amorose.
Non ti vantare delle tue debolezze.
Non visitare mai nessuno solo per riempire il tuo tempo.
Ottieni per distribuire.
Se stai meditando e arriva un diavolo, fai andare quel diavolo a meditare.

- Gurdjieff -




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sabato 21 aprile 2018

OSHO SIGNATURE































Queste sono le Firme di Osho colorate da Osho stesso
fino a diventare vere e proprie opere d'arte, qui sopra
una selezione delle migliori Osho Signature



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giovedì 19 aprile 2018

MIRACLE MANTRA - NAM MYOHO RENGE KYO


MIRACLE MANTRA - NAM MYOHO RENGE KYO Questo Mantra descrive l'essenza del Buddismo - la convinzione che abbiamo in noi in ogni momento la capacità di superare qualsiasi problema o difficoltà che possiamo incontrare nella vita; una capacità di trasformare qualsiasi sofferenza.


NAM

Nam proviene dal sanscrito namas, che significa dedicare o dedicarsi. Nam-myoho-renge-kyo è dunque un voto, un’espressione della determinazione di abbracciare e manifestare la nostra natura di Budda. È la decisione di non cedere mai alle difficoltà, di vincere sulle sofferenze e, allo stesso tempo, rappresenta il voto di aiutare gli altri a rivelare questa Legge nella propria vita e conseguire la felicità. I singoli caratteri cinesi che compongono Myoho-renge-kyo, oltre a racchiudere un profondo significato, descrivono le caratteristiche fondamentali di questa Legge.
MYOHO

Myo può essere tradotto come mistico o meraviglioso e ho significa legge. Questa legge è chiamata mistica, perché è difficile da comprendere.

Ma cos’è difficile da comprendere? Semplicemente il fatto straordinario che persone comuni, afflitte da illusioni e sofferenze, risvegliandosi alla Legge fondamentale inerente alla propria vita possano sviluppare saggezza e compassione, riconoscere la propria natura di Budda, trasformare e risolvere i propri problemi e aiutare gli altri a fare lo stesso. La Legge mistica – in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza – trasforma la vita di chiunque, anche della persona più infelice, in un’esistenza di felicità suprema.
RENGE

Renge, che significa fiore di loto, è una metafora che offre ulteriori chiarimenti sulle caratteristiche della Legge mistica. Il fiore di loto nasce puro, profumato e incontaminato, nonostante il fango in cui cresce. Allo stesso modo, la bellezza e la dignità della nostra umanità emergono in mezzo alle sofferenze della vita quotidiana. Inoltre, il loto produce nello stesso tempo i fiori e i frutti, a differenza di altre piante nelle quali i frutti appaiono solo dopo l’apertura del fiore e la caduta dei petali. Il frutto della pianta del loto, al contrario, si sviluppa contemporaneamente al fiore e quando il fiore sboccia, il frutto è già lì al suo interno.

La metafora del loto illustra il principio della “simultaneità di causa ed effetto”: non bisogna aspettare di diventare perfetti nel futuro, ma è possibile far emergere in qualsiasi momento dalla vita il potere della Legge mistica.

Il principio della simultaneità di causa ed effetto mostra che le nostre esistenze sono fondamentalmente dotate del grande stato vitale del Budda e che è possibile raggiungere lo stato di Buddità semplicemente aprendo e facendo emergere questa condizione vitale. Altri Sutra, provvisori o non definitivi, insegnavano che si poteva ottenere la Buddità attraverso la pratica buddista solo nell’arco di molte vite, acquisendo una ad una le qualità del Budda. Il Sutra del Loto ribalta questa idea, insegnando che tutte le qualità del Budda sono già presenti nella nostra vita fin dall’inizio.
KYO

Kyo significa letteralmente sutra, ma in questo contesto indica la Legge mistica, la verità eterna, la legge fondamentale che permea la vita e l’universo, paragonata ad un fiore di loto. Il carattere cinese kyo implica anche l’idea di un “filo”. Per realizzare un tessuto, all’inizio si pongono in verticale i fili che formano la struttura: l’ordito con cui vengono poi intrecciati i fili orizzontali. Nella nostra metafora, l’ordito rappresenta la realtà fondamentale della vita. I fili orizzontali, che rappresentano la trama o disegno, raffigurano le varie attività della nostra vita quotidiana e conferiscono colore e fantasia al tessuto. La nostra vita comprende sia una verità fondamentale e duratura, sia la complessa realtà della nostra esistenza quotidiana con la sua varietà ed unicità al tempo stesso. Una vita intessuta solo di fili orizzontali può disfarsi molto velocemente.

Questi sono solamente alcuni degli esempi usati per descrivere “Myoho-renge-kyo”, la Legge mistica di cui le nostre vite sono espressione. Recitare Nam-myoho-renge-kyo è un atto di fede nella Legge mistica e nel meraviglioso potere della vita. Nichiren sottolinea l’importanza essenziale della fede in tutti i suoi scritti, ad esempio scrive: «Il Sutra del Loto (…) dice che si può ottenere l’ingresso solo attraverso la fede’. . . Così la fede è il requisito fondamentale per entrare nel via del Budda».

La Legge mistica è la forza illimitata che già esiste nella nostra vita. Credere nella Legge mistica e recitare Nam-myoho-renge-kyo significa avere fede nel proprio illimitato potenziale buddico. Nam-myoho-renge-kyo non è una frase magica che fa emergere poteri soprannaturali, né un’entità trascendente cui affidarsi. È il principio secondo cui le persone comuni, sforzandosi con coerenza, sicuramente trionferanno. Recitare Nam-myoho-renge-kyo significa rispettare la dignità e le infinite potenzialità delle nostre vite ordinarie, facendo emergere la pura energia fondamentale della vita; è l’impegno a non cedere mai alle difficoltà e a vincere sulle proprie sofferenze.



Tradotto da SGI Quarterly di Aprile 2016
https://www.sgi-italia.org/la-legge-mistica-nam-myoho-renge-kyo/

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mercoledì 18 aprile 2018

IL CAOS E LA CONOSCENZA SUPREMA

Fedele alla mia idea di far conoscere agli italiani il mondo della Russia esoterico-scientifica, ho tradotto, come faccio tutti i giorni, questo brano (da un gruppo su VK), che dimostra che anche i social network, nelle mani intelligenti, possono diventare uno strumento di crescita. L'articolo è scritto da una persona che non è un guru né un "maestro di luce", è soltanto una persona intelligente che promuove la crescita parlando con chi la segue. E vi assicuro che questi sono dei gruppi numerosi e il livello della discussione è molto alto.
........................
"L'ordine non esiste", affermano alcuni amanti della mistica e dell'ignoto. "L'unico ordine è il caos", dicono, "tutto è un'illusione basata sui caotici movimenti delle forze, sulla lotta tra gli elementi."
Precisiamo: se il caos è inspiegabile questo non significa che esso sia la verità ultima e la fonte della Conoscenza; la sua inspiegabilità è totalmente diversa. L'immagine astratta del caos e la sua inspiegabilità è un'illusione creata ad hoc per l'Ego, è la giustificazione e il motivo per non cercare di capire nulla, per non creare, non studiare e non muoversi.

Perché fare qualcosa se nulla dipende da nulla, se abbiamo un'ipotetica probabilità di avere qualcosa senza impegnarci: speriamo di essere fortunati!
Ma se sforziamo un poco la mente, il nostro semplice e primitivo strumento, diventerà chiaro: nei flussi impetuosi delle forze e nella lotta tra gli elementi esiste un ordine.
Che cosa sono dei "flussi impetuosi"? E' un movimento DIRETTO delle forze che seguono una certa traiettoria DETERMINATA dalla volontà di qualcuno. Se non ci fosse stata una volontà e un impulso primario, non ci sarebbe stato il movimento, perché al di fuori della zona d'influenza di un principio intelligente sia la materia sia l'energia tendono all'immobilità, all'entropia, allo stato di non vita...

E la Conoscenza Suprema? Non è inspiegabile perché non può essere spiegata come il caos, che non possiede la logica ed una struttura intelligente; la Conoscenza Suprema non ha bisogno delle spiegazioni ed delle interpretazioni a causa della sua primaria chiarezza; è una Luce talmente forte da scacciare tutti i pensieri in grado di "spiegarla" (in realtà, si tratta di delimitarla dalle scarse idee degli uomini).

La verità non va pensata.

La verità SI SENTE all'istante, con tutto l'essere, perché è la fonte di tutte e forme e di tutti i significati. Di qui, da questa difficoltà della nostra coscienza di vivere in essa, deriva l'apparente caoticità e la volubilità della Conoscenza Suprema.
La luce della verità si apre soltanto alla Mente dei degni e dei costanti, alla mente di coloro che cercano di incontrarla e non si arrendono dopo le separazioni.
Anche voi - se siete uno di questi cercatori - volendo, potrete rendere più frequenti degli incontri magici con la Luce, gli appuntamenti con la Conoscenza, fino a quando questi non si trasformeranno in un rapporto reciproco e permanente..."

https://vk.com/voloxva

Olga  Samarina


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sabato 14 aprile 2018

Osho – Essere nel Momento è Tutto Ciò che Conta


Essere un cercatore spirituale significa principalmente due cose.

Innanzitutto, che la vita a livello esteriore non è soddisfacente, è anzi priva di significato. Attraversi la vita e nulla rimane nelle tue mani, la polvere torna polvere, con la morte tutto sembra concludersi.

Nel momento in cui si diventa consapevoli di questo, allora la ricerca ha inizio.

Questa è la parte negativa e senza di essa non può avere inizio la parte positiva. Perché in una vita priva di significato non puoi essere a tuo agio. Allora hai bisogno di cercare un significato, qualcosa che sia oltre la vita e la morte.

Ricerca spirituale significa comprendere di doversi confrontare con la realtà, non con i sogni. La nostra vita così com’è non è altro che una proiezione dei nostri sogni, dei nostri desideri.

Non stiamo cercando di conoscere la realtà, stiamo cercando di realizzare i nostri desideri.

Continui a desiderare e la vita continua ad essere frustrante, semplicemente perché la vita è come è, non è come piace a te. La vita non è contro di te, semplicemente tu non sei in sintonia con la realtà, sei in sintonia soltanto con i tuoi sogni.

Ricerca spirituale significa comprendere che il desiderio è la causa principale della frustrazione.
Significa smettere di desiderare del tutto, o meglio iniziare a desiderare soltanto di conoscere la nuda realtà così come è, qualunque essa sia.

In termini positivi, ricerca spirituale significa incontrare l’esistenza così com’è, senza alcun deisderio.

I desideri promettono sempre e non danno mai. I desideri promettono sempre cose straordinarie, ma non si arriva mai alla fine perché ogni desiderio alimenta sempre nuovi desideri e con essi il nostro senso di frustrazione.

Il cercatore spirituale ha una mente che non desidera. Il cercatore spirituale è pienamente consapevole che il desiderio non ha senso.

Chi è pronto a conoscere la realtà, può trovarla proprio dietro l’angolo. Ma tu non ci sei mai, perché sei sempre proiettato nel desiderio, nel futuro.

La realtà è sempre nel presente – qui e ora – ma tu non sei mai nel presente.

Sei sempre nel futuro, nei tuoi desideri, nei tuoi sogni. Nei sogni, nei desideri, siamo addormentati. E la realtà è qui e ora.

Una volta che ti risvegli dal sonno, il sogno è spezzato e diventi consapevole che la realtà è qui e ora, proprio nel presente.

Rinasci. Raggiungi l’estasi, l’appagamento, tutto ciò che hai sempre desiderato ma mai raggiunto.

Ricerca spirituale significa essere qui e ora, e puoi essere qui e ora soltanto quando la tua mente non desidera.

Proprio come un pendolo, la mente si muove o verso il passato, nei ricordi, oppure verso il futuro, nei desideri, nei sogni.

Ma la mente non è mai nel qui e ora, manca sempre il momento presente. Si muove da un estremo all’altro, ondeggiando tra passato e futuro.

La realtà è qui e ora. Non è mai nel passato, non è mai nel futuro; la realtà è sempre nel presente.

Ora è il solo momento. Ora è il solo tempo. Non trascorre mai, perché è eterno. È sempre qui, ma siamo noi a non esserci.

Quindi essere un cercatore spirituale significa essere presente nel momento presente, nel qui e ora.

Puoi chiamarla meditazione, puoi chiamarla preghiera.

Non importa quale nome venga dato, la cosa importante è che la mente non ci sia.

E la mente esiste soltanto quando c’è il passato o quando c’è il futuro. La mente non può esistere nel presente.

L’assenza della mente è meditazione. Con la meditazione sei nel qui e ora. Allora esplodi nella realtà. che la realtà è divina.

Allora la realtà esplode dentro di te. Quando conosci la realtà, scopri che la realtà è divina.

Ricerca spirituale significa eliminare l’illusione del futuro e rimanere nel presente, essere pronto ad affrontare qualunque cosa venga qui e ora.

Il divino esplode, arriva la libertà, ma questi non sono i tuoi obiettivi. Sono conseguenze, effetti della realizzazione del reale.


Quindi, prima di tutto, sii consapevole dell’intero processo della vita come frustrante. Non dovrebbe esserci una sola illusione, altrimenti resterai legato a essa.

Se non compirai questo passo, non potrai conoscere la realtà. Chiederai “come posso meditare? La mia mente continua a vagare, non riesco a fermare i pensieri!”. Questo accade perché i desideri sono ancora presenti, quindi continuano a creare pensieri. Significa che il primo passo non è ancora stato compiuto.

Quando sarai diventato consapevole che l’illusione, il desiderio e il futuro sono le cause principali di tutto il non senso che la mente umana crea, allora avrai compiuto il primo passo: ora sarai pronto per conoscere la realtà.

Allora la meditazione diventa semplice perché non c’è nessuno a creare pensieri, nessuno a creare desideri. Sei nel presente, sei nella realtà.

Tutto diventa accessibile. Questo non è possibile quando siamo chiusi nei nostri desideri. I desideri sono un limite. Mentre l’intera esistenza è accessibile, aperta, disponibile.

Tutte le porte sono aperte, ma noi continuiamo a correre così velocemente che neppure le vediamo, perché la mente continua a ripeterci “Non stai correndo abbastanza rapidamente: ecco perché non raggiungi ciò che desideri.” Ma la verità è proprio l’opposto: non stai ottenendo nulla proprio perché stai correndo.

Tutto ciò che devi fare è rimanere nel momento, senza desideri, senza correre, senza aspettative.

In questo esatto momento, qui e ora, c’è tutto ciò che devi conoscere e comprendere – Verità, Dio, Realtà.

La ricerca spirituale, quindi, non è rivolta a qualcosa, a un oggetto. Ricerca spirituale è conoscere ciò che è, e questa conoscenza arriva quando sei nel momento.

Essere nel momento è la porta segreta, e questa porta è aperta. Per entrarci, basta smettere di correre ed essere presente nel momento.

– Osho


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giovedì 12 aprile 2018

MENDICANTI D'AMORE

Pensateci un po’ su, al vostro costante bisogno d’amore. Volete che qualcuno vi ami, e se qualcuno vi ama vi sentite bene. Ma quello che non sapete è che l’altro vi ama solo perché vuole che voi lo amiate.


È proprio come qualcuno che va a pescare: non lancia l’esca per dar da mangiare al pesce, la lancia per catturare il pesce. Non la vuole dare al pesce, lo fa solo perché vuole il pesce. Tutte le persone innamorate che vedete intorno a voi stanno solo lanciando esche per ottenere amore.


Una persona lancia l’esca per un po’, fino a che l’altro inizia a sentire che c’è una possibilità di ottenere amore da questa persona. Allora anch’egli inizierà a mostrare dell’amore, fino a che alla fine capiranno che entrambi sono dei mendicanti. Hanno commesso un errore: entrambi avevano creduto che l’altro fosse un imperatore. E quando entrambi capiscono che non stanno ricevendo amore dall’altro, iniziano gli attriti.
Osho

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MEDITAZIONE COLOR CHAKRA

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Visualizza i tuoi chakra con i rispettivi colori, un minuto per chakra sentendo la musica nel chakra e visualizzando il colore corrispondente nel chakra
partendo dal primo Rosso,Arancione , Giallo , Azzurro Blu Viola, opzionale ripeti la dichiarazione dentro di te che appare sullo schermo,

BUONA MEDITAZIONE  SIIIIIIII

By IvanoV Antar Raja

lunedì 9 aprile 2018

LO SCOPO DELL'EGO


L’unico scopo dell’ego è la conferma del proprio valore. Se l’ego non riceve questa conferma, si offende e la persona prova un disagio interiore di cui tende a sbarazzarsi. Come fare? Se la cosa non si risolve con un aumento del valore personale, restano solo due modi: o allentare le redini per lasciar correre l’ego al galoppo, oppure strangolarlo e farla finita. Chi sceglie il primo modo diventa un egoista, chi sceglie il secondo diventa un altruista.

Spesso, per sbarazzarsi del disagio dello stare da solo con se stesso, l’ego si decide per un passo disperato: comincia a ne- gare se stesso. L’ego dichiara che amare se stessi non va bene e che bisogna amare gli altri. L’uomo si allontana dalla propria anima e si rivolge a Dio o alla gente per dedicare la sua vita a qualcuno o a qualcosa, a qualsiasi cosa pur di acquisire un sostegno. Ma può succedere anche il contrario: l’ego può sfo- ciare in aggressività e allora compaiono i criminali, i cattivi, i cinici. Dunque, sia i religiosi devoti che le personalità perdute sono prodotti dell’ego, solo con polarità opposta.

Qualcuno potrà pensare che rivolgersi a Dio aiuti a liberarsi dall’ego. Il paradosso, però, sta proprio nel fatto che è l’ego a spingere verso Dio. Ma Dio non è fuori, è dentro di noi!

Vadim Zeland
 

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